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pianura padana

Brescia, Cremona, Lodi e Mantova unite per l’innovazione agroalimentare

Renato Andreolassi
di Renato Andreolassi
03 aprile 2026 | 15:36

Patto fra i quattro motori agricoli e alimentari della Pianura padana. Al via infatti il percorso per la costituzione di una Zona di innovazione e sviluppo (Zis) per la filiera agroalimentare della Lombardia Orientale. Il primo incontro istituzionale si è tenuto ieri, giovedì 2 aprile, sotto il Torrazzo. L’iniziativa si inserisce nel quadro del percorso condiviso promosso dalle province di Brescia, Cremona, Lodi e Mantova, che, attraverso la lettera d'intenti sottoscritta a Cremona dai presidenti il 24 ottobre 2025, hanno espresso la volontà di costruire una candidatura unitaria fondata su una visione di area vasta. L’obiettivo è dare vita a un ecosistema interprovinciale capace di integrare imprese, università, istituzioni e società civile, rafforzando il posizionamento competitivo del territorio sui mercati nazionali e internazionali.

Brescia, Cremona, Lodi e Mantova unite per l’innovazione agroalimentare

Nasce il patto tra Brescia, Cremona, Lodi e Mantova per l’agroalimentare

Un polo agroalimentare da 3,24 miliardi di export

I territori coinvolti rappresentano uno dei principali poli agroalimentari del Paese: nelle quattro province si concentra circa il 70% della produzione agroalimentare lombarda e un export pari a oltre 3,24 miliardi di euro annui, equivalente a circa un terzo del totale lombardo. Un sistema produttivo articolato che coinvolge migliaia di imprese agricole, cooperative, aziende di trasformazione e realtà industriali di rilievo internazionale. In questo contesto, la scelta di avviare il percorso sulla Zis per l’agroalimentare, accogliendo la sfida ambiziosa lanciata da Regione Lombardia, con una focalizzazione iniziale sui comparti lattiero-caseario e suinicolo, risponde a una logica precisa: si tratta infatti di filiere strategiche per il territorio, sia in termini di valore economico sia per il loro peso nella struttura produttiva locale. Questi comparti rappresentano eccellenze riconosciute a livello globale, ma sono al contempo esposti a sfide rilevanti legate alla sostenibilità ambientale, alla competitività internazionale, all’innovazione di processo e alla tracciabilità.

La Zis come leva di innovazione territoriale

L’incontro di Cremona ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali, università, associazioni di categoria e attori economici dei territori, chiamati a contribuire alla costruzione di un progetto condiviso. I lavori, coordinati dal professor Giuliano Noci, prorettore del Politecnico di Milano, hanno evidenziato come la Zis non sia un progetto chiuso, bensì uno strumento di politica industriale territoriale finalizzato ad attivare un ecosistema dell’innovazione. «La Zis è un passaggio strategico per il futuro della nostra economia territoriale - ha dichiarato il presidente della provincia di Cremona, Roberto Mariani. Solo attraverso una visione condivisa e una collaborazione strutturata tra istituzioni, università e sistema produttivo possiamo affrontare le grandi trasformazioni in atto nell’agroalimentare, dalla sostenibilità alla transizione digitale. La scelta delle quattro Province di lavorare insieme è un segnale politico forte e un’opportunità concreta per rafforzare la competitività della Lombardia orientale. Siamo orgogliosi di ospitare a Cremona, anche geograficamente collocata nel cuore della Lombardia orientale, i lavori per la costruzione della Zis».

Brescia, Cremona, Lodi e Mantova unite per l’innovazione agroalimentare

La Zis è uno strumento di politica industriale territoriale finalizzato ad attivare un ecosistema dell’innovazione

Per il presidente della provincia di Brescia, Emanuele Moraschini, «unire le forze, in un momento di incertezza globale, socio-politica e, di conseguenza, economica, significa schierarsi a tutela di un comparto che rappresenta una parte fondamentale non solo per i territori delle Province coinvolte in questo progetto, ma anche per l’intero comparto agroalimentare nazionale. Saperi, esperienze, progetti e unità d’intenti che scandiscono la nascita della Zis possono diventare solida base per uno sviluppo armonico del comparto, sullo sfondo dell’innovazione e della competitività». Nel corso dell’incontro è stato inoltre presentato il modello organizzativo “Hub & Spoke”, quale architettura di riferimento dell’ecosistema Zis, che integra il sistema territoriale e quello universitario in una logica coordinata e complementare. In questo quadro, Cremona si configura come hub territoriale, in stretta connessione con i territori di Brescia, Mantova e Lodi come nodi interconnessi. Un’impostazione che consente di valorizzare le vocazioni produttive locali all’interno di una rete coordinata e coerente.

Una strategia condivisa per competere su scala internazionale

L’iniziativa - hanno sottolineato a loro volta i presidenti di Mantova e Lodi - si colloca all’interno di una più ampia strategia regionale che mira a rafforzare la competitività dei territori attraverso la creazione di ecosistemi dell’innovazione capaci di operare su scala internazionale. In questo senso, la Zis rappresenta non solo un’opportunità di accesso a risorse finanziarie dedicate, ma soprattutto uno strumento per costruire una visione strategica condivisa e sostenibile. L’obiettivo condiviso dalle quattro province, insomma, è giungere a una candidatura unitaria e solida, capace di rappresentare non solo un’opportunità per i territori coinvolti, ma una risorsa strategica per l’intero sistema lombardo, rafforzando il ruolo della Lombardia orientale come piattaforma integrata dell’innovazione agroalimentare.

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