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in valtellina

Turismo, Bormio e Livigno in calo: l’effetto Olimpiadi è rinviato al 2027

di Redazione Italia a Tavola
13 aprile 2026 | 12:48

La stagione invernale di Bormio e Livigno (So) si chiude con un calo delle presenze sulle piste durante il periodo olimpico, ma con indicatori positivi sul medio periodo legati alla visibilità internazionale e alla domanda futura. È questa la lettura condivisa dalle amministrazioni locali, che interpretano i dati come un passaggio temporaneo in vista di un rafforzamento dell’attrattività turistica.

Turismo, Bormio e Livigno in calo: l’effetto Olimpiadi è rinviato al 2027

A Livigno l'effetto Olimpiadi si dovrebbe vedere l'anno prossimo

Bormio guarda ai nuovi mercati e all’effetto traino

A Bormio, dove la stagione sciistica si è chiusa, il bilancio viene letto in prospettiva. Su Repubblica, il sindaco Silvia Cavazzi indica una possibile crescita tra il 20% e il 25% nei prossimi anni: «È il classico effetto volano di grandi eventi. Stiamo riscontrando interesse da Paesi nuovi per noi, come Corea del Sud e Brasile». Oltre ai numeri, emerge un cambiamento nella composizione dei flussi. «A Pasqua si sentivano parlare inglese e spagnolo per le vie del centro. È un segnale. Il risultato più rilevante è stato coinvolgere l’intero paese, non solo le aree di gara». Il maxi-schermo in piazza Kuerc, con la trasmissione delle competizioni, ha contribuito a creare partecipazione diffusa, con ricadute anche su negozi e ristorazione.

Turismo, Bormio e Livigno in calo: l’effetto Olimpiadi è rinviato al 2027

A Bormio si stima una possibile crescita tra il 20% e il 25% nei prossimi anni

Durante i giorni olimpici, i costi di soggiorno hanno registrato un aumento significativo. Un aspetto che non è passato inosservato e su cui le amministrazioni locali intendono intervenire. «Ho incontrato gli operatori - spiega Galli - e mi hanno assicurato che per il 2027 prevedono rincari intorno al 3%, in linea con l’inflazione». Un equilibrio ritenuto necessario per consolidare l’attrattività: «Se i prezzi diventano eccessivi si rischia di compromettere il lavoro fatto. L’offerta deve restare competitiva, anche considerando la varietà di esperienze, dalla gastronomia alle attività outdoor».

Livigno tra zona franca ed evoluzione turistica

A Livigno, dove la stagione proseguirà fino al 3 maggio, il sindaco Remo Galli spiega: «Nei giorni delle gare abbiamo registrato circa 5mila skipass al giorno, contro i 10mila abituali». Un calo evidente, compensato però da segnali incoraggianti sul fronte della domanda futura. «Gli albergatori mi segnalano che gennaio 2027 è già sold out, con arrivi da Canada, Stati Uniti e Australia, mercati che finora intercettavamo poco. La visibilità televisiva ha inciso».

Turismo, Bormio e Livigno in calo: l’effetto Olimpiadi è rinviato al 2027

Livigno punta sulla montagna e non più solo su carburanti e duty-free

Livigno continua a beneficiare dello status di zona franca, che incide sui prezzi e rappresenta ancora un elemento rilevante per l’economia locale. Tuttavia, il modello turistico è cambiato nel tempo. «Non siamo più solo una località legata a carburanti e prodotti duty-free - osserva Galli -. Negli anni abbiamo diversificato e le Olimpiadi hanno dato visibilità a questa trasformazione». Tra gli aspetti organizzativi, viene evidenziata la gestione dei flussi: circa 4mila lavoratori al giorno hanno raggiunto la località senza particolari criticità.

Verso una strategia condivisa in Valtellina

Un elemento nuovo riguarda il rapporto tra le due destinazioni. Storicamente concorrenti, Bormio e Livigno sembrano oggi orientate verso una maggiore collaborazione. «Abbiamo lavorato bene insieme - afferma Galli - e questo ci ha fatto capire che dobbiamo promuoverci in modo coordinato, come comprensorio». Cavazzi guarda anche oltre: «Serve costruire pacchetti turistici condivisi». Un approccio che tiene conto delle dinamiche del mercato internazionale, sempre più orientato a destinazioni integrate piuttosto che a singole località.

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