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il report

Annegamenti in piscina in calo, ma oltre la metà delle vittime sono bambini

di Redazione Italia a Tavola
03 giugno 2026 | 18:18

Ridurre gli incidenti non basta. L'obiettivo deve essere azzerarli. È il messaggio che Federalberghi affida a un rapporto realizzato dal proprio Centro studi in vista della stagione estiva, accompagnato da una serie di raccomandazioni rivolte sia agli operatori turistici sia agli ospiti delle strutture ricettive. «Sebbene i dati evidenzino un calo degli annegamenti in piscina, ogni singola vita persa rimane una tragedia inaccettabile. E quando la vittima è un bambino, la tragedia è doppia. L'unico obiettivo tollerabile per il futuro è raggiungere lo zero assoluto», sottolinea la federazione.

Annegamenti in piscina in calo, ma oltre la metà delle vittime sono bambini

Annegamenti in piscina in diminuzione negli ultimi cinque anni, ma Federalberghi fissa l'obiettivo «Zero morti»

Annegamenti in diminuzione, ma metà delle vittime sono bambini e ragazzi

L'analisi, realizzata dal Centro studi di Federalberghi, ha preso in esame gli episodi avvenuti nelle piscine italiane tra il 1° gennaio 2022 e il 31 maggio 2026, rilevando 63 annegamenti complessivi, pari a una media di circa 14 casi all'anno. Il dato risulta inferiore rispetto a quello registrato nel quinquennio precedente dall'Istituto Superiore di Sanità, che aveva stimato tra 30 e 40 annegamenti l'anno. L'indagine comprende piscine private, impianti aperti al pubblico e strutture ricettive. 

Annegamenti in piscina in calo, ma oltre la metà delle vittime sono bambini

Le raccomandazioni diffuse da Federalberghi

L'aspetto che emerge con maggiore evidenza riguarda il coinvolgimento dei minori. Su 63 vittime, 36 erano bambini o ragazzi fino a 14 anni. Di questi, 17 avevano meno di cinque anni. Secondo il rapporto, il malore in acqua rappresenta la causa più frequente degli incidenti mortali, mentre una quota significativa degli episodi che coinvolgono minori è riconducibile alla momentanea assenza di controllo da parte degli adulti. Per questo Federalberghi richiama l'attenzione sulla necessità di una vigilanza continua, ricordando che l'annegamento può verificarsi in pochi istanti e anche in presenza di acqua poco profonda.

Una cultura della prevenzione condivisa

Tra i luoghi interessati dagli incidenti figurano centri sportivi, parchi acquatici, piscine comunali, stabilimenti termali, abitazioni private e strutture ricettive. Per il settore turistico la prevenzione passa anzitutto attraverso una gestione rigorosa degli impianti. La federazione richiama l'importanza della manutenzione periodica, del controllo delle attrezzature di sicurezza, della corretta segnaletica e della formazione del personale sulle procedure di emergenza e di primo soccorso. La sicurezza, sottolinea Federalberghi, rappresenta oggi una componente essenziale della qualità dell'accoglienza, al pari dei servizi offerti agli ospiti.

Annegamenti in piscina in calo, ma oltre la metà delle vittime sono bambini

Prevenzione, formazione e vigilanza: la strategia per ridurre il rischio in piscina

Accanto al lavoro delle imprese turistiche, la federazione richiama la responsabilità individuale degli utenti. Rispettare le regole di utilizzo delle piscine, valutare il proprio stato di salute prima di entrare in acqua e conoscere la posizione dei dispositivi di emergenza sono comportamenti che possono contribuire a ridurre il rischio. Particolare attenzione viene riservata ai più piccoli. Federalberghi invita le famiglie a mantenere un contatto visivo costante con i bambini, evitando distrazioni e deleghe improprie della sorveglianza. L'obiettivo dichiarato è costruire una cultura della prevenzione che coinvolga operatori, ospiti e famiglie. Perché, conclude la federazione, il vero traguardo non è diminuire il numero degli incidenti, ma arrivare a un'estate senza vittime.

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