Il Senato ha approvato definitivamente il Disegno di legge annuale sulle piccole e medie imprese ("Ddl Pmi"), introducendo tra le altre misure un quadro normativo volto a garantire maggiore trasparenza e autenticità delle recensioni online. La riforma interessa in modo diretto ristoranti, bar e locali, settori sempre più dipendenti dalle piattaforme digitali per visibilità e reputazione. Si tratta di un passo importante in una battaglia storica che Italia a Tavola porta avanti da anni, volta a proteggere la reputazione digitale degli operatori del comparto Horeca e a offrire ai consumatori informazioni più affidabili.
Trasparenza digitale per le piccole e medie imprese
Il Capo IV del provvedimento, che comprende gli articoli 18-23, disciplina le false recensioni stabilendo requisiti vincolanti per la loro liceità. Tra le principali novità, le recensioni dovranno essere pubblicate entro 30 giorni dal servizio fruito e correlate a documentazione fiscale comprovante l’esperienza. La legge vieta inoltre la compravendita di recensioni, anche tra piattaforme e motori di ricerca, affidando all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) il compito di emanare linee guida e vigilare sull’applicazione delle norme.

Lino Stoppani, presidente Fipe
La Federazione italiana pubblici esercizi (Fipe) ha accolto positivamente l’iniziativa, sottolineando come la regolamentazione delle recensioni sia essenziale per le piccole e medie imprese della ristorazione, che in un Paese ad alto flusso turistico come l’Italia dipendono dalla reputazione digitale. «La battaglia contro le false recensioni è una premessa necessaria per costruire e rafforzare fiducia tra le imprese e i consumatori» ha dichiarato Lino Stoppani, presidente Fipe.
Vigilanza continua: Italia a Tavola resta in prima linea
Il direttore di Italia a Tavola Alberto Lupini ha sottolineato: «Il condizionale è d’obbligo - siamo pur sempre in Italia dove si fissano le regole ma poi non le si fanno magari sempre rispettare - ma non posso non esprimere la massima soddisfazione per la vittoria di una battaglia che da anni ci ha visto in campo come Italia a Tavola, prima di tutti e in prima fila per porre fine allo scandalo delle recensioni tarocche che hanno devastato la libera concorrenza negli ultimi 15 anni».

Alberto Lupini, direttore di Italia a Tavola
«I gestori onesti - prosegue - potranno ora tirare finalmente un sospiro di sollievo. Le recensioni negative a pagamento o quelle elogiative dei concorrenti dovrebbero finire. Con il voto in Senato si pone la parola fine ad anni di imbrogli e speriamo si dia invece dignità e serietà a sistemi di recensioni dei clienti che possano finalmente essere uno strumento reputazionale importante e veritiero».
Quindi ha aggiunto: «Voglio pubblicamente ringraziare la Fipe che si è impegnata sostenendo la nostra battaglia per un sistema giusto e corretto delle recensioni, ed è riuscita a stoppare le pressioni pesantissime messe in campo verso la politica da colossi come TripAdvisor o Google per fermare la decisione e continuare ad operare in un far west senza regole».
«L’introduzione dell’obbligo di uno scontrino fiscale o una fattura - ha concluso - per poter dimostrare di avere effettivamente usufruito di un servizio, e quindi esprimere un commento, rappresenta una svolta. Certo ci potranno essere tentativi di aggirare la norma, ma l’importante è che finalmente ci siano regole e ci sia chi dovrà farle rispettare. Sulle sanzioni ci sarà ancora da lavorare, ma per il momento siamo ottimisti … anche se non deponiamo le armi e continueremo a vigilare per perché ci sia un corretto rapporto e fiducia fra consumatori e ristoratori».
Quanto vale il mercato delle recensioni false
Le recensioni false online rappresentano una seria minaccia per ristoranti, hotel e commercio al dettaglio in Italia. Secondo un’inchiesta Fipe, nel 2023 almeno l’8-9% dei commenti sui ristoranti era ingannevole (un dato che Italia a Tavola è sottostimato), ma questo dato riguarda solo i giudizi negativi, mentre resta fuori l’altrettanto diffuso fenomeno delle recensioni positive truccate. Complessivamente, le recensioni false influenzano oltre il 30% del fatturato dei locali, con danni economici per circa il 60% dei ristoranti.

Addio recensioni false? Il Senato approva regole per la ristorazione digitale
Storicamente, piattaforme come TripAdvisor, Booking e Trustpilot hanno permesso la pubblicazione indistinta di recensioni non verificate, creando un “Far West digitale”. Questo ha favorito reti criminali che vendevano pacchetti di recensioni positive o minacciavano di diffondere giudizi negativi a scopo estorsivo. Alcuni ristoranti aderenti a TheFork, che ha un accordo editoriale con la guida Michelin, sembrano essere “graziati” su TripAdvisor, alimentando sospetti di disparità nel controllo dei contenuti. A riprova della facilità con cui è possibile manipolare le piattaforme, proprio l'esperimento di Italia a Tavola aveva messo a nudo la questione facendo schizzare in testa ai ranking un hotel e un ristorante che in realtà non sono mai esistiti.
Non solo recensioni: crescono anche gli insulti online
I social premiano il conflitto e rendono sempre più stringente la necessità di distinguere tra opinione legittima e insulto, mettendo a rischio chi opera professionalmente. Il recente caso dello chef Andrea Alfieri, subissato di insulti (arrivati anche a configurarsi come vere e proprie minacce) per aver postato un annuncio di lavoro, apre il tema di una più ampia regolamentazione online, non solo per quanto concerne le recensioni.

Lo chef Andrea Algfieri, vittima di insulti via social per un annuncio di lavoro
Anche in questo caso, si avverte l’urgenza di regolamentazioni che riducano l’anonimato e incentivino profili verificati, sia sui social sia sulle piattaforme di recensioni. In questo modo si protegge la libertà di espressione reale, si tutela chi lavora nel settore e si limita la diffusione di contenuti falsi o diffamatori.
Le altre misure introdotte dal Ddl Pmi
Il Ddl Pmi non si limita al digitale: contiene anche misure di carattere sociale e sindacale, come l’istituzione di un Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e incentivi al part-time per favorire il ricambio generazionale. L’obiettivo è sostenere le imprese nel garantire continuità operativa e opportunità di lavoro, rafforzando al contempo le tutele per i dipendenti del settore.