Dopo dieci anni di attività, Il Sedicesimo Secolo di Orzinuovi, nella frazione di Pudiano in provincia di Brescia, si avvia alla chiusura definitiva. L’ultima cena è fissata per il 14 febbraio 2026, una data simbolica che segna la conclusione di un progetto che ha lasciato un’impronta riconoscibile nell’alta ristorazione bresciana. A spiegare le ragioni della scelta è lo chef e patron Simone Breda, che chiarisce fin da subito come non si tratti di una resa, ma della naturale conclusione di una fase.

Il ristorante una stella Michelin Sedicesimo Secolo chiuderà il 14 febbraio
Una scelta legata al tempo e alle prospettive future
Aperto nel 2016, il Sedicesimo Secolo ha conquistato la stella Michelin nel 2019, mantenendola fino all’edizione 2026. La proposta dello chef, formatosi all’Albereta con Gualtiero Marchesi, si è sempre mossa su una linea classico-contemporanea, con una forte attenzione alle materie prime della Bassa Bresciana e una costruzione dei piatti improntata a equilibrio e pulizia.

Sedicesimo Secolo: la sala
La decisione nasce dalla scadenza del contratto di locazione dell’edificio storico che ospita il ristorante e da una riflessione più ampia sul proprio percorso personale e professionale. «È il momento di riposare un po’. Il contratto era in scadenza e, guardando a quello che potrebbe esserci nel mio futuro, ho preferito non rinnovare e capire con calma cosa prospetterà il domani», spiega Breda. «Al momento ci sono delle offerte, ma ho bisogno di tempo per valutarle tutte». Lo chef amplia poi la riflessione al quadro economico complessivo. «Nel 2025 hanno chiuso tantissime attività, non solo ristoranti gastronomici. È un momento storico complesso per molti settori». Una considerazione che invita a distinguere tra dinamiche strutturali e scelte individuali.
Nessuna pressione da stella Michelin
Nessun collegamento, quindi, con il riconoscimento della stella. «Michelin non impone standard: siamo noi a decidere come lavorare e poi veniamo valutati. Non vedo alcun nesso tra la guida e la chiusura del mio locale». Anzi, il giudizio resta positivo: «Ringrazio Michelin perché quella visibilità mi ha permesso di crescere e di andare avanti. Per me è stata un’opportunità importante».

Lo chef Simone Breda
«Ho l’impressione - ha aggiunto - che si stia cavalcando un po’ l’onda di questa situazione. Se guardiamo davvero il panorama italiano, la crisi esiste ma non riguarda in modo specifico la ristorazione stellata». Dal punto di vista economico, il ristorante non era in sofferenza: «Anche nell’ultimo anno siamo riusciti ad andare avanti in maniera più che dignitosa. È una cucina che dà soddisfazioni ma è più complessa, tuttavia non vedo il problema lì».
Nessun addio definitivo alla cucina
La chiusura del Sedicesimo Secolo non coincide con un addio alla ristorazione. «Se avessi voluto continuare, sarei andato avanti così. Spero di poter tornare, magari a gestire o dirigere un locale». E sulla proposta gastronomica non ci sono ripensamenti: «Assolutamente no, non c’è alcun ripensamento della proposta».