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Lago di Garda, 126 milioni di euro per la statale 45 e battelli elettrici contro il traffico

di Redazione Italia a Tavola
04 maggio 2026 | 10:27

Ogni stagione turistica ripropone lo stesso scenario lungo il Lago di Garda: flussi elevati, traffico intenso e una rete viaria che fatica a sostenere i numeri. Le arterie litoranee, soprattutto nei periodi di alta affluenza, registrano criticità ricorrenti, con tempi di percorrenza dilatati e congestioni frequenti. Il governo ha previsto uno stanziamento di 126 milioni di euro per intervenire sulla strada statale 45 bis, con un nuovo collegamento tra Gargnano e Tignale pensato per alleggerire la pressione nelle gallerie. Ma, secondo gli operatori del territorio, il tema non si esaurisce qui. «Servono nuove infrastrutture anche nel Basso lago, da Tormini a Toscolano», osserva Alessandro Fantini, presidente di Federalberghi Brescia, richiamando l’attenzione su un sistema viario che richiede una visione più ampia.

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Navigazione elettrica, un’ipotesi per alleggerire la pressione

Accanto alle soluzioni su strada, prende forma un’altra linea di intervento legata alla mobilità sull’acqua. La navigazione sostenibile rappresenta una possibilità concreta per ridurre il traffico su gomma e migliorare la qualità ambientale dell’area. La flotta di Navigarda include già alcune unità ibride, mentre in diversi comuni, come San Felice e Gargnano, sono stati installati punti di ricarica per imbarcazioni elettriche. L’ipotesi è quella di rafforzare questo sistema con nuovi investimenti pubblici, ampliando l’offerta di battelli elettrici.

Il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, ha espresso un orientamento favorevole: «Credo che l’idea della navigazione elettrica sul Garda sia molto valida. Dobbiamo costruire una società che inquini meno». L’obiettivo, nelle sue parole, potrebbe essere esteso anche ad altri contesti: «Sarebbe opportuno guardare a tutti i laghi italiani, portando questo modello su scala più ampia».

Transizione graduale e equilibrio tra ambiente e comunità

Il tema si inserisce in un quadro più ampio di politiche ambientali e di mobilità, dove emerge il principio della neutralità tecnologica, intesa come utilizzo flessibile delle soluzioni disponibili per ridurre le emissioni. Una linea che punta a una trasformazione progressiva, evitando interventi percepiti come troppo rapidi o impattanti. «Il cambiamento deve essere graduale e coerente, senza creare squilibri per le comunità», sottolinea Mazzi, evidenziando la necessità di mantenere un equilibrio tra innovazione, sostenibilità e tenuta economica dei territori.

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Nel caso del Garda, una delle destinazioni turistiche più frequentate d’Europa, il tema della mobilità resta centrale. La convivenza tra crescita dei flussi e qualità della vita locale richiede interventi integrati, capaci di coniugare infrastrutture, trasporti alternativi e sostenibilità ambientale.

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