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Pizzeria Basilicò

A Messina l’abbraccio fra pizza contemporanea e cucina stellata

Antonio Iacona
di Antonio Iacona
11 febbraio 2026 | 15:04

Un dialogo tra colori, profumi e sapori, concreto e apprezzato. Ed è ciò che conta veramente: che il pubblico apprezzi, che la clientela resti soddisfatta e che uno sposalizio così affascinante in cucina sia soprattutto buono. E quello che stiamo raccontando è stato talmente buono, alla sua prima edizione lo scorso dicembre, che la sera del 4 febbraio è stato replicato con altrettanto successo. Scriviamo di “Stelle e spicchi”, dal sottotitolo significativo: “The Return”, con lo scenario, ancora una volta, di Pizzeria Basilicò (premiata con due Spicchi del Gambero Rosso), a Santa Margherita, sul tratto di litorale messinese.

La sala della Pizzeria Basilicò
La sala della Pizzeria Basilicò

Basilicò, tra forno e sala: il lavoro dei fratelli Pellegrino

Il locale è un punto di riferimento per la bontà in forno, per i lievitati fatti secondo regole ma anche fantasia, e con gli ingredienti che coronano le pizze e rivelano tutta la creatività del maestro Andrea Pellegrino, patron con il fratello Giovanni, votato invece alla sala e alla sommellerie. Anche per l’occasione di febbraio, le “stelle”, anzi la stella Michelin, l’ha messa una firma prestigiosa della cucina siciliana ed etnea: lo chef Giuseppe Raciti, executive di Zash, Country Boutique Hotel & Spa, a Riposto (Ct), alle pendici dell’Etna. Basilicò & friends ha attirato, dunque, l’attenzione. Cassa di risonanza i social, i passaparola e i racconti del primo evento. E il “tutto esaurito” ha condito anche il nuovo appuntamento, con un successo già annunciato dal menu.

La brigata dell'evento al completo
La brigata dell'evento al completo

L’apertura mediterranea e l’uovo iconico di Raciti

L’apertura classica del mondo della pizza, nel segno dei sapori mediterranei, è arrivata con Andrea Pellegrino che ha dato il “la” alla serata: Margherita con datterino rosso, completata con bocconcino di mozzarella e scaglie di Parmigiano Reggiano, accompagnata dal Prosecco Col Sandago.

Margherita con datterino rosso
Margherita con datterino rosso

L’ouverture del pizzaiolo ha fatto subito comprendere le tonalità vive della serata, a cui non è mancata, altrettanto veloce e tanto attesa, la prova per eccellenza del nostro Peppe Raciti: "Il mio uovo croccante", con gelsi rossi e provola dolce, cavallo di battaglia dello chef siciliano e piatto iconico di Zash. La morbidezza dell’oeuf etneo, dall’eleganza francese e dal cuore esplosivo come la lava, è stata servita assieme all’intenso Gewurztraminer di Mas dei Chini.

"Il mio uovo croccante"
"Il mio uovo croccante"

Ricordi di casa e omaggi al territorio

L’intesa gastronomica, a questo punto, si è spostata sul fronte dei ricordi, nel cassetto della memoria culinaria. La "Pizza come una pasta e patate", con patate, provola affumicata, guanciale e pecorino, è stata interpretata da Pellegrino come fosse il piatto delle nonne siciliane in chiave contemporanea, ed è stata tra le più apprezzate dell’evento: emozionante al palato, piacevole al risveglio dei ricordi d’infanzia della maggior parte di noi. Il Sofien di Tenute Navarra, Grillo e Chardonnay, ha accompagnato il sapore intenso di quest’opera da forno. E, se di tradizione si parlava, chef Raciti non si è certo sottratto al gioco. Per omaggiare i fratelli Pellegrino e lo stesso territorio della città dello Stretto, ha preparato "La mia pizzetta alla messinese", in doppia cottura (fritta e al forno), con sugo all’indivia riccia (in tre cotture), pomodorino confit, maionese all’acciuga e pepato fresco.

"La mia pizzetta alla messinese"
"La mia pizzetta alla messinese"

Succede esattamente questo, quando sono i professionisti della cucina a reinterpretare i sapori dei nostri territori. Ancora Tenute Navarra al calice, questa volta con Disiata, rosato da Frappato.

Il gran finale tra “Pizza Riserva” e dolcezza al rum

Il piacere enogastronomico è stato così un crescendo e la memoria dei sensi ha puntato ancora più su, al giungere della "Pizza Riserva" del maestro Pellegrino: in tre cotture, con impasto ai funghi porcini, farcita con caprino, porcini, crema di Parmigiano Reggiano 36 mesi e culatta, in abbinamento al sapore avvolgente del Frappato Calio di Cva Canicattì.

"Pizza Riserva"
"Pizza Riserva"

La conclusione dolce della serata, infine, è stata affidata alle mani abili dello chef Raciti, che ha realizzato la sua "Pizza Baba con rum Don Papa".

"Pizza Baba rum Don Papa"
"Pizza Baba rum Don Papa"

Impasto pan brioche bagnato con bagna al rum e farcito con riduzione di doppia panna montata, vaniglia, caramello di mela cola (riduzione montata con burro freddo) e torroncino di nocciole, in degustazione con il Passito di Pantelleria.

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