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Cibo italiano: il caffè traina un export record da 25 miliardi tra caffè

di Redazione Italia a Tavola
14 aprile 2026 | 11:44

In occasione della Giornata Nazionale del made in Italy del 15 aprile (promossa dal Ministero delle Imprese e del made in Italy), il comparto alimentare italiano conferma il proprio ruolo strategico a livello internazionale grazie ai dati diffusi da Unione Italiana Food, che evidenziano come nel 2025 l’export alimentare dei propri comparti rappresentati abbia raggiunto i 25 miliardi di euro, registrando una crescita del +9,2% rispetto all’anno precedente.

Cibo italiano: il caffè traina un export record da 25 miliardi tra caffè

Caffè e cioccolato sono stati due comparti in grande crescita di esportazioni nel 2025

Questo risultato rappresenta il 42,3% del totale delle esportazioni alimentari italiane, consolidando il peso determinante delle aziende associate nel panorama globale. Un traguardo significativo, sostenuto da una rete che comprende oltre 530 imprese e più di 900 marchi, espressione della qualità e della competitività del made in Italy alimentare. Tra i principali mercati di destinazione si confermano Germania, Francia, Stati Uniti, Regno Unito, Spagna e Polonia, paesi nei quali i prodotti italiani continuano a distinguersi per riconoscibilità, sicurezza e valore aggiunto.

I prodotti simbolo del made in Italy che trainano l’export

L’analisi dei comparti evidenzia una crescita significativa di alcune categorie chiave, che rappresentano il cuore dell’offerta italiana nel mondo. Il caffè italiano guida la classifica con un incremento del +24,6%, seguito da confetteria (+20,1%), cacao e cioccolato (+18,4%) e gelati (+18,8%). A questi si affiancano le confetture (+20,2%), i prodotti surgelati (+9,1%) e i prodotti da forno (+6,4%), mentre la pasta italiana mantiene una posizione stabile, confermando il suo ruolo consolidato nei mercati internazionali.

Cibo italiano: il caffè traina un export record da 25 miliardi tra caffè

Anche l'export del gelato italiano ha avuto ottimi numeri: +18,8% nel 2025

Questi dati riflettono un modello produttivo capace di coniugare qualità, accessibilità e sostenibilità. Il successo dell’industria alimentare italiana si basa infatti su una combinazione di know-how, attenzione alle materie prime e capacità di adattarsi alle esigenze dei consumatori globali.

Il valore culturale del cibo italiano nel mondo

Il 2026 rappresenta un anno particolarmente significativo per il settore, segnato dal riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio Immateriale dell’Umanità Unesco. Un risultato che rafforza ulteriormente la reputazione internazionale del made in Italy gastronomico.

Cibo italiano: il caffè traina un export record da 25 miliardi tra caffè

Ogni anno vengono esportati 31 miliardi di pasta nel mondo

I numeri raccontano un fenomeno globale: ogni anno vengono esportati 31 miliardi di piatti di pasta, oltre un miliardo di gelati, circa 4 miliardi di tavolette di cioccolato e 43 miliardi di tazzine di caffè. A questi si aggiungono grandi quantità di prodotti di confetteria italiana, simbolo di un’offerta ampia e diversificata. Volumi che testimoniano non solo la diffusione dei prodotti, ma anche la capacità del cibo italiano di rappresentare uno stile di vita riconosciuto e apprezzato a livello internazionale.

Tour del made in Italy 2026: storie di imprese e competenze

Per valorizzare il patrimonio industriale e umano del settore, Unione Italiana Food promuove il Tour del made in Italy 2026, un progetto di storytelling che racconta le esperienze di imprenditrici e imprenditori protagonisti del comparto. L’iniziativa coinvolge cinque figure di riferimento: Enrico Vergnano (Caffè Vergnano SpA), Carlotta Fabbri (Fabbri 1905 SpA), Camilla Colussi (Gruppo Colussi SpA), Vittoria Mezzadri Majani (Majani 1796 SpA) e Dario Roncadin (Roncadin SPA SB).

Cibo italiano: il caffè traina un export record da 25 miliardi tra caffè

Enrico Vergnano di Caffè Vergnano

Attraverso una serie di video-interviste, visibili poi sui canali Linkedin e Instagram di Unione Italiana Food, il progetto mette in luce competenze, visioni imprenditoriali e percorsi aziendali che in alcuni casi si sviluppano lungo più generazioni. Il racconto si concentra sul valore del know-how italiano, sulla capacità di affrontare i mercati internazionali e sul contributo delle imprese alla reputazione del sistema agroalimentare.

Le sfide globali per l’industria alimentare italiana

Nonostante i risultati positivi, il contesto internazionale presenta criticità rilevanti. Le tensioni geopolitiche, i dazi commerciali e le instabilità nelle principali rotte marittime, come lo Stretto di Hormuz, rappresentano fattori di rischio per l’intera filiera. Le possibili conseguenze riguardano l’aumento dei costi energetici, delle materie prime e del packaging alimentare, elementi che incidono direttamente sulla competitività delle imprese. In questo scenario, anche le realtà più solide possono trovarsi ad affrontare sfide complesse.

Cibo italiano: il caffè traina un export record da 25 miliardi tra caffè

Crisi energetica e aumenti di costi nel packaging potrebbero penalizzare l'export di prodotti italiani all'estero

«Mesi fa - ricordano da Unione Italiana Food - abbiamo affermato che il riconoscimento Unesco della cucina italiana era un onore ma anche una responsabilità. Con questa stessa consapevolezza chiediamo che questo patrimonio vada difeso con politiche industriali all'altezza della sua grandezza».

Un modello produttivo da tutelare e valorizzare

Il successo del made in Italy alimentare è il risultato di un percorso costruito nel tempo, basato su qualità, sicurezza e capacità di interpretare i mercati. La crescita dell’export agroalimentare italiano dimostra la solidità di un modello riconosciuto a livello globale.

Allo stesso tempo, le attuali dinamiche internazionali richiedono strategie mirate e politiche di sostegno adeguate, in grado di proteggere un settore chiave per l’economia nazionale. Il valore del cibo italiano non si limita alla dimensione commerciale, ma rappresenta un patrimonio culturale e produttivo da preservare nel lungo periodo.

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