Lo scorso 7 giugno, fino a notte fonda, amici, ospiti, produttori e giornalisti hanno festeggiato i 50 anni di attività di una delle realtà marchigiane più solide della regione, che ha fatto da apripista a tanti personaggi, ora notissimi, nel panorama enogastronomico italiano e non, il Ristorante Albergo Alla Lanterna a Fano (Pu).

La famiglia Cerioni e tutto lo staff de Alla Lanterna di Fano (Pu) festeggiano i 50 anni dell'attività
Un libro che il fondatore Flavio Cerioni definisce ‘catalogo’, che riassume la storia d’Italia, lungo la strada Metaurilia verso Fano, parallela alla A14. Siamo sulla costa, sul mare Adriatico. Un piccolo volume che mette in risalto i cambiamenti, i costumi e le abitudini delle famiglie.
Alla Lanterna di Fano celebra 50 anni tra cucina di mare e qualità
Dalla carne, al pesce, alla campagna. All’insegna della qualità, garanzia di freschezza e stagionalità che oggi la contraddistingue. Il loro motto: il mare con i piedi nell’erba. I primi a coniugare pesce e orto. E, come piace ad Edoardo Raspelli: terra, territorio, tradizione. Il famoso giornalista, conduttore televisivo, è stato l’ospite d’onore della serata. Con Gianluca Montinaro, giornalista gastronomico, vice direttore della Guida dell’Espresso.

Il pubblico presente alla festa dei 50 anni de Alla Lanterna
Al passaggio dei 50 sta avvenendo anche il passaggio generazionale alla Lanterna nella figura di Enrico Cerioni. Giovane uomo di sala, uno che il vino lo sa fare perché l’ha fatto con le sue mani, generoso, caparbio e grande professionista. Con le idee chiare e sotto l’occhio ‘anziano’ di papà Flavio. Per festeggiare con loro abbiamo pensato di catturare i pensieri di alcuni degli ospiti e di cominciare con le parole proprio di Enrico Cerioni. Seguiranno quelle di Flavio ed Elide Pastrani, cuoca, moglie e mamma, e via via tutti gli altri. Ci scusiamo, subito, se abbiamo tralasciato qualcuno ma nessuno si aspettava una partecipazione in massa così affettuosa e numerosa. Ed ora la parola a Enrico Cerioni. Buona lettura.
Enrico Cerioni e il passaggio generazionale del Ristorante Alla Lanterna
Enrico Cerioni: «Non mi aspettavo un bagno di folla così grande. Non mi aspettavo l’amore dei nostri clienti. Hanno arricchito di gioia me e i miei genitori e ci hanno caricato di felicità per ripartire. Facciamola breve e concisa: si è arrivati a 50 anni, nel bene o nel male, e sta avvenendo un reale passaggio generazionale. Tutti ne parlano. A 38 anni sono ancora in fasce, lavorativamente parlando. Per effettuare un reale ‘cambio’ non esiste una formula magica. Tutti ne parlano, ne scrivono e i messaggi dei guru non sempre sono azzeccati. A noi, senza volerlo, è la testardaggine dei Cerioni che ci contraddistingue. Dare il meglio tutti i giorni, far notare all’altro pregi e difetti. Le nuove generazioni vogliono proseguire con nuove idee. I genitori sono preziosi perché ci aiutano a cercare di non fare gli stessi errori».

A sinistra, Enrico Cerioni con papà Flavio, mamma Elide e la nonna
«Chi ci sta leggendo - continua Enrico Cerioni - sa che me ne sono andato anni fa. Ho imparato a confrontarmi con altre realtà. Ho toccato con mano la gestione diretta di un’attività. Papà Flavio era arrabbiato, ovvio. Ed era anche orgoglioso di me. Un cerchio favoloso che si è chiuso. Una parola giusta per effettuare il cambio? Dedizione. E anche sacrificio. Responsabilità e un fatto di credo. Credo nella mia vita privata e nella difesa della cittadella d’amore che ho creato con la mia giovane famiglia. Papà ha devozione verso il lavoro e rispetto per la famiglia. Il lavoro, per lui, è il primo pensiero della mattina. Sono grato a papà».

I moscioli, specialità che non poteva mancare alla festa de Alla Lanterna
«Il lavoro c’è - conclude Cerioni - ovvio, ma la famiglia per crescere ha bisogno di me, adesso. Vorrei costruire un’azienda che funzioni anche senza di me. In questa mia sicurezza devo molto a Miriana, mia moglie, alla sua professionalità e flessibilità intelligente volta sempre di più alla gestione dei clienti. E ad Angelica, il mio braccio destro in sala. Mamma Elide in cucina avrà la sua continuità nelle figure di giovani che stanno crescendo. Silvia, mia sorella, è dedicata alla gestione dell’albergo. Che è l’altra grande forza dell’azienda. Mi sono creato una mia professionalità nel mondo del vino. Lo conosco e lo so fare. Una figura anomala di Maitre di sala. I miei fornitori mi utilizzano come consulente. Scherzo… e sono pronto, piano piano, a prendere in mano il testimone».
Flavio Cerioni ed Elide Pastrani: la storia di una famiglia nella ristorazione
Flavio Cerioni, con la moglie Elide Pastrani al fianco, la vede così: «Il segreto per essere arrivati ai 50 anni? Adeguarsi al tempo che passa. Saper girare pagina. Sempre. Fortunatamente abbiamo, oggi, i figli pronti ai cambiamenti. Sono stati 50 anni vissuti intensamente con alti e bassi come succede nella vita. Siamo partiti dalla carne. Tempi belli, lavoro dei camionisti, ristorante di passaggio. Mio fratello in sala con me e mamma in cucina. Conigli, polli, piccioni, faraone di casa. Erano altri tempi. Poi per desiderio di alcuni ospiti siamo passati al pesce. Spaghetti con le vongole, arrosto e frittura».

Flavio Cerioni ed Elide Pastrani
«Mamma in cucina è entrata per caso - continua Flavio - come ruota di scorta. Tanti ettari di barbabietole da zucchero e mamma cucinava per tutti. Invece Elide, all’inizio, aiutava un po’ al bar. Poi un giorno ha sostituito la signora che era alla griglia e non è più uscita dalla cucina. Elide è una delle cuoche più brave d’Italia, e non lo diciamo solo noi, ed è stata la nostra fortuna. Una grande maestra. Capace di delegare e di far crescere chi sta accanto a lei. Autorevole nella sua ‘misura’ delicata. Abbiamo sempre incontrato ragazzi e ragazze molto volenterosi. Ragazzi che si sono affermati una volta usciti e hanno avuto le loro soddisfazioni. Fondamentale è stato poi l’incontro con il Professor Corrado Piccinetti, insegnante, biologo marino, studioso e conduttore televisivo. Un papà gastronomico per me, insieme alla giornalista Elsa Mazzolini che definisco la mia sorella gastronomica».
Al ricordo del Prof. Corrado Piccinetti, del mare e dei suoi abitanti, Flavio si commuove un po’. Tutti sanno che freschezza e stagionalità sono sinonimi di qualità. E due degli ingredienti fondamentali della cucina de Alla Lanterna.
Edoardo Raspelli: «Alla Lanterna esempio di territorio e materia prima»
Edoardo Raspelli (giornalista, scrittore, conduttore televisivo, critico gastronomico): «Questa de Alla Lanterna è un’eccezione che mi riempie di entusiasmo. Non basta essere arrivati a 50 anni ma per 50 anni aver portato avanti lo slogan in cui mi riconosco: terra, territorio, tradizione. Da quando erano ragazzini la valorizzazione dei prodotti locali è stata sempre nei loro pensieri. Tutti dovrebbero fare così. La fortuna della Lanterna è Elide Pastrani in cucina».

Il critico gastronomico Edoardo Raspelli con Flavio Cerioni
«Ma è la materia prima che comanda - continua Raspelli - I clienti ospiti tornano per la garanzia della freschezza. ‘Non è stagione, non c’è’. È bello sentirselo dire. Come gli scamponi, scampi giganteschi che non trovi da nessuna parte. La loro cottura al sale è la firma del territorio che usa al meglio la sua semplicità. Il 7 giugno è stata una serata meravigliosa. Tornerò nelle Marche con Green Tour, il programma della 7. Non faccio solo gastronomia ma anche artigianato. Quello fatto con le mani. Dalla lavorazione del legno alla lavorazione del carciofo. Auguri a loro».
Gianluca Montinaro: il valore della famiglia nella ristorazione italiana
Gianluca Montinaro (giornalista gastronomico, vice direttore della Guida dell’Espresso): «Un grande traguardo per Flavio, Elide ed Enrico. Un’eccezione sempre più rara. Gli esempi luminosi della ristorazione italiana sono esempi familiari. Nel corso di questi ultimi anni le seconde, terze generazioni hanno tralasciato tradizione e territorio. Per questo motivo sta diventando sempre di più un’eccezione che si sta perdendo. In questi 50 anni la Famiglia Cerioni ha saputo cambiare, adattarsi al tempo che passa».

Il giornalista Gianluca Montinaro e l‘assessore fanese Alberto Santorelli premiano Flavio Cerioni
«Un’offerta ben fatta - prosegue Montinaro - che mutava. Quando i camion passavano in autostrada e di qui passava altra gente. Hanno rimodulato nel tempo, via via, la loro offerta. Sono anche cambiati i nostri modi di stare a tavola. Non mangiamo più le quantità di una volta e non abbiamo più tempo. In mezzo a tanti cambiamenti un punto saldo: la qualità. Non hanno mai tradito il gusto della cucina e il gusto dell’accoglienza. Un segreto da copiare. Un insegnamento ai giovani cuochi che non devono cucinare per loro stessi e per il loro ego. Ma per chi si ferma da loro a mangiare. I cuochi devono essere più concreti. Territorio, tradizioni, gusto e rispetto».
Fano e Alla Lanterna, un punto di riferimento per turismo e gastronomia
Alberto Santorelli, assessore al turismo, eventi, attività economiche e produttive del comune di Fano, aggiunge: «Flavio e tutto il ristorante rappresentano la storia della ristorazione della nostra città. Meta di ospiti che prima si fermano da loro poi vengono a vedere Fano. Il senso di chi fa questo mestiere è divulgare il mare e permettere agli ospiti di conoscere la nostra tradizione marinara. Perché venire a Fano? Terra di mare, un rapporto fra costa ed entroterra unico nella storia, nell’arte e nella cultura. Per la ricchezza dei monumenti, per la romanità. E poi ogni weekend c’è un nuovo evento che anima la città».
Per Gianluca Mirizzi (viticoltore e vignaiolo, di Montecappone Mirizzi) «Flavio Cerioni può dirsi soddisfatto della sua vita professionale. Quando i figli seguono i genitori e garantiscono la continuità dell’azienda è un completamento della vita. Tanti auguri Alla Lanterna». Così anche Roberto Morello (direttore e fondatore di Accademia Chef’s): «Cambiare rimanendo dentro la tradizione. Il ristorante deve contare sulla cucina e mantenere una concreta stabilità. E vediamo che la discendenza ha puntato sull’offerta dei vini e della ricerca in questo senso. Quindi ancora di più complimenti».
Gli auguri degli amici e degli esperti per i 50 anni di Alla Lanterna
Corrado e Lorena Tecchi, amici del cuore della famiglia Cerioni: “Con loro c’è vera e piena amicizia di condivisione dei vari momenti della vita. Flavio è come un fratello. Un’amicizia nata tanti anni fa e cresciuta nel tempo. Che annovera momenti simpatici e gioiosi. Accanto alla padellona dei moscioli non potevamo che esserci noi. Con Elide in questa grande festa. La loro vita è dentro Alla Lanterna e avrebbero bisogno di un po’ di riposo. Serata bellissima. Tantissimi amici. Che ricorderemo per sempre».

Durante la festa tanti amici hanno voluto omaggiare la famiglia Cerioni per il prestigioso traguardo dei 50 anni di attività
Un pensiero anche da Elio Palombi, gastronomo estorico: «Ancora 50 anni di questo lavoro vi aspettano. Siete stati magnifici. Quando Flavio ha iniziato la sua attività ha fatto una scelta positiva. Con mente aperta non ha mai guardato al cassetto e al giorno dopo ma al futuro. Una persona che dimostra di avere capacità di lunga durata. Attaccato al suo mestiere. Un capostipite che ha trascinato tutta la sua famiglia. Soprattutto sua moglie che ha dimostrato di essere capacissima. Con una grande personalità e umiltà. Partita senza sapere far niente. Spessore e responsabilità. Spero e mi auguro in un prossimo futuro che anche Elide abbia il riconoscimento che merita».
Infine, Kruger Agostinelli, giornalista, dj e opinion leader: «È un po’ come succede nella musica. I classici non tramontano mai. Uno swing ti accompagna per tutta la vita. Con interpreti muniti di grande passione, esperienza, studio e professionalità. Ogni volta che mi dicono: andiamo Alla Lanterna per me è una gioia per il palato e la mia conoscenza enogastronomica si accresce. E oggi spazio ai giovani! Alla conduzione di Enrico Cerioni. Un passaggio del testimone avvenuto giorno dopo giorno con fiducia, attenzione e amore».
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