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Territori: il progetto che svela filiere e produttori dei piatti di Aimo e Nadia

Il Politecnico di Milano e il gruppo Aimo e Nadia presentano Territori, piattaforma culturale che unisce gastronomia, filiera agroalimentare e ricerca. Il progetto include lo Chef’s Table Territori e porterà alla nascita di un’associazione per promuovere il sistema produttivo italiano e la cucina come espressione culturale

di Redazione Italia a Tavola
28 marzo 2026 | 09:42
Territori: il progetto che svela filiere e produttori dei piatti di Aimo e Nadia

Il Dipartimento di Design del Politecnico di Milano ha presentato “Territori”, progetto sviluppato insieme al Gruppo Aimo e Nadia Milano, che mette al centro il rapporto tra gastronomia italiana, filiera produttiva e identità dei territori. Dopo un anno e mezzo di ricerca, prende forma una piattaforma che connette ristorazione, creatività e sistema produttivo. L’iniziativa analizza le relazioni tra chef e produttori, i modelli di filiera e le dinamiche collaborative che caratterizzano l’esperienza del gruppo Aimo e Nadia, da sempre legato alla valorizzazione delle materie prime italiane e dei territori di origine.

Territori: il progetto che svela filiere e produttori dei piatti di Aimo e Nadia

Co-progettazione di Territori tra Politecnico di Milano e Aimo e Nadia

Ricerca accademica e filiera agroalimentare: il metodo Territori

Il progetto nasce da un percorso condotto dai ricercatori del Dipartimento di Design, basato su attività di osservazione sul campo, ascolto generativo e codesign. L’obiettivo è stato quello di rendere esplicito il sistema di relazioni che unisce ristorazione e produzione, evidenziandone i valori culturali, creativi e di sostenibilità.

Territori: il progetto che svela filiere e produttori dei piatti di Aimo e Nadia

Chef Alessandro e Fabio in visita presso Macelleria Martini Carni

«Il percorso di ricerca è stato costruito come un processo collaborativo e di riflessione a partire dalle pratiche quotidiane. Gli chef, i collaboratori del gruppo Aimo e Nadia e diversi attori della filiera sono stati coinvolti in una serie di attività di confronto e coprogettazione», racconta Marta Corubolo, ricercatrice del Dipartimento di Design. «Un approccio che appartiene sia al design sia al modo di lavorare che da sempre caratterizza Aimo e Nadia»

Chef’s Table Territori: esperienza gastronomica immersiva tra prodotti e territori

La prima applicazione concreta è lo Chef’s Table Territori, un format che introduce nel ristorante uno spazio dedicato al dialogo e all’approfondimento. Non solo degustazione, ma narrazione delle filiere agroalimentari, dei prodotti e dei territori. Il banco diventa luogo di relazione diretta tra cuochi e produttori, trasformando il menu in un racconto vivo e trasparente. Un modello che interpreta una ristorazione sempre più orientata alla consapevolezza del consumatore.

Territori: il progetto che svela filiere e produttori dei piatti di Aimo e Nadia

Chef Fabio Pisani e Valeria in Puglia per raccolta delle olive - Le 4 Contrade Puglia

«La cucina italiana è sempre stata un racconto di luoghi, persone e stagioni», spiega Fabio Pisani «Con Territori abbiamo voluto fermarci a riflettere su questo rapporto, approfondirlo insieme al mondo della ricerca e capire come renderlo ancora più consapevole. Non si tratta solo di scegliere ingredienti eccellenti, ma di comprendere i sistemi che li generano e le persone che li custodiscono».

Aimo e Nadia: un progetto tra eredità culturale e visione contemporanea

Territori si inserisce nel percorso del gruppo Aimo e Nadia, rafforzando il legame tra cucina e produttori italiani. «La cucina è il nostro modo di interpretare l’Italia», sottolinea Alessandro Negrini. «Negli anni abbiamo costruito relazioni profonde con molti produttori, lavorando insieme per valorizzare e, in alcuni casi, far evolvere i loro prodotti. Territori nasce proprio da questo dialogo continuo tra cucina e produzione».

Territori: il progetto che svela filiere e produttori dei piatti di Aimo e Nadia

Chef Alessandro Negrini e Politecnico di Milano in visita al Mercato Ortofrutticolo di Milano SoGeMi

Per Stefania Moroni, si tratta di un passaggio naturale nella storia del gruppo: «Mio padre Aimo ha sempre considerato la cucina come un atto culturale prima ancora che gastronomico. Territori raccoglie questa eredità e la porta in una dimensione contemporanea, mettendola in dialogo con il mondo della ricerca e con le nuove generazioni. È un progetto che guarda al futuro, ma che nasce da una storia lunga più di sessant’anni».

Associazione culturale Territori: un osservatorio sulla cucina italiana

Il progetto evolverà nella creazione di un’associazione culturale senza scopo di lucro, con l’obiettivo di diventare un osservatorio permanente sul futuro della cucina italiana. La piattaforma metterà in relazione imprese, ristorazione, istituzioni e professionisti, sviluppando progetti di ricerca sulle filiere agroalimentari, percorsi formativi per studenti e operatori, eventi e contenuti editoriali dedicati al sistema produttivo. Previsto anche il coinvolgimento di aziende e produttori selezionati, definiti “pionieri”, e collaborazioni internazionali, tra cui il percorso con EHL Hospitality Business School di Losanna.

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