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meeting industry

In Italia continua la crescita del turismo congressuale

di Redazione Italia a Tavola
09 luglio 2026 | 17:57

In Italia, il turismo congressuale continua a crescere. A trainare il comparto è la meeting industry, che dal 2022 al 2025 ha registrato un tasso medio annuo di crescita del 6,4% e, nel solo 2025, ha generato un valore economico diretto di 13,2 miliardi di euro - con 365.789 eventi, 28.627.455 partecipanti e 43.275.254 presenze. È il quadro delineato dall'Osservatorio italiano dei congressi e degli eventi (Oice), realizzato da Aseri - Alta scuola di economia e relazioni internazionali dell'Università Cattolica e presentato a Roma, al centro congressi di Confindustria, durante l'incontro "Il valore della meeting industry: Interpretare il futuro attraverso i dati Oice".

In Italia continua la crescita del turismo congressuale

Turismo congressuale, prosegue la crescita in Italia

Il turismo congressuale entra in una nuova fase di consolidamento

I dati restituiscono l'immagine di un mercato entrato in una fase di consolidamento dopo il forte recupero seguito alla pandemia. Il turismo congressuale continua a beneficiare dell'evoluzione della meeting industry, che, pur confrontandosi con uno scenario economico, politico e sociale complesso, continua a evolversi. Congressi, convention, meeting e viaggi incentive si orientano verso format più flessibili, nuovi processi organizzativi e una crescente attenzione alla scelta delle sedi, sempre più parte integrante del valore dell'evento.

Cambia anche il tipo di spazi scelti per ospitare gli appuntamenti: accanto alle sedi tradizionali cresce infatti il ricorso alle cosiddette location "non convenzionali", ambienti che non nascono per ospitare congressi ma che vengono scelti sempre più spesso per incontri ed eventi business (come musei, dimore storiche, spazi industriali recuperati, teatri o edifici di interesse culturale). Una tendenza dimostrata dai numeri: dal 2014 al 2025 queste tipologie di strutture hanno registrato un tasso medio annuo di crescita del 6,6% nel numero di eventi ospitati, con un'accelerazione successiva alla pandemia. Dal 2022, la crescita media annua ha raggiunto il 12,5%.

Eventi più internazionali, più partecipati e di durata inferiore

A spiegare l'evoluzione del comparto è stato Roberto Nelli, docente di Marketing all'Università Cattolica e responsabile scientifico della ricerca: «Dopo il rilancio e il rimbalzo del periodo post-pandemico - ha dichiarato - la meeting industry italiana è entrata in una nuova fase di equilibrio caratterizzata, rispetto al 2019, da una maggiore quota di eventi internazionali, da meeting di minore durata media, ma con un più alto numero medio di partecipanti. Nel 2025 gli eventi da più di un giorno hanno generato circa 30 milioni di presenze, pari al 10,4% del totale delle presenze alberghiere in Italia, con una spesa media pro-capite complessiva di 312 euro, il 3,7% in più sul 2024».

In Italia continua la crescita del turismo congressuale

La meeting industry evolve con eventi più internazionali, brevi e partecipati

Entrando nel dettaglio del report, le imprese hanno rappresentato il principale mercato di riferimento, con il 61,4% degli eventi organizzati. Parallelamente è cresciuto il peso del comparto associativo, arrivato al 24,4%, confermando una domanda sempre più articolata. La quota degli eventi nazionali è scesa dal 39,4% del 2024 al 32,3%, mentre quella degli eventi locali è salita dal 47,2% al 54,8%. Gli appuntamenti internazionali hanno rappresentato il 12,9% del totale: una lieve flessione rispetto al 13,4% dell'anno precedente, ma un dato comunque superiore al 9,8% registrato nel 2019.

Il Nord resta il motore del turismo congressuale italiano

Anche la distribuzione geografica conferma alcune tendenze consolidate. Il Nord resta il principale polo del turismo congressuale italiano, concentrando il 53,4% delle sedi e ospitando il 59,1% degli eventi, una quota cresciuta dell'1,8% rispetto al 2024. Il Centro raccoglie il 23,7% degli appuntamenti, mentre il Sud si attesta al 10,9% e le Isole al 6,3%. Lo stesso vale per le tipologie di sedi utilizzate. Gli alberghi con sale meeting si confermano la scelta prevalente, ospitando il 76,6% degli eventi, il 50,8% dei partecipanti e il 51,1% delle presenze complessive. I centri congressi e fieristico-congressuali mantengono invece un ruolo decisivo nell'attrazione dei grandi appuntamenti internazionali: pur rappresentando il 2,3% degli eventi organizzati, concentrano l'11,6% dei partecipanti e il 15,4% delle presenze.

«Servono strategie condivise per crescere»

A chiudere l'incontro è stata la presidente di Federcongressi&eventi, Gabriella Gentile, che ha detto: «Il nostro è un settore strategico, dove il dialogo con le istituzioni deve essere continuo e orientato alla costruzione di strategie condivise, non solo per ricevere il sostegno economico fondamentale per garantire la competitività internazionale dell’Italia quale sede di congressi ed eventi ma anche per creare le condizioni che permettano alla meeting industry di esprimere al meglio il suo potenziale in termini di crescita economica, valorizzazione dei territori, destagionalizzazione dei flussi turistici, sviluppo di turismo di qualità e promozione del brand Italia e del suo patrimonio artistico, naturale e industriale».

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