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Dop e Igp, Consorzi più forti: chi usa i prodotti dovrà chiedere il via libera

Il decreto del Masaf che recepisce il regolamento UE 2024/1143 rafforza il ruolo dei Consorzi di tutela delle Dop e Igp: criteri più semplici per il riconoscimento, maggiore autonomia gestionale, esclusiva nella tutela delle Indicazioni Geografiche, nuove regole sull’uso come ingredienti e apertura strutturata al turismo enogastronomico, come spiega il presidente di Origin Cesare Baldrighi

di Redazione Italia a Tavola
04 giugno 2026 | 18:30
Dop e Igp, Consorzi più forti: chi usa i prodotti dovrà chiedere il via libera

P semplice diventare Consorzio di tutela, maggiore autonomia nella gestione delle Indicazioni Geografiche, potere esclusivo sull’uso delle Dop e Igp e un nuovo ruolo anche nello sviluppo del turismo legato ai prodotti certificati. È questo il cambio di impostazione introdotto dal decreto del Masaf che recepisce il regolamento UE 2024/1143 e interviene direttamente sul funzionamento del sistema delle denominazioni italiane. Un intervento che non si limita ad aggiornare le regole esistenti, ma modifica concretamente chi può gestire le Indicazioni Geografiche, con quali poteri e in quali ambiti operativi, ampliando il perimetro d’azione dei Consorzi di tutela. Il presidente di Origin Italia Cesare Baldrighi parla di un intervento di sostanza: «Con questo intervento si fa in modo che i consorzi abbiano una maggiore autonomia e autorevolezza nella gestione delle singole indicazioni geografiche, dando la giusta enfasi al nuovo aspetto introdotto nel regolamento comunitario che riguarda il turismo, i prodotti agroalimentari, le persone geografiche, i consorzi vengono caricati anche di questa responsabilità, facilitando il riconoscimento delle singole produzioni, tutto quello che era necessario fare».

Riconoscimento più semplice e spinta all’aggregazione dei Consorzi

Uno dei punti centrali del decreto riguarda i criteri di riconoscimento dei Consorzi di tutela. Le nuove regole rendono più accessibile la costituzione e il riconoscimento dei soggetti rappresentativi delle Indicazioni Geografiche, con parametri meno rigidi rispetto al passato. Un passaggio che punta a favorire anche forme di aggregazione tra denominazioni diverse o filiere affini, riducendo la frammentazione storica del sistema.

Cesare Baldrighi, presidente di Origin Italia
Cesare Baldrighi, presidente di Origin Italia

Sul merito della semplificazione, Baldrighi evidenzia: «Il fatto che il regolamento prevede dei parametri più facili da raggiungere per il riconoscimento dei singoli consorzi e facilita il riconoscimento dei singoli consorzi. Questo vuol dire facilitare l’aggregazione dei produttori delle singole indicazioni geografiche, quindi dare facilità operativa ai consorzi».

I Consorzi diventano l’unico centro di gestione delle Indicazioni Geografiche

Il decreto rafforza in modo netto il ruolo dei Consorzi, confermandoli come soggetti centrali nella gestione delle Dop e Igp. Non solo promozione e vigilanza, ma anche tutela legale, gestione operativa delle denominazioni e controllo sull’uso dei marchi. Viene ribadito che i Consorzi sono i principali referenti per tutto ciò che riguarda la protezione delle Indicazioni Geografiche, comprese le attività di contrasto alle violazioni e la gestione delle autorizzazioni. Baldrighi sottolinea la portata del cambiamento: «Viene ulteriormente specificato il fatto che  i consorzi di tutela sono gli unici autorizzati a gestire le singole indicazioni geografiche: c’è quindi una maggiore responsabilità e autonomia e facilità di operatività sulla tutela e sulla protezione dei marchi, quindi vigilanza e assistenza legale».

Più controllo sull’uso delle DOP come ingredienti e nuove regole di autorizzazione

Una delle novità più operative riguarda l’utilizzo delle Indicazioni Geografiche come ingredienti nei prodotti trasformati. Il decreto introduce un principio chiaro: chi utilizza una Dop o una Igp deve essere autorizzato dal Consorzio competente. Un passaggio che incide direttamente sulla filiera industriale e sulla ristorazione, rafforzando il controllo sull’uso dei nomi protetti e sulla loro corretta valorizzazione economica. Baldrighi lo sintetizza così: «C’è una specifica molto chiara che vale molto per il territorio nazionale sugli ingredienti, i prodotti che usano, le preparazioni alimentari che usano i prodotti geografici come ingredienti, quindi l’obbligo da parte di chi li usa a avere un’autorizzazione da parte del consorzio ed è questo un canale che economicamente ha sempre un peso maggiore».

Turismo enogastronomico dentro la missione dei Consorzi

Il decreto introduce in modo esplicito un nuovo perimetro di attività: il turismo legato alle Indicazioni Geografiche. I Consorzi potranno ora sviluppare e coordinare iniziative di valorizzazione turistica dei prodotti certificati, collegando in modo più diretto produzione, territorio ed esperienza. Non si tratta di un elemento accessorio, ma di una funzione strutturale riconosciuta nel nuovo impianto normativo. Baldrighi chiarisce il punto: «Ai consorzi viene delegata, viene chiaramente specificato che c’è una responsabilità, c’è una possibilità di gestire anche le attività turistiche dove ci sono delle iniziative che utilizzano i marchi e le indicazioni geografiche Oggi a volte le IG vengono usate un po' come specchio per le allodole, ma poi non corrispondono gli aspetti qualitativi veri e propri».

Con il nuovo decreto i Consorzi avranno maggiore voce in capitolo anche in tema di turismo gastronomico
Con il nuovo decreto i Consorzi avranno maggiore voce in capitolo anche in tema di turismo gastronomico

E aggiunge il principio di fondo: «Non dobbiamo dimenticarci ed è un elemento importantissimo per i turisti che tutti i prodotti e indicazioni geografiche sono prodotti certificati, quindi hanno tutto un processo produttivo chiaro definito dai disciplinari e controllato da un ente terzo. Per questo dobbiamo essere in grado anche di garantire anche per quanto riguarda l’offerta turistica la serietà che garantiamo nella produzione del prodotto».

Regolazione dell’offerta e strumenti per il mercato

Il decreto introduce inoltre strumenti di regolazione dell’offerta produttiva, che consentono ai Consorzi di intervenire su dinamiche di mercato per garantire equilibrio tra domanda e produzione e valorizzazione delle denominazioni. Un aspetto che rafforza il ruolo dei Consorzi anche nella gestione economica delle filiere. Baldrighi collega questo punto ad un quadro europeo in cui rientra anche la legge 75 sulle frodi alimentari: «È chiaro che sono due cose complementari che nascono da un regolamento comunitario che aveva come obiettivo quello di rafforzare il ruolo dei consorzi, dando ai gruppi di produttori - come li chiamano in Europa - una maggiore capacità operativa».

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