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A Villa Ardizzone una serata dedicata agli impressionisti e ai loro piatti

Enzo Raneri
di Enzo Raneri
19 maggio 2026 | 13:14

Nell’ambito delle attività culturali organizzate a Villa Ardizzone di Catania - raro esempio di eclettismo Liberty della città di inizio Novecento - l’atmosfera leggera e sognante della Belle Époque si è trasformata nel contesto ideale per rievocare il mondo dei pittori impressionisti. La serata ha preso le mosse dalla Francia del 1870, un periodo segnato da conformismo, ordine e decoro, almeno fino allo scoppio della guerra franco-prussiana. Fu proprio in quel contesto che gli impressionisti introdussero una vera rivoluzione sociale e culturale, aprendo la strada alla modernità del pensiero, inizialmente percepita persino come un pericolo.

A Villa Ardizzone una serata dedicata agli impressionisti e ai loro piatti

Villa Ardizzone è uno dei più rari esempi Liberty catanesi novecenteschi

Dalla critica a Monet alla nascita dell’Impressionismo

Da una parola usata in senso dispregiativo dal critico d’arte Louis Leroy per definire il dipinto di un allora semi sconosciuto Claude Monet, “Impression, Soleil Levant”, nacque infatti un movimento estetico destinato a rompere con i canoni classici e a influenzare tutte le arti, dalla pittura alla musica, fino alla letteratura. La realtà, per gli impressionisti, era qualcosa di sfuggente e mutevole: l’artista doveva coglierne l’essenza, rappresentando l’attimo e i continui effetti della luce naturale su persone, oggetti e paesaggi.

A Villa Ardizzone una serata dedicata agli impressionisti e ai loro piatti

“Impression, Soleil Levant” di Claude Monet (credits: Wikipedia)

Il dialogo con Luigi La Rosa e il racconto della Parigi impressionista

Su questi temi Rosina Ardizzone ha dialogato con Luigi La Rosa, autore del libro “A Parigi con gli impressionisti”, che da anni vive tra l’Italia e Parigi. Nel volume, La Rosa raccoglie riflessioni e suggestioni in una successione di “scatti fotografici” culturali dedicati ai diversi aspetti della vita parigina e ai suoi luoghi simbolo, sottolineandone il valore attraverso i grandi capolavori dell’Impressionismo e dei suoi protagonisti: Manet, Monet, Degas, Renoir, Caillebotte, Van Gogh, Cézanne, Pissarro, Sisley e molti altri, senza dimenticare poeti e scultori.

A Villa Ardizzone una serata dedicata agli impressionisti e ai loro piatti

Rosina Ardizzone e Luigi La Rosa

Nel libro trovano spazio anche le donne artiste - Berthe Morisot, Mary Cassatt ed Eva Gonzalès - che sfidarono un sistema artistico dominato dagli uomini, partendo dalle “impressioni” della vita domestica e dell’intimità femminile. La scrittura di Luigi La Rosa rispecchia perfettamente il tema trattato: pennellate di parole che costruiscono atmosfere, stati d’animo e meditazioni profonde e folgoranti. Accanto ai paesaggi conviviali e alle scene di festa che caratterizzano molte tele impressioniste, emerge anche un protagonista spesso insospettabile: il cibo.

Dai “piatti” degli impressionisti all’aperitif alla francese

La tavola imbandita” di Giuseppe De Nittis - unico italiano tra i pittori impressionisti - rappresenta perfettamente il mondo di sensazioni che gli artisti del movimento seppero trasferire anche nell’ambito gastronomico. Édouard Manet amava i raffinati piatti parigini, come le tartine con burro salato e ravanelli, gli asparagi con salsa olandese - celebre anche il suo quadro dedicato a un mazzo di asparagi - e il pesce in salsa bianca. Claude Monet, grande buongustaio, custodiva invece un ricettario privato tramandato in famiglia, con piatti della tradizione normanna come il pollo arrosto con burro, crema di latte e mele, la ratatouille di verdure fresche dell’orto, le madeleine di Giverny e le fragole con panna. Edgar Degas, frequentatore abituale di caffè, prediligeva ostriche al gratin e consommé con verdure.

A Villa Ardizzone una serata dedicata agli impressionisti e ai loro piatti

Le uova ripiene degustate durante l’aperitif alla francese

Elemento centrale della “dieta impressionista” era comunque la stagionalità, principio che attraversava tanto la pittura quanto la cucina. Al termine della conversazione è stato proposto un aperitif alla francese con alcuni dei piatti preferiti dagli impressionisti e diverse preparazionida mangiare”, realizzate da Elena La Delfa seguendo l’ispirazione dell’arte edibile. Tra le proposte servite anche canapé di insalata russa, tartine integrali con crema di formaggio e salame, croissant salati vegetariani, brioches al burro con salmone, uova ripiene, pollo alla normanna con mele - particolarmente apprezzato - e madeleine. Numerosi i partecipanti presenti alla serata.

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