Milano è abituata ai grandi ospiti e ai grandi ristoranti, ma non sempre le due cose coincidono. In questi giorni olimpici, frenetici e blindati, il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, e la sua famiglia hanno attraversato la città seguendo rotte gastronomiche sorprendenti, defilate, a tratti persino spiazzanti. Niente tavoli da copertina, niente caccia alle stelle, niente passerelle. Scelte semplici, spesso laterali, che hanno attirato l’attenzione proprio perché lontane dal solito copione. A ricostruirle è il noto critico gastronomico del Corriere della Sera, Valerio M. Visintin.
Pianeta Luna, una pizzeria di passaggio a due passi dall’Hotel Gallia
Va detto subito: il braccio destro di Donald Trump è tutto fuorché invisibile. Ogni suo spostamento è infatti accompagnato da un corteo impressionante di auto e moto della polizia (italiana e statunitense), una scia continua che rende impossibile confonderlo con un normale cliente. Eppure, una volta seduto a tavola, il vicepresidente sembra aver scelto l’anonimato del piatto, o quantomeno una certa sobrietà dell’indirizzo.
JD Vance insieme alla moglie Usha
Una contraddizione solo apparente, che rende il racconto ancora più interessante. L’esordio milanese, infatti, è stato piuttosto dimesso. Mentre giovedì sera Vance partecipava a una cena ufficiale con altri capi di Stato, la famiglia si è accomodata da Pianeta Luna, una pizzeria-griglieria-ristorante a poche centinaia di metri dall’Hotel Gallia, dove alloggiano.
La sala del ristorante Pianeta Luna
Locale senza pretese, arredi in legno chiaro, atmosfera da fine Novecento e una cucina pensata più per i bisogni immediati di impiegati e turisti che per la gloria gastronomica. «Erano una decina, compresa la scorta. Hanno ordinato pizze e qualche secondo di carne» hanno raccontato i titolari al critico gastronomico. Pizza sì, ma in versione addomesticata, più milanese che napoletana. Una scelta che fa sorridere e che forse risponde a un’idea di pizza più familiare al palato americano, oppure semplicemente a logiche di sicurezza e praticità.
Il Luogo di Aimo e Nadia, una cena riservata in una Milano laterale
Il sabato sera l’indirizzo scelto è stato di tutt’altro peso, ma comunque senza cedere allo spettacolo. Secondo le indiscrezioni raccolte da Visintin, J.D. Vance avrebbe infatti cenato in una sala riservata de Il Luogo di Aimo e Nadia, ristorante storico (stellato) in via Montecuccoli, zona Primaticcio-Bande Nere.
La sala privata de Il Luogo di Aimo e Nadia
In cucina, ricordiamo, gli chef Alessandro Negrini e Fabio Pisani, che nei giorni scorsi hanno cucinato anche per il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e per il board delle Olimpiadi. Di ciò che è arrivato in tavola quella sera non si hanno conferme. «Resta il sospetto, quasi una speranza, che il vicepresidente abbia incrociato gli spaghettoni al cipollotto fresco», ha scritto Visintin.
Osteria Cornalia, l’osteria scelta da chi conosce davvero la città
La domenica a pranzo il primo vero colpo di scena. Destinazione: Osteria Cornalia, il regno di Enzo Ligas, oste per vocazione e per resistenza. Un indirizzo nascosto dietro viale Melchiorre Gioia, lontano dalle mappe più battute e dalle attenzioni dei foodwriter in cerca di novità. Qui non si capita per caso, serve qualcuno che sappia indicarti la strada giusta.
La sala dell'Osteria Cornalia
Il menu racconta una Milano concreta: mondeghili, paccheri al ragù, tagliata al rosmarino per Vance; fiori di zucca e spaghetti alla chitarra per la moglie Usha; paccheri anche per i figli. «Per fortuna abbiamo una saletta appartata. E forse ci hanno scelti anche per questo. Ma fino all’ultimo non sapevo che la prenotazione fosse per loro» ha raccontato al Corriere.
Griglia sul Fuoco: fuori Milano, tra carne alla brace e normalità assoluta
Domenica sera, il corteo infinito si è spostato fuori città, a Buccinasco. Il locale si chiama Griglia sul Fuoco: arredi da baita, legni a vista, bottiglie ovunque e grandi porzioni di carne. Un posto che non frequenta le cronache gastronomiche e che, ammette lo stesso Visintin, molti non conoscevano affatto prima di questo episodio. Una scelta che disorienta, ma che chiude il cerchio di un weekend costruito più sulla normalità che sull’eccezione.
La sala del ristorante Griglia sul Fuoco di Buccinasco (Mi)
A questo punto, come ribadito dallo stesso critico, viene naturale chiedersi se dietro queste tappe ci sia davvero una piccola intelligence gastronomica, nascosta tra i protocolli della sicurezza americana, capace di muoversi lontano dai riflettori senza rinunciare al senso. Oppure se sia solo il gusto personale di una famiglia che, pur viaggiando con un seguito da film d’azione, preferisce mangiare come farebbe chi Milano la conosce davvero. In ogni caso, la sensazione è che, almeno a tavola, JD Vance abbia scelto di non farsi notare. Ed è forse proprio questo, oggi, il gesto più anticonformista.