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a new york

Chiude dopo un anno la pizzeria del cuoco che rivoluzionò la cucina americana

di Redazione Italia a Tavola
06 luglio 2026 | 15:02

Nemmeno uno degli chef che hanno cambiato la cucina americana è immune dagli errori di mercato. Wylie Dufresne, considerato uno dei pionieri della cucina molecolare negli Stati Uniti, ha deciso di chiudere dopo appena un anno Stretch Pizza, il locale inaugurato nel 2025 nel quartiere Flatiron di New York. La notizia di Eater New York indica che la sede di Manhattan cesserà l’attività, mentre il progetto continuerà nel locale aperto a Williamsburg, Brooklyn.

Chiude dopo un anno la pizzeria del cuoco che rivoluzionò la cucina americana

Wylie Dufresne nel suo locale di New York Stretch Pizza che chiuderà i battenti

L’annuncio è stato accompagnato da polemiche sui social, dove alcuni dipendenti hanno contestato i tempi con cui sarebbe stata comunicata la chiusura. Dufresne non ha replicato alle accuse, confermando soltanto la volontà di concentrare il progetto sulla sede di Brooklyn.

Il prezzo del cambiamento nella ristorazione newyorkese

Stretch Pizza rappresentava una svolta nella carriera dello chef: non più alta cucina e menu degustazione, ma una proposta informale dedicata a pizza, sandwich e cucina italo-americana, pur mantenendo quella cura tecnica che ha sempre caratterizzato il suo lavoro.

Chi è Wylie Dufresne

  • È considerato uno dei principali protagonisti della cucina molecolare americana.
  • Nel 2003 ha aperto a New York wd~50, ristorante diventato un punto di riferimento mondiale per la gastronomia d’avanguardia.
  • Ha introdotto negli Stati Uniti tecniche innovative ispirate alla cucina sperimentale europea, influenzando un’intera generazione di chef.
  • Dopo la chiusura di wd~50 nel 2014 ha sviluppato nuovi progetti, tra cui Stretch Pizza, con l’obiettivo di applicare ricerca e tecnica a una proposta più popolare.
  • La scelta di puntare sulla pizza aveva segnato una svolta nella sua carriera, avvicinandolo a un pubblico molto più ampio rispetto a quello del fine dining.


La chiusura non mette fine al marchio, ma dimostra come anche uno degli chef più influenti della scena gastronomica americana possa incontrare difficoltà quando decide di confrontarsi con un mercato molto competitivo come quello della ristorazione veloce di New York.

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