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20 maggio

Giornata mondiale delle api: l’Italia guida l’Europa con 1,7 milioni di colonie

di Redazione Italia a Tavola
20 maggio 2026 | 11:09

Lapicoltura italiana continua a occupare una posizione centrale nello scenario europeo. Secondo l’ultimo censimento della Federazione apicoltori italiani, il patrimonio nazionale supera 1,7 milioni di colonie di api, con un valore economico stimato attorno ai 500 milioni di euro. Un dato che accompagna la nona edizione della Giornata mondiale delle api, celebrata il 20 maggio e promossa dalle Nazioni unite per richiamare l’attenzione sul ruolo degli impollinatori nell’equilibrio ambientale e nella produzione alimentare. Lo slogan scelto per il 2026, «Siate uniti per le persone e per il pianeta», mette al centro il rapporto tra uomo, biodiversità e agricoltura, in un momento in cui il tema della sostenibilità coinvolge sempre più anche il turismo rurale e l’enogastronomia.

Giornata mondiale delle api: l’Italia guida l’Europa con 1,7 milioni di colonie

Il 20 maggio si celebra la Giornata mondiale delle api

Il lavoro degli apicoltori sostiene agricoltura e paesaggio

Dietro i numeri del comparto ci sono oltre 77mila apicoltori italiani, distribuiti lungo tutta la Penisola. Un’attività che non riguarda soltanto la produzione di miele ma che incide direttamente sulla qualità delle colture agricole, sulla tutela del paesaggio e sulla tenuta degli ecosistemi rurali. «Grazie all’impollinazione delle api mellifere si generano nel nostro Paese fino a 2 miliardi di euro di valore della produzione agroalimentare e 150 miliardi di apporto ecosistemico», ha spiegato Raffaele Cirone, presidente della Federazione apicoltori italiani. Un contributo spesso invisibile, ma decisivo per la produttività agricola e per molte filiere del made in Italy.

Giornata mondiale delle api: l’Italia guida l’Europa con 1,7 milioni di colonie

In Italia ci sono oltre 1,7 milioni di colonie di api

Il miele racconta i territori italiani

Negli ultimi anni il miele è diventato anche uno strumento di valorizzazione culturale e turistica. Il progetto “L’Alveare Parlante. Storie d’apicoltura e geografie dei mieli”, presentato al Senato con il patrocinio dell’Osservatorio nazionale mele, punta proprio a trasformare ogni produzione in una narrazione del territorio. Secondo Lucia Piana, biologa e responsabile scientifica dell’Osservatorio, il miele rappresenta «una fotografia stagionale del paesaggio». In Italia si contano oltre 60 mieli uniflorali differenti, ai quali si aggiungono centinaia di varietà millefiori legate alle specificità climatiche e botaniche delle diverse aree del Paese. Dalle colline alpine fino alla macchia mediterranea, ogni produzione riflette biodiversità, stagioni e pratiche agricole locali. Un patrimonio che oggi interessa sempre più anche il turismo esperienziale, con percorsi dedicati agli apiari, degustazioni guidate e attività didattiche legate al mondo delle api.

Giornata mondiale delle api: l’Italia guida l’Europa con 1,7 milioni di colonie

Negli ultimi anni il miele è diventato anche uno strumento di valorizzazione culturale e turistica

Le api come indicatore della salute ambientale

Accanto all’aspetto produttivo cresce l’attenzione verso la tutela della biodiversità. Secondo Mariacristina Villani dell’Università di Padova, in Italia sono presenti 34 specie di api native a rischio estinzione, una situazione che richiede interventi di sensibilizzazione e protezione ambientale. Le api vengono oggi considerate veri e propri bioindicatori della qualità degli ecosistemi agricoli. È su questo principio che si basa il progetto “Honeybees & Vineyard”, promosso da Fondazione Sostain Sicilia insieme alla Federazione Apicoltori Italiani e sostenuto da Intesa Sanpaolo. L’iniziativa ha coinvolto dieci aziende vitivinicole siciliane attraverso l’installazione di cinquanta alveari nei vigneti. Le api Apis mellifera vengono utilizzate per monitorare lo stato ambientale dei territori agricoli e valutare il livello di biodiversità presente nelle aree coltivate.

Vigneti e alveari: il nuovo dialogo tra vino e biodiversità

Tra le aziende coinvolte figurano realtà storiche del vino siciliano come Donnafugata, Planeta e Tasca d’Almerita. L’obiettivo è comprendere in che modo la biodiversità possa incidere sulla qualità agricola e sulla resilienza delle coltivazioni. «Le api ci aiutano a leggere la salute dei territori», ha osservato Alberto Tasca, presidente della Fondazione Sostain Sicilia. «Dove la biodiversità è alta cresce anche la qualità agricola e, con essa, la capacità del vino di esprimere il territorio». Un approccio che lega ambiente, agricoltura e turismo rurale in un’unica visione, sempre più presente nelle strategie delle aziende agricole e vitivinicole italiane.

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