Kfc cambia pelle, ma senza rinnegare il colonnello Sanders. Il gruppo controllato da Yum! Brands ha annunciato quello che definisce il “prossimo capitolo” della propria storia: un profondo rinnovamento dell’immagine, dei locali e dell’offerta gastronomica, con l’obiettivo di rafforzare la propria posizione in un mercato del pollo fritto sempre più competitivo. Non si tratta di un semplice restyling grafico. Il progetto prevede nuovi ristoranti, un’identità visiva aggiornata, un ampliamento del menu e una maggiore attenzione all’esperienza del cliente, in particolare delle generazioni più giovani.

Kfc si appresta ad una rivoluzione radicale della propria proposta
Dal pollo fritto all’esperienza di consumo
Il cuore della strategia resta il pollo, ma cambia il modo di proporlo. Kfc punta ad ampliare la gamma dei prodotti senza osso, adatti a un consumo più rapido e informale, introducendo anche oltre venti salse ispirate ai gusti dei diversi mercati internazionali. Parallelamente cresce l’offerta di bevande speciali, dai caffè freddi ai milkshake fino alle proposte più innovative già sperimentate in alcuni Paesi. Anche i ristoranti saranno ripensati, con spazi più moderni e digitalizzati. L’idea è che il locale non sia soltanto un punto vendita, ma un luogo di esperienza, in linea con le aspettative di una clientela sempre più giovane. Secondo Kfc, il progetto interesserà progressivamente gli oltre 34 mila ristoranti presenti in più di 150 Paesi.
L’Italia è uno dei mercati più dinamici
Il rilancio globale arriva mentre il mercato italiano continua a crescere a ritmi sostenuti. A fine 2025 Kfc aveva raggiunto quota 150 ristoranti nel nostro Paese, distribuiti in 17 regioni, con un fatturato di 230,4 milioni di euro, oltre 30 milioni di clienti serviti e circa 3.750 addetti. Per il 2026 il piano industriale prevede 35 nuove aperture, che dovrebbero portare la rete a 185 locali, con investimenti per circa 35 milioni di euro e oltre 800 nuovi posti di lavoro. L’obiettivo di medio periodo è ancora più ambizioso: arrivare a 250 ristoranti entro il 2028, consolidando l’Italia come uno dei mercati europei a maggiore crescita del marchio.

Kfc vuole migliorare l'esperienza del cliente, guardando soprattutto ai giovani
Una sfida che riguarda tutta la ristorazione veloce
Il caso Kfc racconta anche un cambiamento più ampio. La competizione tra le grandi catene non si gioca più soltanto sul prezzo o sul prodotto principale. Conta sempre di più l’esperienza complessiva, dalla qualità percepita dei locali alla personalizzazione dell’offerta, passando per il digitale e la capacità di costruire un’identità riconoscibile. Il paradosso è che il colonnello Sanders resta il simbolo di un marchio nato quasi un secolo fa, ma il futuro che Kfc immagina punta a conquistare clienti che cercano velocità, varietà e un’esperienza di consumo sempre meno standardizzata.