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Cari Kaj, il gelato è uno stereotipo che noi italiani ci teniamo stretto

I finlandesi Kaj ironizzano sul mito del gelato italiano con il brano pop “Gelateria”. Ma dietro la parodia musicale, scritta tra la noia e le piogge del borgo di Vörå, si nasconde un'acquolina in bocca per il gelato e la Dolce Vita: la loro satira punzecchiante somiglia tanto alla favola della volpe e l'uva davanti all'eleganza del Bel Paese, come già per Tommy Cash e il suo “Espresso Macchiato”

Vincenzo D’Antonio
di Vincenzo D’Antonio
01 luglio 2026 | 19:00
Cari Kaj, il gelato è uno stereotipo che noi italiani ci teniamo stretto

Sono ragazzi, si sa, e come a tutti i ragazzi del mondo, piace scherzare! Se poi ci aggiungi che si “sono messi insieme”  (ed il perché si siano messi insieme è interrogativo ancora senza risposta!) per suonare e cantare, e se poi ci aggiungi che questo “suonare e cantare” significa esibirsi con canzoni che, direbbe Bennato, sono solo canzonette: ritornello orecchiabile e testo allegro, e se poi ci aggiungi che il loro nome è Kaj, e che sono finlandesi che parlano svedese, ma..che pretendiamo di più. Compatirli, questi poveri ragazzi, bisogna compatirli. Non è che ci fanno pena, questo no, e però...il loro ridente borgo natio è Vörå.

Vörå, il paese dove la noia diventa un modo di vivere

Eh, ma quanta voglia di puntualizzare e di non lasciarcene passare una, ma proprio una sola, di piccola bugia. E va bene, lo ammettiamo e quindi con doverosa correttezza lo esplicitiamo: il borgo natio non è ridente. Provate voi ad essere ridenti a Vörå. Si narra che un giorno esce il sole, ed è lì splendente in cielo dalle 12:16 alle 12:56 (ben 40’) e cento giorni piove. Però, mi si obietta, e si tratta di prenderne atto e di restarne ammirati, non c’è disoccupazione. E vorrei ben vedere, almeno al lavoro si sta al caldo, si chiacchiera con qualcuno durante la pausa con caffè nero bollente. Viceversa se hai tempo libero in abbondanza, c’è poi il pericolo che subentri la noia e la noia può portare a gesti estremi. La non disoccupazione non sta a testimoniare successo dell’economia e del welfare; viceversa, e la dimostrazione palese che non c’è proprio niente da fare!

Cari Kaj, il gelato è uno stereotipo che noi italiani ci teniamo stretto

Il gruppo finlandese Kaj

Torniamo a questi bravi ragazzi di Vörå, componenti del gruppo musicale Kaj. Presi come sono, e adesso i presupposti di ciò ci sono ben chiari, da perenne allegria, scrivono canzonette che magari non vincono i Grammy Awards, e però lanciano messaggi forti e generosi. Lo scorso anno portarono alla ribalta, per la gioia dei loro fan, che si contano a decinaia di decinaia, il pezzo dal titolo “Bara bada bastu” e adesso, presi dalla voglia di emulare il dimenticabile Tommy Cash con “Espresso Macchiato”, hanno lanciato il pezzo “Gelateria”, un brano che, detto da chi di musica se ne intende (noi siamo rimasti al “giro di do”) mescola pop e comicità. Comicità abilitata dal prendere allegramente in giro alcuni stereotipi del nostro Bel Paese: il gelato italiano.

Il sogno del Mediterraneo tra gelato, espresso e dolce vita

Commendevole davvero il tono caricaturale. Questi tre ragazzi partono oniricamente verso il Mediterraneo (e qualcuno di quelli che studiano gli avrà ben spiegato cos’è il Mediterraneo), attraversano luoghi che nella realtà costoro hanno visto solo in rete, e approdano, diciamo così, in una gelateria che TripAdvisor inserisce tra le top ten.

Ma questi ragazzi, passateci il termine, sono dei veri eroi e il compatimento di cui si è detto, qui proprio tracima. Si narra che il pezzo sia stato scritto indoor quando outdoor Vörå era buio. Ovvero, tra le 11 del mattino e le 2 del pomeriggio. Fuori pioveva. Ma perché compatirli? E perché vi rendete conto delle quantità esagerate di acquolina che costoro, questi bravi ragazzi, producevano mentre nel provare il pezzo dicevano parole quali stracciatella, fiordilatte, tiramisù. Con maestria da veri musicisti il ritornello fa cenno alla “dolce vita” fatta di sole, relax, caffè espresso e gelato.

Un invito ai Kaj: venite davvero a mangiare un gelato in Italia

Ragazzi cari, amici nostri. vi vogliamo bene e vi compatiamo. Scusate, ma che colpa abbiamo noi se siamo nati e viviamo in Mediterraneo? Se siamo il Bel Paese dove il sì suona? Ma venite davvero, fatelo davvero questo viaggio in Mediterraneo. Sarete nostri graditi ospiti. Andremo insieme in una delle nostre gelaterie, di quelle che stanno all’ombra dei nostri campanili e ci prendiamo un buon gelato. Ma buono davvero e siccome anche l’occhio vuole la sua parte, noterete che oltre al gelato buono c’è pure il locale che è bello: arredato con gusto. Ma non “gusto” inteso come gusto del gelato (fiordilatte, stracciatella, tiramisù ed altri ancora) bensì gusto inteso come espressione di eleganza e di bellezza.

Gelato, bellezza e stile italiano: anche Kaj li sognano
Gelato, bellezza e stile italiano: anche Kaj li sognano

Perché poi, in definitiva, Voi fate proprio bene a prenderci bonariamente e simpaticamente in giro. Noi questo sappiamo fare: cose belle e buone, che piacciono al mondo e che facciamo all’ombra del campanile. Ci fate sovvenire la favola di Esopo “la volpe e l’uva”. La volpe dice: Nondum matura est; nolo acerbam sumere. Traduco a vostro beneficio: l’uva non è ancora matura e non voglio mica mangiarla acerba! Scherzate e divertitevi: siamo contenti! Vi aspettiamo!

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