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Turismo, gli stranieri in Italia spendono più nei ristoranti che nei negozi

Nel 2025 i turisti stranieri hanno speso in Italia 56,7 miliardi di euro, con un aumento del 4,6% rispetto all'anno precedente. A beneficiarne sono ospitalità e ristorazione e cresce la domanda di esperienze enogastronomichee culturali. Confesercenti invita però a distribuire meglio i flussi turistici per valorizzare anche le destinazioni meno frequentate

di Redazione Italia a Tavola
11 luglio 2026 | 13:49
Turismo, gli stranieri in Italia spendono più nei ristoranti che nei negozi

Iturismo internazionale continua a sostenere i consumi in Italia, con effetti rilevanti anche per il comparto horeca. Nel 2025 la spesa complessiva dei viaggiatori stranieri nel nostro Paese ha raggiunto 56,7 miliardi di euro, con un incremento di circa 2,5 miliardi rispetto al 2024 (+4,6%). Un trend che, secondo le stime elaborate dal Centro Studi Turistici di Firenze (CST) per Confesercenti su dati Banca d'Italia, dovrebbe proseguire anche nel 2026, quando la spesa potrebbe arrivare a 58,9 miliardi di euro, con una crescita prevista del 3,9%. Numeri che confermano il peso del turismo estero sull'economia nazionale e che mostrano come una parte sempre più significativa della domanda sia legata non soltanto al soggiorno, ma anche alle esperienze collegate al viaggio: dalla ristorazione alla cultura, fino alle attività che permettono di entrare in contatto con le identità locali.

Ristorazione e ospitalità assorbono quasi il 70% della spesa straniera

La voce principale nei consumi dei visitatori internazionali resta quella dell'ospitalità, che nel 2025 ha rappresentato il 45,2% della spesa totale. Alberghi, strutture extralberghiere e servizi legati all'accoglienza hanno beneficiato di oltre 1,1 miliardi di euro aggiuntivi rispetto al 2024, con una crescita del 4,5%. Subito dopo si colloca la ristorazione, che da sola intercetta il 23% della spesa dei turisti stranieri. Il comparto ha registrato una crescita ancora più marcata rispetto all'alloggio, con un aumento di 955 milioni di euro in un anno, pari al 7,9%. Il dato conferma il ruolo della cucina italiana come elemento attrattivo per i visitatori internazionali. La ristorazione non viene più percepita soltanto come un servizio accessorio rispetto al viaggio, ma come una componente dell'esperienza complessiva, legata alla scoperta dei territori, delle produzioni locali e delle tradizioni gastronomiche.

La ristorazione da sola intercetta il 23% della spesa dei turisti stranieri
La ristorazione da sola intercetta il 23% della spesa dei turisti stranieri

Cresce il turismo delle esperienze tra cultura, food e benessere

A cambiare sono anche le modalità con cui i turisti scelgono di utilizzare il proprio budget. La categoria degli altri servizi, che comprende visite guidate, ingressi ai musei, escursioni, concerti, attività culturali, esperienze personalizzate e servizi wellness, ha registrato nel 2025 la crescita percentuale più elevata, pari al 15,7%.

Pur rappresentando una quota più contenuta della spesa complessiva, con un incremento di circa 551 milioni di euro, il dato evidenzia un'evoluzione della domanda internazionale: il viaggio in Italia viene sempre più costruito attorno a esperienze capaci di unire cultura, territorio, gastronomia e tempo libero. Una dinamica che coinvolge direttamente anche il mondo horeca, chiamato a confrontarsi con una clientela alla ricerca di proposte più legate al contesto locale e alla qualità dell'esperienza.

Calano i trasporti interni, più contenuta la crescita dello shopping

Non tutte le componenti della spesa turistica hanno seguito lo stesso andamento. Gli acquisti di beni nella rete commerciale hanno registrato una crescita più limitata, con 164 milioni di euro in più rispetto al 2024 (+1,9%). L'unica voce in calo è quella relativa al trasporto interno, che ha perso 261 milioni di euro, pari a una diminuzione del 4,6%. Un dato che potrebbe riflettere cambiamenti nelle modalità di organizzazione dei viaggi e nella distribuzione degli spostamenti sul territorio.

Lazio, Lombardia, Veneto e Toscana concentrano oltre metà della spesa

La crescita del turismo internazionale continua però a distribuirsi in modo non uniforme. Le principali destinazioni italiane assorbono una quota significativa dei consumi: Lazio, Lombardia, Veneto e Toscana rappresentano quasi il 56% della spesa complessiva dei visitatori stranieri. Il Lazio guida la classifica regionale con 10,2 miliardi di euro, pari al 18,1% del totale, grazie soprattutto al peso di Roma come destinazione internazionale. Segue la Lombardia con circa 9,9 miliardi di euro (17,6%), sostenuta dal ruolo di Milano e dal turismo legato anche agli eventi e agli affari. Al terzo posto il Veneto con 6,3 miliardi di euro (11,1%), mentre la Toscana raggiunge 5,3 miliardi (9,4%), confermandosi una delle mete più rilevanti per il turismo culturale, enogastronomico e paesaggistico. Tra le altre regioni emergono la Campania, con 3,39 miliardi di euro, e il Trentino-Alto Adige, con 3,07 miliardi.

Oltre ai valori assoluti, i dati mostrano differenze significative nel modo in cui i turisti spendono nelle diverse aree italiane. Il Friuli-Venezia Giulia presenta una struttura particolare, con una quota destinata allo shopping superiore a quella dell'alloggio: rispettivamente il 36,5% e il 27,2%. Una situazione legata anche alla vicinanza con mercati esteri e alla presenza di flussi orientati agli acquisti. In Trentino-Alto Adige, invece, prevale il peso della ricettività: l'alloggio assorbe il 54,1% del budget complessivo dei visitatori, in linea con il modello delle destinazioni montane caratterizzate da soggiorni più lunghi. Le regioni con il minore impatto economico della spesa straniera restano invece Basilicata e Molise, rispettivamente con 60 e 37 milioni di euro.

Le città d'arte guidano il turismo internazionale

Considerando esclusivamente i viaggi per vacanza, che rappresentano circa 38 miliardi dei 56,7 miliardi complessivi, il prodotto turistico più rilevante resta quello culturale.Le città d'arte generano 21,6 miliardi di euro, pari al 56,8% della spesa totale per vacanze degli stranieri in Italia. Un risultato che conferma il ruolo delle grandi destinazioni culturali, ma anche l'importanza di un patrimonio diffuso fatto di borghi, musei, eventi e percorsi legati alla storia dei territori. Al secondo posto si colloca il turismo balneare, con 8,2 miliardi di euro (21,6%), seguito dalla montagna con 3,5 miliardi (9,4%).

Oltre la metà della spesa degli stranieri in vacanza in Italia è in città d‘arte come Roma
Oltre la metà della spesa degli stranieri in vacanza in Italia è in città d‘arte come Roma

Confesercenti: «La sfida è distribuire meglio i flussi»

Per il presidente di Confesercenti Nico Gronchi, la crescita del turismo internazionale rappresenta un'opportunità che deve essere accompagnata da una maggiore capacità di gestione dei flussi. «Il turismo internazionale si conferma un motore economico insostituibile per il nostro Paese, con ricadute positive non solo sulle imprese dell'alloggio, ma anche della ristorazione, del commercio e dei servizi. Non basta però intercettare la domanda: bisogna governarla».

Nico Gronchi, presidente di Confesercenti
Nico Gronchi, presidente di Confesercenti

Secondo Gronchi, la concentrazione della spesa in poche regioni evidenzia la necessità di lavorare sulla distribuzione dei visitatori, attraverso strumenti di destagionalizzazione, investimenti nelle infrastrutture delle aree interne e sostegno alle imprese che operano fuori dalle mete più conosciute. Una sfida destinata a diventare ancora più rilevante con l'ingresso di nuovi mercati internazionali, a partire da quello indiano, che potrebbero contribuire alla crescita futura della domanda turistica verso l'Italia. Per il comparto horeca, il tema sarà quindi trasformare l'aumento dei flussi in valore stabile per i territori, puntando su qualità dell'offerta, servizi e capacità di costruire esperienze coerenti con le aspettative dei visitatori.

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