La ristorazione continua a rafforzare il proprio ruolo all’interno dei centri commerciali italiani. Secondo il nuovo Osservatorio sulla ristorazione nei centri commerciali realizzato da Deloitte per Aigrim-Fipe e Cncc, nel 2025 il comparto foodservice ha raggiunto un fatturato di 5,7 miliardi di euro, con una crescita del 2,6% rispetto all’anno precedente. L’incidenza della ristorazione sul fatturato complessivo dei centri commerciali arriva oggi a circa il 14%, con valori più elevati nelle strutture di grandi dimensioni e nelle aree del Nord Italia.

Ristorazione nei centri commerciali, il foodservice vale 5,7 miliardi
Cresce lo scontrino medio, consumi più selettivi
L’analisi evidenzia un cambiamento nelle abitudini dei consumatori. La crescita del comparto non deriva infatti da un aumento significativo del numero degli scontrini, ma soprattutto dal maggiore valore della spesa media. Rispetto al 2022, lo scontrino medio è aumentato del 15%, segnale di una clientela più orientata verso esperienze considerate di maggiore qualità durante la permanenza nei centri commerciali. L’affluenza complessiva si mantiene sostanzialmente stabile, con un incremento dello 0,6% su base annua, ma resta fortemente concentrata nei fine settimana.
Intrattenimento e foodservice sempre più collegati
Secondo lo studio, i centri commerciali che integrano offerte di intrattenimento mostrano performance migliori sia sul fronte delle visite sia sull’incidenza della ristorazione. Cinema, eventi e spazi esperienziali continuano quindi a influenzare la permanenza dei visitatori e la propensione alla spesa. Per Corrado Cagnola, la ristorazione moderna rappresenta oggi «un partner strategico» per l’industria dei centri commerciali. «La crescita dello scontrino medio dimostra che i consumatori riconoscono e premiano la qualità e l’innovazione dell’offerta», ha spiegato Cagnola, sottolineando l’importanza di investire in nuovi format, digitalizzazione e formazione del personale.

Foodservice nei centri commerciali: cresce lo scontrino medio, non i volumi
Qsr dominanti nei volumi, cresce il ruolo dei full service
L’Osservatorio mette in evidenza anche le differenze tra i principali modelli di ristorazione presenti nei centri commerciali. I Quick Service Restaurant continuano a rappresentare la quota prevalente in termini di volumi, generando oltre il 70% degli scontrini complessivi, soprattutto nei centri di medie dimensioni e nelle strutture prive di aree dedicate all’intrattenimento. I Full Service Restaurant mostrano invece una crescita trainata dal numero di scontrini, aumentati del 3,5%, segnale di una maggiore capacità di intercettare nuova domanda nei grandi centri commerciali e nei poli più orientati all’esperienza.

Le prospettive per il 2026 e il 2027
Le previsioni formulate dagli operatori del settore per il biennio 2026-2027 indicano un clima moderatamente positivo. Secondo landlord e tenant coinvolti nell’indagine, il foodservice continuerà a crescere, anche se con ritmi contenuti. Le aspettative più favorevoli riguardano i format fast food e Qsr, per i quali viene stimata una crescita fino al 5%. Anche il segmento self service torna a mostrare segnali positivi dopo una fase di rallentamento osservata negli anni precedenti. Secondo Roberto Zoia, la ristorazione rappresenta ormai «un driver fondamentale di attrattività» per i centri commerciali e richiede uno sviluppo sempre più pianificato e coerente con il territorio. Per Tommaso Nastasi, in un contesto economico ancora incerto, la crescita dipenderà soprattutto dalla capacità degli operatori di fidelizzare i clienti e ottimizzare la filiera attraverso nuove tecnologie.