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Pasqua: l’inflazione condiziona la spesa, ma quasi 7 italiani su 10 pranzeranno a casa

di Redazione Italia a Tavola
03 aprile 2026 | 15:00

La Pasqua 2026 si conferma un momento in cui le abitudini degli italiani restano fortemente legate alla dimensione domestica. Secondo un sondaggio Ipsos per Confesercenti, il 67% degli intervistati trascorrerà il pranzo festivo tra le mura di casa propria o di parenti, mentre solo l’11% opterà per il ristorante. Una scelta che racconta più di una semplice preferenza, ma un orientamento diffuso verso la gestione attenta delle risorse e che va in continuità con le previsioni che ipotizzano uno scenario con un calo delle presenze al ristorante.

Pasqua: l’inflazione condiziona la spesa, ma quasi 7 italiani su 10 pranzeranno a casa

Due italiani su tre pranzeranno a casa il giorno di Pasqua (immagine generata con IA)

Spesa stabile, ma cambiano le priorità

Se da un lato non si rinuncia alla tavola, dall’altro emergono segnali di maggiore cautela su altre voci di spesa. «Non si taglia sul pranzo, ma si riducono viaggi e regali», evidenzia il report, delineando una Pasqua che mantiene il suo valore conviviale ma si adatta a un contesto economico meno favorevole.

La spesa media per i consumi alimentari si attesta a 49 euro a persona, con differenze territoriali che risultano significative. Nel Mezzogiorno la cifra sale a 61 euro, mentre al Nord si scende fino a 38 euro, segno di un diverso approccio al consumo e al budget familiare. Un quadro condizionato anche dall'aumento dei prezzi di alcuni alimenti tradizionali come uova e carne di agnello.

Il ruolo della ristorazione tra opportunità e costi

Nel comparto horeca, il pranzo di Pasqua resta una delle occasioni più rilevanti dell’anno, ma con una partecipazione più contenuta rispetto al passato. La spesa media per chi sceglie il ristorante raggiunge 72 euro a persona (non solo dove la spesa minima è di 70 euro), una cifra che riflette non solo il livello dell’offerta, ma anche il peso crescente dei costi operativi e delle scelte di consumo delle famiglie. In questo scenario, la ristorazione si muove tra la necessità di mantenere accessibilità e la pressione dei costi, cercando di intercettare una domanda che appare selettiva e più attenta rispetto agli anni precedenti.

Pasqua tra rincari e consumi più selettivi

La Pasqua 2026 si inserisce in un contesto economico segnato da un’evidente pressione sui prezzi e da un atteggiamento più prudente da parte delle famiglie. Secondo le stime diffuse da Confcooperative, la spesa complessiva per le festività raggiungerà 1,7 miliardi di euro, con un incremento di circa 200 milioni rispetto al 2025. Un aumento che, tuttavia, non riflette una maggiore capacità di spesa, quanto piuttosto l’effetto dell’inflazione. Il quadro che emerge è quello di una Pasqua in cui i prezzi crescono ma i volumi di acquisto tendono a ridursi, confermando una dinamica ormai consolidata nei consumi. Il dato viene sintetizzato con una lettura chiara: «L’inflazione gonfia i prezzi e svuota i carrelli: 6 italiani su 10 tagliano i consumi».

Pasqua: l’inflazione condiziona la spesa, ma quasi 7 italiani su 10 pranzeranno a casa

Pasqua: spesa più alta, ma solo per effetto dell'inflazione

A pesare maggiormente è l’orientamento delle famiglie verso scelte di spesa più contenute. Secondo il report, il 60% degli italiani dichiara di voler limitare gli acquisti al minimo indispensabile, un segnale che conferma la prudenza diffusa nel periodo pasquale. «È la Pasqua dell’incertezza per le famiglie italiane tra conti economici e una primavera che stenta ad affermarsi», viene sottolineato, evidenziando come il contesto generale continui a influenzare le decisioni di consumo anche in un periodo tradizionalmente legato alla convivialità. L’aumento della spesa complessiva non è quindi indice di maggiore benessere, ma il risultato di una dinamica inflattiva che incide direttamente sui prezzi al consumo. Questo fenomeno si riflette in modo evidente sui carrelli della spesa, che risultano meno pieni rispetto agli anni precedenti, e su un approccio più attento nella gestione del budget familiare.

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