Ci sono due diverse date di nascita per le patate ripiene. La prima risale a due secoli fa, quando nel mondo anglosassone comparvero le «jacket potatoes», le patate al cartoccio riempite tradizionalmente di Cheddar, fagioli e bacon. Poi c’è il 2011, anno in cui le jacket potatoes sbarcano in Italia, e più precisamente a Torino, portate dall’idea di tre giovani ragazzi appena usciti dall’università che intuiscono che in quel gustoso contenitore ci sarebbero state benissimo le ricette tradizionali italiane. Cotto e fontina; gorgonzola e noci; salsiccia, rucola e grana, o anche crema alla carbonara: negli anni, Poormanger ha riempito le sue patate con ogni genere di preparazione gastronomica locale.

Poormanger celebra le patate d’autore 2025: cinque chef reinterpretano un classico piemontese
Un progetto di successo con radici torinesi
È nato così un progetto di successo, che dal primo piccolo punto vendita si è oggi espanso - grazie all’aiuto economico di Cirfood Retail - anche a Milano e Bologna. Senza perdere il legame con la sua città di origine, Torino, dove ogni anno Poormanger organizza una grande festa coinvolgendo gli chef del territorio e sfidandoli a creare la loro «patata d’autore», una Limited Edition firmata che sarà poi disponibile in negozio solo per due giorni. Tanti i nomi che negli anni hanno partecipato al progetto: da Federico Zanasi, una stella Michelin da Condividere, a piole veraci come Le Antiche Sere. Da progetti di street food torinesi come Van Ver Burger a trattorie contemporanee di grido, come Scannabue.
Le patate d’autore 2025
Venerdì 14 novembre (dalle 19 alle 23) e sabato 15 novembre (12-15.30 e 18.30-23) sarà il momento delle Patate d’Autore 2025, realizzate da cinque grandi chef provenienti da Torino e provincia. Capofila è l’ormai storico stellato di Pinerolo, Trattoria Zappatori, da cui lo chef Christian Milone ha portato la sua segretissima ricetta di famiglia per il ragù. La sua patata d’autore, che non a caso si chiama «50 anni di Zappatori», è poi finita con un ricciolo di burro e una abbondante spolverata di Grana Padano 24 mesi.
Altro grande nome coinvolto in questa edizione è Christian Costardi, già stella Michelin nel ristorante di famiglia a Vercelli e ora in odor di stella (chissà, lo sapremo tra pochissimo) con il suo nuovo progetto Scatto, in centro a Torino. La sua patata, «Torino-Napoli», è ripiena di genovese, panettone e caciocavallo. Segue la quota femminile, rappresentata dalla chef Mariangela Susigan, già stella Michelin e stella verde al Ristorante La Gardenia di Caluso (TO), che porta una patata ripiena con burro d’alpeggio all’aglio orsino, baccalà, pomodori confit e terra di olive taggiasche.
Tra contaminazioni e sapori dal mondo
Il tocco contemporaneo e internazionale è quello dello chef Alexander Robles, che guida uno dei progetti più convincenti della città, il ristorante e cocktail bar di cucina Nikkei Azotea: sua la patata «Aji de Gallina», a base di petto di pollo, salsa ocopa, coriandolo, olive taggiasche e uova. Infine, ecco una patata dal sapore giapponese, quella portata da Donburi House, locale di autentica cucina da izakaya, i pub giapponesi informali dove si condivide una varietà di piatti tradizionali. «Mitoburu», la patata d’autore firmata dallo chef Takashi Kido, è ripiena di polpette giapponesi con macinato di maiale, fritte al momento della farcitura, condite con salsa okonomiyaki, maionese e cipollotto. Le patate d’autore verranno vendute a 10 euro, con la possibilità di ordinare un menu completo (patata + antipasto + dolce + bevanda a 20 euro) o un menu tris (patata + antipasto o dolce + bevanda a 17 euro). Il tutto, da accompagnare come sempre al menu beverage di Poormanger, tra birre Baladin e Molecola, la Cola 100% italiana.