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Il ristorante di Ferrara dove si mangia come alla corte estense di Lucrezia Borgia

A Ferrara, I Piaceri di Lucrezia racconta la storia estense attraverso piatti autentici e creativi. Lo chef Giovanni Maria Ragazzi, con la moglie Tetyana Tokar, unisce stagionalità, prodotti locali e ricette della corte ducale, tra polenta, Cappellacci, pasticceria e vini selezionati, offrendo un’esperienza gastronomica intensa, coinvolgente e ricca di fascino storico, dove ogni dettaglio evoca la cultura e atmosfere del Rinascimento ferrarese

Tiziano Argazzi
di Tiziano Argazzi
18 gennaio 2026 | 12:30
Quando il gusto racconta la città: I Piaceri di Lucrezia, un viaggio a Ferrara

A Ferrara al n. 61 di via XX Settembre, a poche centinaia di metri dal centro storico, Patrimonio Unesco, c’è un locale dove la storia, in particolare quella estense, prende forma nel piatto, con un interessante connubio tra passato e presente che affascina anche i palati più esigenti. Il suo nome - I Piaceri di Lucrezia - trae spunto dalla gaudente vivacità di Lucrezia Borgia, figlia terzogenita di Papa Alessandro VI, diventata duchessa di Ferrara dopo le nozze con Alfonso I d’Este. Una perfetta castellana del Rinascimento dal carattere dinamico e un’immensa gioia di vivere. Una mecenate che ha portato alla corte ducale poeti, musicisti e letterati (su tutti Ludovico Ariosto e Pietro Bembo) e che aveva dalla sua anche una proverbiale passione per la buona tavola.

Una sala del ristorante I Piaceri di Lucrezia di Ferrara
Una sala del ristorante I Piaceri di Lucrezia di Ferrara

Sono noti i pranzi sontuosi della corte estense, sotto la sua attenta regia, dove primeggiavano zuppe, torte salate, piatti a base di zucca, frittate e tagliatelle, le lunghe strisce dorate all’epoca chiamate “lasagnuole”, create, si dice, in suo onore per richiamare i suoi lunghi capelli biondi. Anche il “Pasticcio di maccheroni alla ferrarese”, un primo piatto tipico della tradizione estense, è stato portato in dote dalla bella duchessa. E la cucina dello chef patron Giovanni Maria Ragazzi, franca, sincera e genuina, rende omaggio a Lucrezia Borgia. Infatti il suo interessante repertorio culinario strizza l’occhio alla tradizione gastronomica della corte ducale rivisitata quel tanto da renderla moderna ed attuale.

I Piaceri di Lucrezia: un locale rustico ed accogliente

Il locale è intimo ed accogliente con una quarantina di posti a cui si aggiunge, nel periodo estivo, uno spazio esterno per cene romantiche al lume di candela. Ha aperto i battenti nell’autunno del 2012 grazie alla passione per la gastronomia e l’arte dei due titolari (lo chef Ragazzi e sua moglie Tetyana Tokar, per tutti Taty, regina della sala) che risplende nelle tele ad acquerello che richiamano Lucrezia Borgia, opera della pittrice ferrarese Carla Bolognini, che ne impreziosiscono le pareti.

Chef Giovanni Ragazzi e la moglie Tetyana Tokar
Chef Giovanni Ragazzi e la moglie Tetyana Tokar

L’arredamento è volutamente rustico, quasi da osteria, ma estremamente accogliente. Nella sala interna i tavoli si aprono a ventaglio attorno alla micro cucina aperta sul ristorante, il regno di Ragazzi, dove lo chef e la sua vice Melany Lika, una giovane appena diplomata, si muovono con estrema destrezza, per regalare agli ospiti piatti di grande intensità accarezzati da cotture perfette.

Chef Giovanni Ragazzi e la sua sous chef Melany Lika al lavoro
Chef Giovanni Ragazzi e la sua sous chef Melany Lika al lavoro

«I Piaceri di Lucrezia - raccontano Tetyana e Giovanni - ha aperto come bar ristorante frequentato principalmente dagli studenti della vicina facoltà di Architettura. All’inizio il nostro obiettivo era quello di specializzarci in piatti a base di polenta, praticamente assenti nei ristoranti del territorio, per cercare di inserirci nel panorama culinario ferrarese, già ricco di tante offerte. La nostra offerta gastronomica - continuano i titolari - è stata da subito apprezzata ed in poco tempo ci siamo trasformati nell’odierna brasserie - polenteria specializzata in piatti della tradizione ferrarese rivisitati per renderli più attuali, senza stravolgerli».

Lo chef Giovanni Ragazzi: la passione per la cucina è nata in tenera età

Ragazzi ha iniziato a trafficare con i fornelli quando era ancora alle elementari, guardando un libro di ricette della nonna. Alla fine delle scuole medie, incoraggiato dai genitori, si è iscritto all’Istituto Alberghiero “Orio Vergani” - oggi “Vergani-Navarra” - di Ferrara. Dopo il diploma ha lavorato nelle cucine di vari ristoranti, collezionando parecchie esperienze anche all’estero, in particolare nell’Est Europa. Rientrato in Italia ha continuato a frequentare i corsi di aggiornamento ed ha gestito per una decina d’anni il servizio di bar caffetteria tavola calda del Comando Operativo dell’Aeronautica Militare Italiana di Poggiorenatico (FE). Da una ventina d’anni è anche docente di enogastronomia, settore cucina, all’Istituto di Istruzione Superiore “Remo Brindisi” del Lido degli Estensi, una frazione di Comacchio (FE).

Mozzarella di Bufala Campana

I suoi punti di riferimento sono da sempre due chef ferraresi: il notissimo Igles Corelli ed il compianto Antonio Canella che è stato anche suo apprezzato docente. Invece per la pasticceria si ispira al maestro pasticcere Maurizio Busi anche lui ferrarese. Nel 2021 gli è stato conferito il prestigioso “Collegium Cocorum” una onorificenza al merito professionale assegnata dalla Federazione Italiana Cuochi agli chef che hanno alle spalle oltre 25 anni di attività.

Remy il peluche portafortuna di Ragazzi

Ha anche un “portafortuna”: si tratta di Remy, il topolino del film d'animazione Ratatouille con la passione per la cucina. Il simpatico peluche è infilato tra le pieghe della sua toque ed ogni tanto lo estrae per salutare gli ospiti.

Remy, il topolino portafortuna di chef Giovanni Ragazzi
Remy, il topolino portafortuna di chef Giovanni Ragazzi

«Fin da quando ho aperto il ristorante, Remy è sempre con me in cucina - racconta sorridendo Ragazzi - e più che un portafortuna è un fedele compagno di viaggio, che mi “tira i capelli” quando serve e “mi insegna a cucinare” ricordandomi che un cuoco non ha mai finito di imparare ed ogni giorno in cucina è utile per conoscere cose nuove».

I Piaceri di Lucrezia: un indirizzo da segnarsi in agenda

Oggi “I Piaceri di Lucrezia” è un indirizzo apprezzato da tante persone, per buona parte ferraresi, che vogliono concedersi un intermezzo gustoso e provare una cucina in perfetto equilibrio tra tradizione e contemporaneità. È inserito nel circuito dei Ristoranti tipici ferraresi ed è aperto dal lunedì al sabato solo alla sera, dalle 19,30 alle 24. Il punto di partenza, come già detto, è la cucina ferrarese, caratterizzata da una ricca biosfera alimentare. Ma lo sguardo si allunga anche su alcuni must della gastronomia nazionale per mantenere proficuo e costante il dialogo tra Ferrara ed il resto d’Italia. I piatti sono tosti con sapori decisi, preparati con materie prime di qualità. La pasta proposta è sempre fresca e tirata al mattarello, praticamente con frequenza quotidiana, dallo stesso Ragazzi.

Cappelletti in brodo all’aglio nero di Voghiera Dop mostrati da chef Giovanni Ragazzi
Cappelletti in brodo all’aglio nero di Voghiera Dop mostrati da chef Giovanni Ragazzi

Nel menu, che cambia ogni sei mesi (adesso sui tavoli c’è quello autunno-inverno) spiccano i Cappellacci alla ferrarese (con ripieno a base di zucca violina, parmigiano ed un pizzico di noce moscata) accompagnati da un saporito ragù di carne, poi i Cappelletti in brodo all’aglio nero di Voghiera Dop ed il “Porcosauro” un originale taglio di carne di maiale di oltre un chilo.

Pasticcio di maccheroni alla ferrarese
Pasticcio di maccheroni alla ferrarese

Inoltre nel menu non manca mai la polenta gialla per accompagnare piatti a base di somarino, gulasch, formaggio, tartufi e cacciagione. Un vero must è la polenta “cunza”, cioè cotta con burro e formaggio e poi condita con ragù e parmigiano.

I piatti sempre presenti nel menu

Fra i piatti “cult” sono molto apprezzati i Cappellacci di zucca alla moda di “Igles Corelli” con contorno di agrumi, davvero gradevolissimi. Richiestissimi anche il Pasticcio di maccheroni alla ferrarese, la Cotoletta tartufata e sua maestà la Salama da sugo, regina della tavola estense, con polenta.

Cappellacci di zucca alla moda di “Igles Corelli” con contorno di agrumi
Cappellacci di zucca alla moda di “Igles Corelli” con contorno di agrumi

E per finire in dolcezza questa bella experience gastronomica, non può mancare un assaggio delle squisitezze preparate da Tetyana tra cui Pampepato, Torta Tenerina, Ciambella rustica e Torta con tagliatelle, con una base di deliziosa pastafrolla farcita da croccanti tagliatelline all’uovo.

 

Cotoletta tartufata di chef Giovanni Ragazzi
Cotoletta tartufata di chef Giovanni Ragazzi

Discreta anche la cantina con alcune decine di etichette di produttori italiani, dall’Alto Adige alla Sicilia, con qualche “bollicina” e una piccola selezione di vini ferraresi del Bosco Eliceo. Apprezzato anche il vino della Casa, prodotto ed imbottigliato da una cantina del bolognese in esclusiva per il ristorante, con etichetta “I Piaceri di Lucrezia”. 

Selezione di dolci preparati da Tetyana Tokar
Selezione di dolci preparati da Tetyana Tokar

Il locale dello chef patron Giovanni Maria Ragazzi e di sua moglie Tetyana Tokar è l’ideale per un intermezzo gustoso, fatto di gusto, storia e passione, con il sottofondo di sapori decisi. Un locale dove si ha la sensazione di cenare a casa di amici grazie all’atmosfera raccolta, quasi intima. Qui ogni dettaglio, dalla posizione dei tavoli alla scelta degli ingredienti ed alla preparazione dei piatti, racconta una storia gastronomica fatta di vari capitoli che si vive, giorno dopo giorno, a tavola.

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