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Bergamo-Brescia

Capitale della Cultura... a tavola: Piazza Vecchia e i Casoncelli

Due simboli indiscussi di Bergamo, il cuore storico della Città Alta e la pasta fresca ripiena che fa da ambasciatrice della cucina bergamasca. Scopriamo insieme questi due gioielli

Luca Bassi
di Luca Bassi
06 maggio 2023 | 10:02

Prosegue la nostra rubrica Bergamo e Brescia tra storia e cibo, nata per celebrare le due città, le loro tradizioni e la loro cucina nell'anno della Capitale della Cultura. Un excursus che lega un monumento storico di ognuna delle due città ad un piatto o un prodotto tipico andando a creare una sorta di fil rouge tra Cultura e Cucina perché, come diciamo da sempre, la Cucina con la C maiuscola è un aspetto fondamentale e fondante della Cultura di una città e del suo territorio, così come lo sono la storia e i monumenti che punteggiano e definiscono il tracciato urbano.

Questa volta è il turno, per Bergamo, della sua Piazza Vecchia e di uno dei piatti simbolo della cucina bergamasca, i casoncelli.

Piazza Vecchia a Bergamo [Capitale della Cultura... a tavola]: Piazza Vecchia e i Casoncelli

Piazza Vecchia a Bergamo

Piazza Vecchia, cuore pulsante di Città Alta

Piazza Vecchia. Il cuore pulsante della Città Alta. Il simbolo di Bergamo. È stata per secoli il fulcro del potere politico della città e ancora oggi continua a essere il luogo più iconico, uno dei più belli, punto di arrivo di lunghe passeggiate dei bergamaschi e centro nevralgico delle gite dei tanti turisti. Sulla piazza si affacciano maestosi e imponenti edifici disposti secondo una geometria armonica e perfetta. Spiccano il Palazzo della Ragione, che risale alla fine del 1100 e rappresenta la più antica sede comunale lombarda esistente, e la Torre Civica, detta “il Campanone”. Al centro di Piazza Vecchia è possibile ammirare la Fontana Contarini, donata alla città nel 1780 dal Podestà Alvise Contarini. Sul lato opposto della Piazza  sorge il Palazzo Nuovo, sede del Comune fino al 1873 e oggi della Biblioteca Angelo Mai che conserva un patrimonio librario composto da incunaboli, cinquecentine, stampe, manoscritti e altri reperti di inestimabile valore, rendendola una delle biblioteche più importanti d’Italia.

Piazza Vecchia, in origine un tutt’uno con Piazza Duomo

Non tutti lo sanno, ma Piazza Vecchia non è sempre stata come la conosciamo oggi. Originariamente, infatti, era un tutt’uno con l’attuale Piazza Duomo ed era il luogo dei proclami pubblici e del commercio cittadino. La conferma ce la danno le barre in ferro ancora conservate a fianco della Basilica di Santa Maria Maggiore. Queste barre prendono il nome di “misure” e hanno origine in epoca medievale, quando la frammentazione del potere portava anche alla frammentazione delle grandezze. Ogni città creava le proprie unità di misura per pesi, volumi, lunghezze, che divenivano un'unità di misura efficace solo se rese pubbliche e garantite dall'autorità, per questo i Comuni esponevano in luoghi pubblici (in genere dove si svolgeva il mercato) i riferimenti ufficiali. Le barre situate sul muro di Santa Maria Maggiore rappresentano quindi le unità di misura in uso a Bergamo in periodo medievale.

La Basilica di Santa Maria Maggiore  [Capitale della Cultura... a tavola]: Piazza Vecchia e i Casoncelli

La Basilica di Santa Maria Maggiore

Piazza Vecchia, la grande trasformazione dopo il 1100

Piazza Vecchia come esiste oggi inizia a prendere vita solo dopo l’innalzamento del Palazzo della Ragione alla fine del 1100, dividendo l’attuale spazio da quello retrostante del Duomo: le case private che vi sorgevano sono state gradualmente abbattute a partire dal XIV secolo. Una volta raggiunte le dimensioni odierne, la modifica più importante avviene sul finire della dominazione veneziana con la costruzione della bellissima Fontana Contarini, voluta sia per ragioni di abbellimento del cuore della città, sia per scopi pratici (ancor oggi tutti possono dissetarsi bevendo dalle sue bocche che rappresentano delle sfingi). Viene sostituita a fine Ottocento da una statua dedicata a Giuseppe Garibaldi, salvo poi essere ripristinata nella sua forma originaria nel 1922.

Un uomo si disseta alla Fontana Contarini  [Capitale della Cultura... a tavola]: Piazza Vecchia e i Casoncelli

Un uomo si disseta alla Fontana Contarini

La meridiana e i rintocchi del Campanone in Piazza Vecchia

Se capitate in Piazza vecchia state attenti a dove mettete i piedi, perché sotto al Palazzo della Ragione troverete un'antica meridiana solare costruita nel XVIII secolo; a mezzogiorno in punto (con l’ora solare) il raggio che filtra dal foro nello scudo appeso alle arcate indica la data precisa e il segno zodiacale. E se passate in questa piazza attorno alle 22 preparatevi a sentire i rintocchi del Campanone, la Torre Civica che si erge nella Piazza… Se presterete attenzione alla fine dei rintocchi avrete sentito ben cento colpi di campana.

Casoncelli, un’icona di Bergamo

Tra le vie di Città Alta (ma anche in tra quelle della cosiddetta città bassa) potrete anche essere piacevolmente investiti dall’inconfondibile profumo del burro che frigge con salvia e pancetta. Se dovesse succedere, significherebbe che nei paraggi qualcuno starà preparando i casoncelli, il piatto sicuramente più iconico della città insieme alla polenta.

Un piatto di casoncelli [Capitale della Cultura... a tavola]: Piazza Vecchia e i Casoncelli

Un piatto di casoncelli

Preparati con pasta fresca e ripieno di carne, sono una vera prelibatezza per gli amanti dei primi piatti italiani. In origine, nacque come piatto per riutilizzare gli avanzi delle carni suine e bovine, anche se prima del boom economico non erano tante le famiglie che potevano permettersi di portare in tavola della carne (e tantomeno di farla avanzare). Per questo nella Bergamasca (soprattutto nella Val Seriana, ma non solo) sono in voga anche gli scarpinocc, un altro tipo di ravioli ripieni però di Grana e pangrattato, due ingredienti che anche cent’anni fa abbondavano sulle tavole dei bergamaschi.

I casoncelli sono cambiati molto nel corso dei decenni, tant’è vero che la ricetta pian piano si arricchì con l’aggiunta di amaretti, uva sultanina e scorza di limone. Ogni ristorante ne propone la sua versione: c’è chi li fa più dolci, chi meno dolci, chi esagera volutamente con amaretti, pere e uva sultanina, chi ci mette più Grana… Insomma, a Bergamo ogni piatto di casonsèi è diverso dall’altro. Provare per credere.

Bergamo e Brescia tra storia e cibo

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