Nel 2025 il mercato italiano delle fusioni e acquisizioni nel food & beverage accelera sul fronte dei volumi, con oltre cento operazioni concluse e una crescita superiore al 30% rispetto all’anno precedente secondo i dati PwC Italia. Il controvalore complessivo supera i 4,12 miliardi di dollari, sostenuto in particolare da alcune operazioni di rilievo che hanno contribuito a dare spessore a un mercato tradizionalmente frammentato. Tra i passaggi più significativi si inseriscono l’acquisizione del business cereali di WK Kellogg da parte di Ferrero e l’ingresso di New Princes in Carrefour Italia, due operazioni che evidenziano il ruolo centrale degli operatori industriali nei processi di consolidamento. «Operazioni M&A (acquisizioni e fusioni, ndr) in netta ripresa anche a valore grazie a rilevanti operazioni cross-border e deal promossi da investitori industriali», osserva Emanuela Pettenò, partner PwC Italia.
Italia, cresce il numero delle operazioni
Il quadro italiano si distingue per una dinamica diversa. Nel 2025 le operazioni di M&A nel food & beverage sono aumentate di oltre il 30% in termini di numero, arrivando a quota cento. Il valore complessivo supera i 4,12 miliardi di dollari, sostenuto soprattutto da alcune operazioni di rilievo. Tra queste, l’acquisizione del business cereali di WK Kellogg da parte di Ferrero e l’ingresso di New Princes in Carrefour Italia rappresentano i passaggi più significativi. «Operazioni M&A in netta ripresa anche a valore grazie a rilevanti operazioni cross-border e deal promossi da investitori industriali», osserva Emanuela Pettenò, partner PwC Italia.
New Princes ha rilevato Carrefour Italia
Oltre alle acquisizioni, il 2025 è stato segnato anche da operazioni di dismissione, segno di una progressiva ridefinizione dei portafogli aziendali. Campari ha ceduto marchi come Averna e Zedda Piras a Illva Saronno Holding, oltre a Cinzano a Caffo 1915, in una logica di focalizzazione sulle attività core. Parallelamente, si rafforza l’interesse internazionale verso le eccellenze italiane. In parallelo, Havefun Sarl, veicolo di Compagnia dei Caraibi, ha acquisito circa otto ettari nelle Langhe, a Montelupo Albese, avviando un ingresso diretto nel mondo della produzione vinicola. L’ingresso di Campbell con una quota del 49% in La Regina di San Marzano e l’acquisizione di Claremont Ingredients da parte di Nactarome si inseriscono in strategie di espansione e posizionamento sui mercati esteri.
Industria protagonista, finanza più diffusa
Nel mercato italiano, i soggetti finanziari - tra private equity, family office e club deal - rappresentano una quota compresa tra il 35% e il 42% del numero complessivo di operazioni. Tuttavia, le transazioni di maggiore dimensione restano prevalentemente nelle mani degli operatori industriali. Un elemento che continua a caratterizzare il contesto nazionale è la limitata trasparenza sui valori: su cento operazioni concluse, ben 91 non riportano dettagli economici. «Il mercato del mid e small cap italiano resta ancora poco trasparente sul fronte dei prezzi», evidenziano gli analisti.
Il Gruppo Caffo ha acquisito da Campari Cinzano
Italia, M&A nel food tra consolidamento e nuove specializzazioni
Nel 2025 il mercato italiano delle fusioni e acquisizioni nel food & beverage continua a espandersi non solo nei numeri, ma anche nella frammentazione merceologica. Le oltre cento operazioni chiuse, che salgono a 122 considerando i deal annunciati e destinati alla finalizzazione, disegnano un ecosistema in cui il consolidamento procede per filiere e segmenti, con una forte specializzazione dei capitali. Se si restringe il campo al solo Food & beverage “puro”, escludendo ingredienti, agricoltura e distribuzione, le operazioni si attestano a circa sessanta. A emergere sono soprattutto i comparti wine & spirits e bakery, con dieci operazioni ciascuno, seguiti da carne e proteine e bevande con otto deal per categoria. Più contenuto il segmento snack e confectionery, mentre pasta e prodotti di base si fermano a cinque operazioni. In crescita anche i comparti healthy & fresh e frozen, entrambi con quattro operazioni. Nel B2B, il settore ingredienti conta undici transazioni, confermando l’attenzione crescente lungo la filiera. Secondo gli operatori, il filo conduttore resta l’interesse verso prodotti a maggiore contenuto funzionale e salutistico, anche se ancora caratterizzati da operazioni di piccola dimensione. «Ancora frammentato in operazioni di piccola taglia», osservano gli analisti, a indicare una fase di consolidamento non ancora matura.
Il food salutistico guida una parte delle operazioni
Tra le prime 18 operazioni con valore dichiarato emergono alcuni filoni chiari. Il primo riguarda il segmento healthy, funzionale e free from, sempre più centrale nelle strategie industriali. In questo perimetro si colloca l’acquisizione del 70% della slovena Kele & Kele da parte di Valsoia, operazione da circa 3 milioni di euro finanziata interamente con risorse proprie, che rafforza la presenza nel comparto dei prodotti fermentati. Sempre sul fronte della nutrizione speciale, il ramo Heinz acquisito da NewPrinces introduce marchi come BiAglut e Aproten, destinati a consumatori con esigenze specifiche, mentre l’investimento in PlanEat punta su una piattaforma digitale per la pianificazione dei pasti e la riduzione degli sprechi in mense aziendali, scuole e ospedali.
Snack e dolciario, primo ingresso europeo per alcuni gruppi
Il secondo filone è quello dello snack e confectionery, dove si registrano operazioni di ingresso o consolidamento. Il gruppo maltese Foster Clark Products, attivo in oltre settanta mercati, ha acquisito il 100% di Preziosi Food, produttore lucano di snack e patatine, segnando la prima operazione italiana in Europa per il gruppo. Nel comparto dolciario tradizionale, Casa del Dolce ha acquisito Italgum Caramelle, rafforzando la presenza nel segmento più classico del confectionery.
Casa del Dolce ha acquisito Italgum Caramelle
In parallelo, Havefun Sarl, veicolo di Compagnia dei Caraibi, ha acquisito circa otto ettari nelle Langhe, a Montelupo Albese, avviando un ingresso diretto nel mondo della produzione vinicola. Tra le operazioni più trasversali si segnala l’ingresso di Ipo Club 2, fondo gestito da Azimut Investments con Electa Ventures, nel capitale di Più Medical, piattaforma di consolidamento nel settore farmacie. L’operazione, da circa 5 milioni di euro, conferma l’interesse del capitale istituzionale verso segmenti legati a salute e benessere, sempre più intrecciati con il perimetro food.
II contesto internazionale
Il 2025 si chiude con un mercato delle fusioni e acquisizioni nel food & beverage che mostra un andamento a due velocità. I volumi restano sostanzialmente stabili, mentre cresce in modo significativo il valore complessivo delle operazioni. Secondo l’analisi di PwC, il controvalore globale nel comparto consumer è aumentato del 32%, sostenuto da un numero limitato di operazioni di grandissima dimensione. A trainare il mercato sono state dieci operazioni superiori ai 5 miliardi di dollari, il doppio rispetto all’anno precedente. Tra queste spicca l’acquisizione di Kellanova da parte di Mars, pari a 35,9 miliardi di dollari, con l’obiettivo di rafforzare la presenza nello snacking su scala globale. Nella stessa direzione si colloca l’operazione annunciata tra JDE Peet’s e Keurig Dr Pepper, pensata per consolidare un polo internazionale del caffè con maggiori economie di scala.
Un mercato che cambia struttura
Il quadro complessivo evidenzia un mercato in trasformazione, dove la crescita passa sempre più attraverso operazioni mirate e di grande scala. Se a livello globale il consolidamento si gioca tra pochi grandi player, in Italia resta vivace il tessuto delle operazioni di dimensione medio-piccola, anche se meno trasparente. Un equilibrio che riflette due modelli diversi ma complementari, destinati a convivere in una fase in cui il settore food & beverage continua a ridefinire assetti e strategie. Inoltre restituisce un mercato in cui le operazioni non seguono più soltanto logiche dimensionali, ma sempre più spesso si organizzano per categorie funzionali e segmenti di consumo. Dal salutistico agli snack, dagli spirits alla nutrizione specializzata, il food italiano si muove verso un modello di consolidamento selettivo, ancora frammentato ma sempre più orientato a nicchie precise.