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Pasqua 2026: 10 milioni di italiani in partenza, ma il tutto esaurito è ancora lontano

Pasqua 2026 conferma l’interesse degli italiani per le vacanze in Italia: differenti studi prevedono tra 9 e 10,6 milioni di partenze. Predominano soggiorni brevi, spostamenti regionali e last minute, mentre ad esempio Dolomiti e città d’arte come Firenze non registrano ancora il tutto esaurito, tra costi elevati, incertezza geopolitica e impatti sul turismo internazionale

di Redazione Italia a Tavola
30 marzo 2026 | 12:07
Pasqua 2026: 10 milioni di italiani in partenza ma il tutto esaurito resta un miraggio

La Pasqua 2026 vede gli italiani pronti a partire per le vacanze, ma le stime sulle partenze mostrano numeri leggermente discordanti. L’Osservatorio Turismo SWG per Confturismo-Confcommercio stima che saranno più di 9 milioni gli italiani in viaggio, con un calo lieve rispetto allo scorso anno, mentre l’indagine realizzata da Tecnè per Federalberghi prevede 10,6 milioni di partenze, evidenziando una previsione leggermente più ottimistica.

Saranno tra 9 e 10,6 milioni gli italiani in viaggio per Pasqua
Saranno tra 9 e 10,6 milioni gli italiani in viaggio per Pasqua

I dati di Confturismo indicano che il 22% degli italiani ha modificato i propri piani a causa dell’incertezza internazionale, mentre un ulteriore 27% resta in attesa degli sviluppi geopolitici prima di decidere. Secondo Tecnè, invece, la maggior parte delle prenotazioni è stata effettuata con largo anticipo, con l’85% dei viaggiatori che rimarrà in Italia e solo il 15% che sceglierà destinazioni estere. Quello che è certo è che, con la situazione internazionale in corso, non sarà una Pasqua da tutto esaurito ovunque.

Tendenze: breve durata e preferenza per l’Italia

Entrambi gli studi evidenziano una predilezione per vacanze brevi e soggiorni vicini a casa. Confturismo segnala che il 60% non supererà le due notti fuori casa, mentre solo il 14% farà almeno cinque pernottamenti. Tecnè conferma che tre viaggiatori su quattro utilizzeranno l’auto e rimarranno principalmente nelle proprie regioni di residenza. Sia Confturismo sia Tecnè rilevano che la maggiore parte dei viaggi si svolgerà in Italia, con Toscana e Campania in cima alle preferenze, seguite da montagna e città d’arte. Questa scelta riflette sia un senso di sicurezza percepita sia la volontà di contenere i costi, che mediamente non superano i 400 euro a persona secondo Confturismo.

Secondo Tecnè, i viaggi pasquali genereranno un giro d’affari di 5,5 miliardi di euro, con la buona tavola, le spese di viaggio e il pernottamento come voci principali. Il picco delle partenze si concentrerà venerdì santo, 3 aprile (41,6%), con la prima quota consistente di viaggiatori già il giorno prima, giovedì 2 aprile (30%). Le festività saranno quindi caratterizzate da spostamenti ravvicinati, soprattutto tra turisti di prossimità. Entrambi gli studi evidenziano come l’aumento del costo della vita influenzi la durata e la pianificazione dei soggiorni: quasi la metà degli intervistati ha dichiarato di aver ridotto la durata del viaggio a causa dei prezzi più alti.

Il contesto geopolitico e il turismo internazionale

Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, sottolinea: «In questo momento, davvero non possiamo ignorare il contesto geopolitico in cui ci si trova, in Italia, in Europa e nel mondo. E poiché il turismo, proprio nella sua trasversalità, dialoga con tutte le realtà, senza limiti e senza confini, mi preme dire che i conflitti danneggiano il settore. Oggi, infatti, non è a rischio il turismo di prossimità, bensì è a rischio il turismo alto spendente che proviene dall'altra parte dell'Oceano».

Bernabò Bocca, presidente di Federalbergh
Bernabò Bocca, presidente di Federalbergh

Manfred Pinzger, presidente di Confturismo-Confcommercio, aggiunge: «L’atteggiamento dei viaggiatori, in questo momento, è quello di stare alla finestra a vedere quello che succede. Sicuramente c’è molta preoccupazione tra gli imprenditori del settore per gli effetti che la situazione potrebbe produrre sul turismo. Siamo però fiduciosi che questa situazione possa presto trovare un epilogo positivo, per affrontare con il giusto passo la stagione estiva ormai alle porte».

Manfred Pinzger, presidente di Confturismo-Confcommerco
Manfred Pinzger, presidente di Confturismo-Confcommerco

 Al di là dei buoni numeri complessivi, infatti, non mancano le criticità. Secondo il Centro Studi Turistici di Firenze per Assoviaggi Confesercenti, oltre 7.100 prenotazioni sono state cancellate, riprogrammate o dirottate verso altre destinazioni, con un impatto economico iniziale di quasi 100 milioni di euro. I mercati più colpiti includono Stati Uniti e Paesi del Far East, che insieme rappresentano circa 36 milioni di presenze, pari al 14% dei pernottamenti stranieri in Italia.

Dolomiti e Firenze: prenotazioni pasquali ancora lontane dal tutto esaurito

Nonostante i dati incoraggianti, le strutture ricettive italiane affrontano alcune criticità da nord a sud. Non ovunque infatti si può parlare di tutto esaurito. Un esempio arriva dalle Dolomiti bellunesi. Impianti sciistici e località montane restano aperti fino a Pasquetta o oltre, ma la stanchezza dei turisti e l’aumento dei costi incidono sulla redditività. Walter De Cassan, presidente di Federalberghi di Belluno, evidenzia come molti alberghi abbiano già chiuso e le prenotazioni dall’Asia sono quasi assenti. Alcune strutture forse riapriranno per le per le prenotazioni pasquali, che però non sempre vengono confermate: «Le conseguenze delle guerre si fanno sentire: le famiglie non hanno più la disponibilità di un anno fa. Costa di più la benzina, ma non solo. Difficilmente arriveremo ai valori di un anno fa».

Le Dolomiti bellunesi a Pasqua sono ancora perfette per sciare
Le Dolomiti bellunesi a Pasqua sono ancora perfette per sciare

Anche da una città d'arte come Firenze le notizie che giungono sono ben lontane da un tutto esaurito. Al momento, circa le prenotazioni per Pasqua, il 25% delle camere risulta vuotaMonica Rocchini di Assohotel Confesercenti Firenze aggiunge: «Di solito saremmo stati al completo, anzi con la lista di attesa di ospiti pronti a subentrare in caso di disdetta». C'è ancora speranza di recuperare qualche last minute, invogliato magari da buone previsioni meteo. 

Santa Maria Novella a Firenze: anche in Toscana per Pasqua non c'è il tutto esaurito
Santa Maria Novella a Firenze: anche in Toscana per Pasqua non c'è il tutto esaurito

Le vacanze pasquali rappresentano un test per la tenuta del turismo italiano e offrono indicazioni importanti per la stagione estiva. Le prenotazioni last minute e i viaggi regionali permettono margini di recupero. Daniele Barbetti, Federalberghi Toscana, sottolinea: «L’attuale flessione è solo un’istantanea, c’è possibilità di recuperare i ritardatari. le tariffe sono stabili, e in alcuni casi addirittura in diminuzione, per andare incontro al mercato italiano».

Pasqua 2026: un test cruciale per il turismo italiano tra opportunità e criticità

La Pasqua 2026 si presenta come un banco di prova per il turismo italiano: sebbene le previsioni complessive siano positive e confermino l’amore degli italiani per le destinazioni nazionali, permangono sfide significative legate alla geopolitica, ai costi energetici e alla ridotta disponibilità delle famiglie. Le vacanze brevi, le prenotazioni last minute e i viaggi regionali diventano strumenti fondamentali per mitigare l’incertezza, offrendo margini di recupero alle strutture ricettive. L’andamento di questo periodo fornirà indicazioni preziose per pianificare una stagione estiva che dovrà fare i conti con mercati internazionali volatili e consumatori sempre più attenti ai costi.

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