A centovent'anni dalla nascita di Mario Soldati, prende forma un'iniziativa che guarda alla sua eredità culturale per interrogarsi su come oggi si raccontino il cibo, il vino e i territori. Il talk show "Mario Soldati, il gusto di raccontare l'Italia" nasce con l'obiettivo di mettere in relazione il pensiero dello scrittore con le trasformazioni introdotte dai social media e dall'intelligenza artificiale nel mondo della comunicazione. Promosso da Chiara Soldati, quarta generazione dell'azienda La Scolca, insieme all'Associazione Mario Soldati, il progetto si svolge con il patrocinio di ITA - Italian Trade Agency, Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste e Veronafiere, attraverso il marchio Vinitaly.

La presentazione del progetto "Mario Soldati, il gusto di raccontare l'Italia"
Dal racconto televisivo ai linguaggi digitali
L'iniziativa ha debuttato a Roma nella sede dell'Associazione della Stampa Estera in Italia e proseguirà con appuntamenti a Milano, New York e Londra. L'idea di fondo è semplice: chiedersi quale spazio possa avere oggi il metodo di Soldati in un contesto dominato dalla velocità dell'informazione, dalla produzione continua di contenuti e dalla ricerca dell'immagine perfetta. Prima ancora che esistessero i social network, Soldati aveva costruito un modo di raccontare il territorio fondato sull'incontro con le persone, sull'osservazione e sul tempo dedicato ai luoghi.
Il valore della lentezza nel turismo enogastronomico
Coordinato dalla giornalista Anna Scafuri, il confronto ha coinvolto studiosi, giornalisti e professionisti della comunicazione, chiamati a riflettere su alcuni temi oggi centrali per il turismo enogastronomico. Tra gli argomenti affrontati, il rapporto tra turismo lento e overtourism, la necessità di riportare al centro le aree meno conosciute del Paese e il ruolo del racconto come strumento per comprendere un territorio oltre la semplice immagine. È emersa anche una riflessione sul vino come espressione agricola e culturale, lontana da rappresentazioni esclusivamente estetiche.
Chiara Soldati: «Non un omaggio celebrativo ma uno strumento per leggere il presente»
Per Chiara Soldati, l'iniziativa non vuole limitarsi a ricordare una figura centrale della cultura italiana. «L'obiettivo non è celebrare passivamente un cognome o spolverare un archivio, ma far camminare il pensiero genuino e l'insaziabile curiosità di Mario Soldati sulle gambe delle nuove generazioni, trasformandoli in strumenti vitali per decodificare il domani.» La stessa Soldati ha ricordato come l'attualità dello scrittore risieda nella libertà di espressione e nella capacità di raccontare il cibo e il vino come esperienze legate alle persone, ai territori e alla ricerca delle origini, attraverso una comunicazione accessibile.

Mario Soldati è nato 120 anni fa
Cristina Mercuri ha evidenziato come il linguaggio di Soldati conservi ancora oggi una forte capacità divulgativa. «Creare contenuti significa dare profondità ed essere onesti nel racconto. È questo il patrimonio che Mario Soldati ci ha lasciato e che può aiutare il mondo del vino ad avvicinare le nuove generazioni.» Anche Manuela Zennaro ha sottolineato come Soldati avesse intuito che il cibo e il vino potessero diventare una chiave di lettura dell'identità italiana, ben oltre il prodotto. Secondo la giornalista, la forza del suo metodo era quella di costruire il racconto partendo da una trattoria, da una vigna o dall'incontro con un produttore, offrendo così una lettura del territorio ancora attuale.
Un'eredità che continua con un tour internazionale
Nel corso dell'incontro si è discusso anche del rapporto tra televisione e piattaforme digitali. Isabella Perugini ha osservato che l'approccio di Soldati avrebbe probabilmente privilegiato anche oggi il tempo della riflessione rispetto alla rapidità imposta dai social.Per Marcello Masi, la forza dello scrittore risiedeva nella semplicità del linguaggio e nella capacità di eliminare il superfluo per arrivare all'essenza delle storie. Una riflessione condivisa anche dal docente Stefano Carboni, che ha definito Soldati una figura capace di alfabetizzare il pubblico attraverso il racconto delle persone prima ancora che dei prodotti, contribuendo a costruire un nuovo modo di parlare di cultura gastronomica in Italia. Dopo la tappa romana, il talk show proseguirà il 6 ottobre a Milano, il 26 ottobre a New York nell'ambito di Vinitaly USA e il 18 novembre a Londra, continuando a mettere al centro il tema della narrazione del territorio come strumento di conoscenza e valorizzazione del patrimonio enogastronomico italiano.