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Agricoltura, salute e mercato: tutte le criticità dell’accordo Ue-Mercosur

Standard produttivi differenti, utilizzo di sostanze vietate nell’Unione europea, costi di produzione più bassi e regole non sempre equivalenti alimentano il dibattito sul trattato commerciale tra i due blocchi. Di questi temi si è ampiamente discusso durante la conferenza “Sistema agroalimentare tra Europa e Mercosur”, ospitata a Mascalucia (Ct)

Enzo Raneri
di Enzo Raneri
01 giugno 2026 | 15:02
Agricoltura, salute e mercato: tutti le criticità dell’accordo Ue-Mercosur

Il Mercosur (Mercato comune del Sud) è un’organizzazione economica e politica regionale nata nel 1991 per favorire l’integrazione commerciale tra i Paesi dell’America latina. Ne fanno parte, come membri a pieno titolo, Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay e Bolivia. Ispirato al modello dell’Unione europea, il Mercosur è oggi al centro di un accordo di libero scambio globale proprio con l’Ue, un’intesa che ha acceso un forte dibattito politico e provocato proteste nel settore agricolo europeo. L’accordo, ricordiamo, punta all’eliminazione della maggior parte delle barriere tariffarie e al rafforzamento della cooperazione economica e ambientale fra le due aree. Ma proprio su agricoltura, ambiente, standard sanitari e concorrenza si concentrano le maggiori preoccupazioni.

Il Mercosur è il mercato comune che unisce cinque Paesi sudamericani
Il Mercosur è il mercato comune che unisce cinque Paesi sudamericani

Negli scorsi giorni, all’Auditorium comunale di Mascalucia, in provincia di Catania, si è tenuta la conferenzaSistema agroalimentare tra Europa e Mercosur: qualità, ambiente e concorrenza globale”, un momento di approfondimento dedicato al controverso accordo commerciale tra l’Ue e i Paesi del Mercosur. Al centro dell’incontro sono stati, appunto, posti gli effetti sull’agricoltura, sull’ambiente e sui nuovi equilibri del commercio agroalimentare internazionale, con particolare attenzione alle forti preoccupazioni legate all’impatto dell’accordo sull’agricoltura europea, alla tutela delle produzioni di qualità e alle profonde differenze negli standard ambientali, sanitari e produttivi tra Europa e America Latina. Timori che hanno portato la Francia ad assumere una posizione fortemente critica nei confronti dell’intesa e che, anche in Italia, hanno generato reazioni divergenti e un acceso dibattito tra organizzazioni agricole, istituzioni e operatori del settore.

La questione della reciprocità e le critiche all’accordo

Dopo i saluti del presidente del Gal Etna Sud e sindaco di Mascalucia, Vincenzo Magra, e dell’ingegner Nino Paternò, direttore del Gal Etna Sud, è intervenuto il dottor Fabio Caruso, direttore di Confagricoltura Catania, che ha stigmatizzato subito quella che viene ritenuta una evidente mancanza di reciprocità nell’accordo tra Unione Europea e Paesi del Mercosur. La conferenza ha poi proposto due relazioni di particolare interesse, che hanno offerto una visione ampia e approfondita delle problematiche ambientali, normative ed economiche che interessano il comparto agricolo nei rapporti tra Europa e Mercosur.

La prima relazione è stata affidata alla dottoressa Cristina Tinelli, sul tema “La nuova proposta omnibus su food and feed della Commissione Europea”. Laureata in Scienze Politiche, è responsabile delle Relazioni Ue e Internazionali di Confagricoltura Bruxelles. Ricopre inoltre il ruolo di vicepresidente del Gruppo di dialogo civile per lo sviluppo rurale della Commissione Ue per conto del Copa-Cogeca, la principale organizzazione che rappresenta agricoltori e cooperative agricole dell’Unione europea. Tinelli ha ribadito che l’intento comunicato dell’accordo è quello di creare una delle più grandi aree di libero scambio al mondo, coinvolgendo beni agricoli, industriali e servizi, attraverso l’eliminazione progressiva dei dazi e l’apertura dei mercati.

Un momento della conferenza “Sistema agroalimentare tra Europa e Mercosur”
Un momento della conferenza “Sistema agroalimentare tra Europa e Mercosur”

Tuttavia, il miliardo di euro messo in campo dalla Commissione europea peraddolcire la pillolatradisce già, secondo questa lettura, la disparità esistente. Se per i prodotti non agricoli l’intesa potrebbe essere considerata accettabile, lo stesso non può dirsi per i prodotti agricoli - vini, miele, agrumi, riso, zucchero e frutta - e per quelli zootecnici, come carne, pollo, formaggi e latte. Alcune filiere particolarmente sensibili rischiano infatti di subire una concorrenza difficile da sostenere, perché i prezzi molto più bassi dei prodotti provenienti dal Mercosur finiscono per essere preferiti dall’industria, mettendo fuori gioco le produzioni europee. Il vero punto di rottura resta la mancanza di reciprocità. «Tutto ciò che importiamo non rispetta il principio di reciprocità», è stato osservato, con riferimento ai fitofarmaci e agli ormoni utilizzati negli allevamenti del Mercosur, ma vietati da anni in Europa.

A questo si aggiungono le profonde differenze nei costi e nelle regole sul lavoro, compresi i controlli di legalità. Una non reciprocità, dunque una disparità, che si traduce in concorrenza sleale, con tutte le conseguenze del caso. Per questo l’accordo Ue-Mercosur, così com’è, continua a essere guardato con forte preoccupazione. E finché le garanzie richieste non diventeranno realtà, la linea resta la stessa: dialogo aperto, ma no a compromessi che mettano a rischio le generazioni future. Intanto, dal 3 settembre scorso, è prevista la riduzione drastica dei dazi su oltre il 90% delle esportazioni tra i due blocchi, con azzeramento dei dazi nei successivi 15 anni. Sono inoltre in corso verifiche di impatto. Dal 1° maggio 2026 la Commissione Europea ha proposto una semplificazione del regime dei fitofarmaci e una durata indefinita del loro uso, senza scadenze. Una scelta letta con forte critica: altro che sostenibilità. I più maliziosi sospettano anche un ruolo attivo delle imprese europee, e delle relative lobby, che producono nel Mercosur.

Pesticidi, agricoltura industriale e impatti ambientali in Argentina

La seconda relazione è stata affidata a Silvana Buján, sul tema “Agricoltura, pesticidi e ambiente: un grave problema taciuto in America Latina”. Argentina, è laureata in Scienze della comunicazione sociale ed è impegnata da oltre 40 anni nel giornalismo scientifico e ambientale. Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio nazionale di giornalismo in Argentina, tre premi per la divulgazione scientifica dell’Università di Buenos Aires, il Premio Latinoamericano e Caraibico per l’acqua conferito da Cathalac-Unesco e otto premi radiofonici Martín Fierro. È membro della Rete argentina di giornalismo scientifico e dirige Bios, organizzazione non governativa dedicata alla sostenibilità ambientale. Dal 1998 conduce il programma “Ecos”, dedicato alle tematiche ambientali, e successivamente ha ideato e condotto altre trasmissioni dedicate alla salute, alla qualità della vita e alla biochimica clinica.

In Argentina l’agricoltura intensiva ha moltiplicato uso di pesticidi e impatti ambientali
In Argentina l’agricoltura intensiva ha moltiplicato uso di pesticidi e impatti ambientali

Buján ha riferito che l’Argentina ha sofferto, sin dagli anni Novanta, per l’avanzata dell’agricoltura industriale transgenica, con una conseguente elevata domanda di sostanze chimiche. Il Paese conta 25 milioni di ettari coltivati esclusivamente a soia, in quello che è stato definito unesperimento a cielo apertodella Monsanto, oggi Bayer. Di questi, 9 milioni erano costituiti da foreste e boschi autoctoni. Si è così verificata una crescente ondata di fungicidi, erbicidi, acaricidi, insetticidi e rodenticidi, fino a raggiungere quantità considerate impensabili ed estremamente pericolose. Molto spesso queste sostanze non erano state sottoposte a test tossicologici o erano utilizzate senza ricorrere direttamente alle schede di valutazione del rischio fornite dal produttore. Secondo quanto riportato, l’Argentina è arrivata così a essere il “campione mondiale” tra i consumatori di biocidi: dai 30 milioni di litri all’anno del 1990 ai 350 milioni di litri all’anno nel 2010. Tra le sostanze citate figurano glifosato, 2,4-D, atrazina, imidacloprid, clorpirifos, mancozeb e azoxystrobin, ormai vietati in Europa e spesso ancora utilizzati in Argentina.

All’avanzamento della chimica in agricoltura sono stati associati molteplici problemi: spopolamento delle zone rurali, contaminazione delle falde acquifere e dei corsi d’acqua, perdita di suolo e desertificazione, inquinamento nelle comunità rurali, nelle scuole rurali e nelle aree confinanti con le coltivazioni, oltre all’aumento della presenza di residui di biocidi negli ortaggi commestibili. Gli effetti e gli impatti sulla sicurezza alimentare, secondo Buján, sono stati sistematicamente insabbiati a causa della collusione tra autorità e aziende chimiche, oppure minimizzati da economisti che valutano solo le prestazioni e ignorano le esternalità ambientali e sanitarie. Le informazioni sono state negate ai giornalisti e sono stati firmati accordi di riservatezza. Inoltre, non è stato condotto alcuno studio epidemiologico generale: gli unici esistenti sono quelli che ogni ospedale decide di intraprendere in risposta all’enorme numero di casi correlati ai pesticidi.

Le campagne di monitoraggio e le analisi sui residui

Le prove sono state considerate così schiaccianti che una dozzina di università argentine ha creato “cattedre gratuite di sovranità alimentare”, diplomi, corsi o materie nell’ambito dell’ingegneria agronomica su agricoltura biologica, riconversione agroecologica e sovranità alimentare. Collettivi sociali, fondazioni e Ong hanno presentato reclami, petizioni e progetti di conversione agroecologica ai tribunali. Gli effetti sulla salute sono stati definiti devastanti. Le associazioni mediche hanno segnalato malformazioni congenite, aborti spontanei, tumori, asma e dermatiti incurabili, confermati nei residenti esposti, nei bambini che frequentavano scuole trattate con fumigazione e nei lavoratori rurali. La già citata Bios, piccola Ong argentina, ha condotto diverse campagne per verificare la presenza di sostanze chimiche.

Le comunità esposte hanno registrato crescenti criticità sanitarie legate ai pesticidi
Le comunità esposte hanno registrato crescenti criticità sanitarie legate ai pesticidi

Con “Operazione spinaci” sono stati acquistati quattro diversi tipi di verdure al mercato e, accompagnati da un notaio, sono stati portati in laboratorio per le analisi. In tutti i campioni è stata riscontrata la presenza di pesticidi. Da qui è nata una denuncia penale per presunto avvelenamento, poiché le autorità politiche disponevano già di numerose analisi precedenti fornite dallo stesso Servizio di controllo nazionale, ma nessuno le aveva lette. Con la “Campagna cattivo sangue” è stato prelevato il sangue da diverse personalità pubbliche - cantanti, conduttori televisivi, giornalisti - trovando almeno quattro biocidi nel sangue di ognuno di loro. Con la “Campagna fuori dal barattolo” è stato eseguito il test per il glifosato e per l’Ampa, il suo metabolita quando entra nel corpo umano. Il risultato è stato positivo nel 100% dei campioni, compresi quelli di persone residenti in città. Con “Voglio un’insalata di clorpirifos” sono state rilevate le percentuali di biocidi presenti in ciascun ortaggio commestibile, peraltro legalmente regolare.

Sulle cipolle, ad esempio, sono state riscontrate le seguenti sostanze con le relative percentuali:

  • Aclonifen, erbicida: 0,02
  • Aldicarb, Ac-In-Ne, consumo: 0,1
  • Azoxystrobina, fungicida: 0,05
  • Benomil, fungicida, consumo: 0,2
  • Bromoxinil, erbicida: 0,05
  • Captan, fungicida, consumo: 15
  • Carbendazim, fungicida, bulbo: 1
  • Cipermetrina, insetticida: 0,1
  • Cletodim, erbicida: 0,05
  • Clorotalonil, fungicida: 0,1
  • Clorpirifos etil/Clorpirifos, insetticida, consumo: 0,05
  • Diazinon, insetticida, consumo: 0,05
  • Dimetoato, acaricida-insetticida: 0,05
  • Diuron, erbicida, consumo: 0,2
  • Fenamifos, nematicida, consumo: 0,2
  • Fenitrotion, insetticida: 0,05
  • Fenoxaprop etil, erbicida: 0,01
  • Fluroxipir, erbicida, consumo: 0,05
  • Folpet, fungicida, consumo: 2
  • Fosetil alluminio, fungicida: 0,05
  • Gamacialotrina/Lambdacialotrina, insetticida: 0,03
  • Haloxyfop-R-metil ester, erbicida, consumo: 0,05
  • Idrazida maleica, fitoregolatore-erbicida, consumo: 15
  • Ioxinil octanoato, erbicida, consumo: 0,02
  • Kasugamicina, fungicida, consumo: 0,04
  • Linuron, erbicida, consumo: 0,2
  • Mancozeb, fungicida, consumo: 0,5
  • Mepiquat cloruro, fitoregolatore, consumo: 0,05
  • Mercaptotion/Malation, acaricida-insetticida, consumo: 0,5
  • Metabenzthiazuron, erbicida, consumo: 0,1
  • Metalaxil-M-isomero, fungicida, consumo: 0,2
  • Metidation, insetticida, consumo: 0,02
  • Metil azinfos, acaricida-insetticida, consumo: 0,5
  • Metiocarb/Metmercapturon, insetticida-molluschicida, consumo: 0,05
  • Metolacloro/S-metolacloro, erbicida, consumo: 0,05
  • Metomil, insetticida, consumo: 0,02
  • Oxadiazon, erbicida, consumo: 0,05
  • Oxifluorfen, erbicida, bulbo secco: 0,05
  • Pendimetalin, erbicida, consumo: 0,05
  • Procimidone, fungicida, consumo: 1
  • Prometrina, erbicida, consumo: 0,1
  • Prometrina, erbicida, cumino, seme consumo: 0,1
  • Propaquizafop, erbicida, consumo: 0,05
  • Sethoxydim, erbicida, consumo: 0,5
  • Tetraconazole, fungicida, consumo: 0,1
  • Tiabendazol, fungicida, consumo: 0,1
  • Tiametoxam, insetticida, consumo: 0,03
  • Tolyfluanid, fungicida, consumo: 2
  • Zineb, fungicida, consumo: 0,5
  • Ziram, fungicida, consumo: 0,5

Sui peperoni sono state riscontrate le seguenti sostanze:

  • Avermectina, acaricida-insetticida, pimiento: 0,01
  • Acetamiprid, insetticida, pimiento: 0,1
  • Aldicarb, Ac-In-Ne, pimiento: 0,01
  • Azoxystrobina, fungicida, pimiento: 1
  • Benalaxil, fungicida, pimiento: 0,5
  • Captan, fungicida, pimiento: 15
  • Carbaril, insetticida, pimiento: 3
  • Carbendazim, fungicida, pimiento: 0,1
  • Clorotalonil, fungicida, pimiento: 5
  • Clorpirifos etil/Clorpirifos, insetticida, pimiento: 0,5
  • Deltametrina/Decametrina, insetticida, pimiento: 0,1
  • Dicofol, acaricida, pimiento: 0,5
  • Endosulfan, insetticida, pimiento: 1
  • Etefon, fitoregolatore, pimiento: 2
  • Fenamifos, nematicida, pimiento: 0,1
  • Fenoxaprop etil, erbicida, pimiento: 0,01
  • Folpet, fungicida, pimiento: 2
  • Formetanato, acaricida-insetticida, pimiento: 0,1
  • Fosetil alluminio, fungicida, pimiento: 0,05
  • Gamacialotrina/Lambdacialotrina, insetticida, pimiento: 0,04
  • Idrossido di rame, fungicida, pimiento: 10
  • Imidacloprid, insetticida, pimiento: 0,1
  • Kasugamicina, fungicida, pimiento: 0,04
  • Mancozeb, fungicida, pimiento: 3
  • Metalaxil-M-isomero, fungicida, pimiento: 0,5
  • Metamidofos, acaricida-insetticida, pimiento: 0,5
  • Metil azinfos, acaricida-insetticida, pimiento: 0,5
  • Metiocarb/Metmercapturon, insetticida-molluschicida, pimiento: 0,1
  • Metolacloro/S-metolacloro, erbicida, pimiento: 0,05
  • Metomil, insetticida, pimiento: 0,1
  • Napropamida, erbicida, pimiento: 0,01
  • Ossicloruro di rame, fungicida, pimiento: 10
  • Ossido cuproso, fungicida, pimiento: 10
  • Permetrina, insetticida, pimiento: 1
  • Piretrine, insetticida, pimiento: 1
  • Piridafention, insetticida, pimiento: 0,05
  • Pirimicarb, insetticida, pimiento: 0,5
  • Procimidone, fungicida, pimiento: 2
  • Prometrina, erbicida, pimiento: 0,2
  • Propamocarb cloridrato, fungicida, pimiento: 1
  • Propargite, acaricida, pimiento: 2
  • Pyridaben, acaricida-insetticida, pimiento: 0,7
  • Sethoxydim, erbicida, pimiento: 1
  • Solfato tribasico di rame, fungicida, pimiento: 10
  • Trifloxystrobin, fungicida, pimiento: 0,2
  • Trifluralina, erbicida, ají: 0,05
  • Trifluralina, erbicida, pimiento: 0,05
  • Zineb, fungicida, pimiento: 3
  • Ziram, fungicida, pimiento: 3

Sulle susine sono state riscontrate le seguenti sostanze:

  • Acido gibberellico/Gibberellina A3, fitoregolatore, ciruela: 0,15
  • Azoxystrobina, fungicida, ciruela: 0,5
  • Bentazon, erbicida, ciruela: 0,2
  • Bromopropilato, acaricida, ciruela: 2
  • Captan, fungicida, ciruela: 15
  • Carbaril, insetticida, ciruela: 3
  • Carbofuran, insetticida-nematicida, ciruela: 0,05
  • Clorpirifos etil/Clorpirifos, insetticida, ciruela: 0,5
  • Dalapon/Acido 2,2 dicloropropionico, erbicida, ciruela: 1
  • Dicofol, acaricida, ciruela: 2
  • Difenoconazole, fungicida, ciruela: 0,2
  • Endosulfan, insetticida, ciruela fresca e passa: 1
  • Fentoato, Ac-In-Tu, ciruela: 0,1
  • Flumioxazim, erbicida, ciruela: 0,02
  • Folpet, fungicida, ciruela: 10
  • Fosmet, acaricida-insetticida, ciruela: 5
  • Glifosato/Glifosato acido, erbicida, ciruela: 0,2
  • Idrossido di rame, fungicida, ciruela: 10
  • Imidacloprid, insetticida, ciruela: 0,1
  • Linuron, erbicida, ciruela: 0,1
  • M.S.M.A., erbicida, ciruela: 0,01
  • Mancozeb, fungicida, ciruela: 1
  • Metamidofos, acaricida-insetticida, ciruela: 0,1
  • Metil azinfos, acaricida-insetticida, ciruela: 0,5
  • Ossicloruro di rame, fungicida, ciruela: 10
  • Oxidemeton metil, acaricida-insetticida, ciruela: 0,7
  • Ossido cuproso, fungicida, ciruela: 10
  • Oxifluorfen, erbicida, ciruela: 0,05
  • Paraquat, dicloruro, erbicida, ciruela: 0,05
  • Permetrina, insetticida, ciruela: 0,5
  • Pirimicarb, insetticida, ciruela: 0,2
  • Propargite, acaricida, ciruela: 2
  • Propineb, fungicida, ciruela: 1
  • Sethoxydim, erbicida, ciruela: 1
  • Spinosad, insetticida, ciruela: 0,2
  • Solfato tribasico di rame, fungicida, ciruelo: 10
  • Tiram, fungicida, ciruela: 1
  • Triclorfon, insetticida, ciruela: 0,1
  • Trifluralina, erbicida, ciruela: 0,05
  • Zineb, fungicida, ciruela: 1
  • Ziram, fungicida, ciruela: 1

Agroecologia, redditività del biologico e modelli alternativi

Quando le persone dicono: «Se la situazione fosse così grave, vedremmo malati ovunque», l’invito è a guardare a se stessi e all’ambiente circostante, osservando i casi di cancro, diabete, infertilità, allergie e squilibri del microbiota, con problemi come sindrome dell’intestino irritabile e celiachia. Il movimento agroecologico e l’ingegneria agricola consapevole, secondo quanto emerso, hanno dimostrato che l’agricoltura estensiva e intensiva può essere praticata con metodi biodinamici; che le rese possono essere pari o superiori a quelle dell’agricoltura convenzionale; che i suoli non si impoveriscono anno dopo anno, come avviene con l’agricoltura convenzionale, ma migliorano la loro fertilità; che la produzione agroecologica registra una domanda commerciale in costante aumento; e che non è necessario avvelenare le persone per vendere cibo e guadagnare.

Sono stati richiamati anche diversi studi economici sui risparmi derivanti dall’agricoltura biologica e sull’aumento dei profitti grazie a buone pratiche agroecologiche. Tra questi, uno studio Pnas della Washington State University, secondo cui l’agricoltura biologica risulta dal 22% al 35% più redditizia se si includono i prezzi di mercato; una meta-analisi pubblicata su Frontiers, che evidenzia una maggiore redditività del biologico rispetto al convenzionale grazie ai prezzi maggiorati; un’analisi comparativa della redditività pubblicata su Agricultural Systems; studi sui costi diretti inferiori nell’agricoltura biologica; e una meta-analisi di 50 anni su diversificazione e biologico, secondo cui il modello convenzionale è redditizio nel breve periodo, mentre l’agricoltura biologica risulta molto più redditizia nel lungo periodo.

Il biologico viene presentato come modello economicamente e ambientalmente sostenibile
Il biologico viene presentato come modello economicamente e ambientalmente sostenibile

I fattori indicati per spiegare la maggiore redditività del biologico sono diversi: prezzo maggiorato, mediamente tra il 20% e il 40%; minori costi di produzione, per l’assenza di fertilizzanti o pesticidi sintetici; miglior rapporto costi-benefici; maggiore efficienza per unità investita; minore dipendenza da fattori esterni; minore esposizione alle fluttuazioni dei prezzi degli agrofarmaci; vantaggi a lungo termine legati al miglioramento della qualità del suolo, a una produzione più stabile, a un minore degrado del terreno e a minori costi futuri. Secondo Buján, con poche variazioni regionali, questo “modello agricolo basato sui biocidi” si ripete in tutta l’America latina. Allo stesso tempo, in ogni regione e Paese, la resistenza cresce e l’agroecologia avanza lentamente ma inesorabilmente. Esiste, è stato ribadito, un altro modo di produrre cibo. 

Il cibo esisteva prima della rivoluzione chimica verde. E, secondo questa lettura, c’erano meno casi di cancro, meno allergie e meno infertilità. Basta pensare a quanti malati c’erano vent’anni fa e quanti ce ne sono oggi. Da qui l’appello a guardare alla biodinamica, con cui si riducono tutti i costi, compresi quelli di ospedali e cimiteri, senza ipotecare il futuro degli uomini. «Stiamo avanzando. Ma riusciremo a sopravvivere? Facciamolo almeno per i nostri bambini». L’appello finale è stato rivolto anche ai politici presenti: «Scegli la salute e la vita. Le tue decisioni andranno a beneficio delle generazioni presenti e future».

La richiesta di una reciprocità totale nelle regole

Subito dopo è intervenuto Dario Costanzo, responsabile di Piano del Gal Madonie, che ha recriminato una migliore e maggiore protezione da parte delle istituzioni europee dagli attacchi contro le economie, ma anche contro l’incolumità fisica dei cittadini europei, attraverso l’imposizione di una “reciprocità totale”, e non limitandosi alla sola parte economica, con l’obiettivo di azzerare l’asimmetria normativa. Non bisogna trascurare, è stato sottolineato, che molti prodotti rappresentano un patrimonio culturale e identitario irrinunciabile, oltre che un valore economico di miliardi di euro. Gli standard dell’Unione europea, come quelli sui pesticidi, devono essere culturalmente intesi come uno degli strumenti principali per la salvaguardia dei cittadini europei e dei loro beni naturali. Il loro rispetto dovrebbe quindi essere guidato da un continuo anelito alla tutela anche delle future generazioni, mentre la parte commerciale dovrebbe rappresentare una questione di seconda esigenza.

E invece, proprio la dimensione commerciale viene presa a riferimento nelle trattative con i Paesi del Mercosur, che, secondo quanto emerso nel confronto, hanno mostrato un totale disinteresse e dispregio per le loro popolazioni, con l’uso ancora oggi di sostanze vietate in Europa e costi di produzione inferiori del 30-40%. Molto vaghi e incerti restano anche i riferimenti alla sostenibilità ambientale e sociale. In questo senso è stata richiamata la legge della Regione Sicilia n. 21/2021, una normativa considerata pionieristica perché promuove l’agroecologia, la tutela della biodiversità e lo sviluppo tecnologico. Nel territorio delle Madonie, le disposizioni regionali si integrano con le strategie del Gal Madonie, offrendo un quadro di regole e opportunità per le aziende agricole locali. Anche per questo è stato aperto il sito coordinamentoagrocologia.org. La Sicilia, è stato detto, è avanti e cerca di esserlo sempre di più.

Le posizioni della politica

È poi intervenuto online l’onorevole Luigi D’Eramo, sottosegretario di Stato al ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, che ha sottolineato una piena contrarietà all’accordo con il Mercosur. Secondo D’Eramo, la Comunità europea ha purtroppo preferito una applicabilità provvisoria, in attesa della ratifica, mostrando indifferenza verso le altre conseguenze negative, comprese quelle economiche sulla produzione. Il tutto con il paradosso, ha osservato, che il patrimonio immateriale dell’Unesco possa essere sostituito dalla carne sintetica. Anche l’onorevole Raffaele Stancanelli è intervenuto online, ricordando che il Gal costruisce sviluppo locale partendo dal basso, contro le cose calate dall’alto. Nella Pac sono previsti fondi per il programma Leader destinati a sviluppare i GAL, che dovrebbero aumentare le capacità di proporre piani e incidere sulla realtà. Stancanelli ha sottolineato che servirebbe non solo un accordo commerciale, ma prima ancora un accordo culturale, per ottenere quella reciprocità delle garanzie di tutela non solo del mercato, ma prima di tutto della sostenibilità igienico-alimentare. Secondo questa posizione, l’accordo con il Mercosur va sospeso, bloccato, modificato, migliorato e reso pienamente sostenibile, senza basarsi soltanto su criteri meramente economici.

Luigi D’Eramo, sottosegretario di Stato al ministero dell’Agricoltura
Luigi D’Eramo, sottosegretario di Stato al ministero dell’Agricoltura

Infine, Mario Cicero, sindaco di Castelbuono, ha sottolineato che in Sicilia, cuore agricolo del Mezzogiorno italiano, l’entusiasmo per l’accordo tra Unione europea e Paesi del Mercosur è scarso. L’intesa viene percepita come una minaccia esistenziale per un comparto già in crisi, con proteste che infiammano piazze e strade rurali, anche in relazione alle conseguenze sulla sostenibilità igienico-alimentare. Nel territorio comunale di Castelbuono è stato approvato un protocollo che proibisce l’uso di fitofarmaci, senza condizionamenti da parte delle lobby. Secondo Cicero, sarebbe auspicabile sviluppare una “rete della qualità alimentare” con provvedimenti analoghi in ogni territorio comunale, insieme a un’educazione al boicottaggio dei prodotti provenienti da fuori - come avviene, ad esempio, in Alto Adige - quando non offrono sufficienti garanzie di salute alimentare e di assenza di qualsiasi uso di sostanze chimiche. Insomma, la conferenza di Mascalucia ha così restituito un quadro fortemente critico dell’accordo Ue-Mercosur. Un confronto in cui il tema commerciale è rimasto sullo sfondo rispetto a una domanda più ampia: quali regole, quali garanzie e quale modello agricolo si vogliono consegnare alle prossime generazioni.

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