L’Agricoltura, Il Futuro. Questo il tema di fondo dell’iniziativa di Confagricoltura, in collaborazione con l’Università Bocconi, che ha riunito a Milano istituzioni ed esponenti del mondo agricolo, produttivo, accademico e finanziario. Un meeting di primo piano che ha visto la presenza della premier Giorgia Meloni, che è volata al Palazzo della Triennale dopo l’incontro con Marco Rubio, Segretario di Stato Usa.

La presidente Giorgia Meloni all‘incontro tematico voluto da Confagricoltura
Confagricoltura, 15 miliardi in tre anni dal Governo
«L’agricoltura - ha dichiarato la presidente del Consiglio - rappresenta benessere, cultura e tradizione e voi siete i primi custodi dell’ambiente, alleati della natura. Viviamo in tempi imprevedibili e l’agricoltura rappresenta una certezza: avete continuato a macinare risultati. Siamo la prima economia agricola d’Europa con un export che vale 73 miliardi di euro. Il Governo vi ha sostenuto e valorizzato mettendo a disposizione 15 miliardi in tre anni, risorse mai stanziate prima da alcun Governo. Siamo al vostro fianco nella lotta a frodi e contraffazione e impegnati nel contrastare l’italian sounding. Abbiamo inoltre ottenuto la sospensione dei dazi sui fertilizzanti di importazione, ma siamo in un mondo dominato dal caos e dobbiamo essere indipendenti. Se l’Italia è riconosciuta come patria del buono è anche merito vostro. La Cucina Italiana, Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco, patrimonio dell’umanità, si fa con i vostri prodotti».

Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura
Confagricoltura, il Manifesto dell'Agricoltura del Futuro
Giorgia Meloni è stata accolta da Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura. «Il futuro dell’Italia passa per i suoi campi - ha sottolineato - Siamo il primo comparto dell’economia nazionale con un contributo di oltre 700 miliardi. Il ruolo dell’agricoltura sta comunque cambiando. Viviamo un momento di discontinuità storica. Non è una crisi come le altre, è una rottura di paradigma. Le certezze su cui abbiamo costruito l'economia globale degli ultimi trent'anni stanno cedendo una dopo l'altra. La globalizzazione che sembrava irreversibile si sta frammentando in blocchi geopolitici contrapposti. Le catene di fornitura che sembravano efficienti si sono rivelate fragili al primo shock sistemico. L'energia che sembrava abbondante e a basso costo è diventata una variabile strategica, oggetto di contesa tra grandi potenze».
Quindi ha aggiunto: «Confagricoltura ha scelto di affrontare questi temi insieme all'Università Bocconi per tradurre le sue sfide in linguaggio che i mercati e la politica industriale capiscano. Insieme possiamo costruire una visione credibile, fondata sui dati e sull'esperienza, che parli contemporaneamente al mondo dell'impresa, della finanza, delle istituzioni e della politica. Una riflessione ampia, importante, sviluppata con l’Università attraverso nove tavoli tematici che hanno riguardato la sovranità alimentare, la transizione energetica, l’innovazione e la digitalizzazione, la gestione strategica dell’azienda, la finanza, il credito e gli investimenti, le competenze e le generazioni future, la coesione e le aree interne, nuovi stili di consumo, la governance istituzionale dell’agricoltura e la rappresentanza. Tavoli che hanno visto impegnati i maggiori esperti di ogni singolo tema. Il lavoro, una volta ultimato, costituirà il fondamento del “Manifesto dell’Agricoltura del Futuro”, un documento di sistema che consegneremo al Governo, al Parlamento, alle istituzioni italiane ed europee, come contributo al dibattito sulla Pac post-2027, sulla transizione energetica, sulla competitività industriale dell'Europa».

La sala della Triennale di MIlano dove si sono svolti i lavori
Confagricoltura, l'autosufficienza alimentare priorità strategica
«Il cibo - ha puntualizzato Giansanti - è tornato a essere una risorsa strategica. Le crisi geopolitiche, le guerre, le tensioni commerciali, gli shock logistici, la volatilità dei mercati e la crescente competizione globale ci ricordano ogni giorno quanto sia fragile il sistema alimentare internazionale. Ma l'Europa continua a trattare l'agricoltura come un capitolo di spesa da giustificare davanti ai contribuenti. Come un settore da regolamentare, da sussidiare, da proteggere, non come un asset strategico da governare con visione. Comprendere la geopolitica del cibo significa comprendere i nuovi equilibri del potere globale. Un Paese che rinuncia alla propria capacità produttiva agricola diventa più debole non soltanto sul piano economico, ma anche su quello istituzionale e sociale. Un territorio senza agricoltura è un territorio più esposto, più vulnerabile, meno libero. Ecco perché l’autosufficienza alimentare non è un concetto ideologico, ma una priorità strategica».

L’agricoltura - ha annotato Massimiliano Giansanti - non è un settore del passato, frammentato e sussidiato. È un sistema di imprese che sta vivendo una trasformazione tecnologica e strategica straordinaria, con potenziale di crescita e di rendimento che i mercati ancora sottovalutano. È un asset strategico da proteggere e sviluppare con la stessa determinazione con cui l'Europa protegge la sua industria, la sua tecnologia, la sua difesa. La sicurezza alimentare è sicurezza nazionale».