La richiesta torna sul tavolo dopo i fatti di Bisceglie (Ba) dove un uomo di 43 anni è stato ucciso in un locale: presenza delle forze dell’ordine all’interno delle discoteche. A rilanciarla è Maurizio Pasca, presidente nazionale del Silb-Fipe, la sigla che riunisce le imprese che operano nel settore dell'intrattenimento da ballo e di spettacolo. «In discoteca si va per ballare, per divertirsi, non perché la gente muoia» ha dichiarato all'Ansa, riportando l’attenzione su una misura che il settore considera necessaria da tempo. L’obiettivo, secondo i gestori, è quello di prevenire situazioni critiche e rafforzare il livello di sicurezza percepita.

Il Silb torna a chiedere la presenza delle forze dell'ordine nelle discoteche (immagine generata con IA)
Pasca ha sottolineato di conoscere il titolare del Divine club (dove è avvenuto l'omicidio, ndr), definendolo attento alla sicurezza, e ha ribadito come il problema non riguardi solo i locali. «Quando le discoteche erano chiuse, questi fatti succedevano nelle piazze», ha osservato, ponendo anche il tema delle responsabilità in caso di episodi gravi. «Quando accade un fatto del genere il questore chiude il locale, ma qual è la responsabilità del gestore?» ha concluso.
Omicidio in discoteca a Bisceglie: cosa è successo
All’alba di domenica 19 aprile, intorno alle 4, una lite degenerata nella discoteca Divina di Bisceglie si è conclusa con l’uccisione del 43enne barese Filippo Scavo, detto «Uecchione», ritenuto vicino al clan mafioso Strisciuglio: colpito alla base del collo da un proiettile calibro 7,65 mentre cercava forse di allontanarsi, è arrivato già morto in ospedale. I carabinieri del Nucleo operativo di Trani (Ba) hanno identificato una decina di presenti, mentre gli accertamenti indicano la presenza di almeno un altro uomo armato oltre a chi ha esploso quattro colpi.

Il Divine Club di Bisceglie (Ba)
Il locale è stato sequestrato e sono stati acquisiti i filmati di sorveglianza. In tasca della vittima, con precedenti per droga e tornata libera da circa un anno, è stata trovata una consistente somma di denaro, elemento che orienta le indagini della Dda di Bari verso dinamiche legate allo spaccio e ai contrasti tra gruppi criminali. Nel 2021 nella stessa discoteca un giovane era stato accoltellato a seguito di un litigio.

Un deterrente concreto contro episodi violenti
Nel ragionamento del Silb-Fipe, la presenza di agenti rappresenterebbe soprattutto un elemento di deterrenza. «Credo che la presenza delle forze dell’ordine possa essere un deterrente», ha spiegato Pasca, evidenziando come i controlli privati non siano sempre sufficienti. Il riferimento è anche agli ingressi nei locali. «Se una persona si presenta mostrando un’arma, un buttafuori non può rischiare la vita per una paga di 100 euro a serata», ha aggiunto, sottolineando i limiti operativi della sicurezza interna.

Maurizio Pasca, presidente nazionale del Silb-Fipe
Tra gli elementi emersi, anche la disponibilità degli operatori a partecipare economicamente al rafforzamento dei presidi. «Siamo disposti anche a pagare per avere quella sicurezza che ci è dovuta», ha affermato Pasca. Una posizione che apre a un possibile modello di collaborazione tra pubblico e privato, in un contesto in cui, come ricordato dallo stesso presidente, le risorse disponibili per i controlli non sono sempre sufficienti.