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Capodanno cinese: i ristoranti (e non solo) dove festeggiare l’anno del Cavallo di fuoco

Il 17 febbraio si apre il nuovo anno lunare e l’Italia si prepara a celebrarlo con menu dedicati, dim sum simbolici, percorsi degustazione e feste diffuse nei quartieri a forte presenza della comunità cinese. Dal Piemonte alla Lombardia, dal Lazio alla Sicilia, ristoranti ed eventi trasformano il Capodanno in un viaggio fra tradizioni, rituali e piatti delle feste

di Redazione CHECK-IN
14 febbraio 2026 | 08:30
Capodanno cinese 2026: i ristoranti (e non solo) dove festeggiare l’anno del Cavallo di fuoco

Il 17 febbraio, secondo il calendario lunare cinese, si entra nell’anno del Cavallo di fuoco. Settimo segno dello zodiaco, legato a energia, movimento e slancio, torna al centro di una ricorrenza che passa inevitabilmente dalla tavola. Quale migliore occasione, allora, per fare un tuffo nell’autentica cucina cinese e riscoprirne simboli e piatti delle feste? Il Capodanno, che in Cina coincide con la Festa di Primavera e rappresenta uno dei momenti più sentiti dell’anno, da tempo è diventato anche in Italia un appuntamento atteso, fra ristoranti, quartieri e celebrazioni diffuse.

Il significato del Cavallo di fuoco

Prima però di sederci a tavola e parlare di menu e brindisi, vale la pena fermarsi un momento e capire che cosa rappresenta davvero questo segno, perché dietro al Cavallo di fuoco c’è una storia che merita di essere raccontata. Nella tradizione si narra che fosse un destriero celeste della Via Lattea e che, dopo aver mangiato il seme di un drago, venne scagliato sulla Terra, trasformandosi in compagno di eroi e messaggero di successo. Un’immagine che tiene insieme forza e destino, e che nel 2026 si intreccia con l’elemento Fuoco, simbolo di entusiasmo, carisma e desiderio di progresso.

Nel calendario cinese il 2026 è l'anno del Cavallo di fuoco
Nel calendario cinese il 2026 è l'anno del Cavallo di fuoco

A festeggiare questo segno saranno i nati - ovviamente - negli anni del Cavallo (1930, 1942, 1954, 1966, 1978, 1990, 2002, 2014 e naturalmente i nuovi nati del 2026) ricordando però che non tutti sonodi fuoco”. Nell’astrologia cinese ogni animale si combina infatti con uno dei cinque elementi - legno, fuoco, terra, metallo e acqua - in un ciclo che si compie ogni sessant’anni. Questo significa che il Cavallo di Fuoco torna solo una volta ogni sei decenni: prima del 2026, l’ultima volta era stato nel 1966. Il cambio di segno, inoltre, non coincide con il primo gennaio ma cade tra fine gennaio e metà febbraio, seguendo il calendario lunare.

Come si festeggia il Capodanno in Cina

In Cina, il Capodanno è un tempo sospeso. Le scuole chiudono, molte attività si fermano per circa due settimane e milioni di persone si mettono in viaggio per tornare a casa. Le tavole si riempiono di piatti simbolici: ravioli jiaozi che richiamano la forma dei lingotti d’oro, pesce intero servito per augurare abbondanza, noodles lunghi come auspicio di longevità, tangyuan - palline di riso ripiene - che parlano di unione familiare. Il rosso domina, così come i fuochi d’artificio e la Danza del Drago. E mentre le case si addobbano con lanterne e calligrafie beneauguranti, la cucina diventa un codice condiviso.

La tavola ha un ruolo centrale nei festeggiamenti del Capodanno cinese
La tavola ha un ruolo centrale nei festeggiamenti del Capodanno cinese

I ristoranti (e non solo) dove festeggiare il Capodanno cinese

Come detto, anche in Italia, da nord a sud, il Capodanno Cinese è ormai entrato nel calendario delle ricorrenze più partecipate. Nei quartieri con una forte presenza della comunità cinese - da Milano a Prato, da Roma a Torino - le strade si animano con sfilate, danze tradizionali e mercatini. Ma al di là delle celebrazioni pubbliche, sono soprattutto i ristoranti a interpretare il nuovo anno lunare attraverso menu dedicati. E così chi vuole festeggiare può scegliere tra percorsi degustazione che raccontano la Cina regionale, reinterpretazioni contemporanee o formule più accessibili pensate per condividere più piatti in compagnia.

TanStreet (Torino)

L'interno del ristorante TanStreet di Torino
L'interno del ristorante TanStreet di Torino

A Torino, per esempio, TanStreet costruisce il proprio racconto partendo dallo zodiaco. A febbraio il ristorante di cucina orientale contemporanea propone un menu dedicato ai dodici segni: dodici dim sum, uno per ciascun animale, dal Topo al Maiale, passando naturalmente per il Cavallo. Ogni raviolo è pensato come una piccola narrazione gastronomica, con sfoglie colorate e ripieni che richiamano tratti caratteriali e simbologie. Il Cavallo diventa un dim sum di carne chashao con sfoglia al pomodoro, mentre il Drago si esprime in un ripieno al ragù con sfoglia di carote. Ne nasce un gioco culturale e sensoriale che invita a riconoscersi nel proprio segno e a scoprire quello degli altri, trasformando la cena in un dialogo tra astrologia e cucina.

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Bon Wei (Milano)

L'eleganza del ristorante Bon Wei di Milano
L'eleganza del ristorante Bon Wei di Milano

A Milano, invece, il Capodanno prende una piega più collezionistica da Bon Wei. Qui Zhang Le, patron del ristorante e figlio dello chef Zhang Guoqing, prosegue la collaborazione con il creative designer Teo KayKay, pioniere italiano delle edizioni limitate di champagne customizzati con spray a mano libera. Per il 2026 sono state realizzate dieci bottiglie d’autore dedicate al Cavallo di Fuoco, tra cui un N.P.U. - Nec Plus Ultra 2008 di Champagne Bruno Paillard e un Brut Vieilles Vignes Françaises 2012 di Champagne Bollinger, oltre a otto Pol Roger Réserve Brut decorate per la serata del 17 febbraio. Una volta stappate, le bottiglie diventano oggetti da portare a casa, memoria concreta dell’esperienza. E intanto lo chef propone un menu degustazione in dieci portate che attraversa energia, passione, forza, libertà, velocità, lealtà, progresso, successo e ricchezza, fino al dessert a forma di cavallo firmato dalla pastry chef Sonia Latorre Ruiz.

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Dragon Kitchen (Milano)

La mise en place ristorante Dragon Kitchen di Milano
La mise en place ristorante Dragon Kitchen di Milano

Sempre a Milano, ma con un taglio più urbano e accessibile, Dragon Kitchen dedica l’intero mese di febbraio a tre menu tematici. Lanterna rossa, Fiamma del cavallo e Nuvola rossa - quest’ultimo in versione vegetariana - permettono di assaggiare combinazioni diverse a prezzi contenuti. Si passa dai jiaozi di anatra all’anatra laccata, dai bastoncini di pollo canju ai gnocchi di riso saltati, fino alle melanzane kungpao. L’idea è chiara: offrire una cucina riconoscibile e diretta, pensata per il quartiere e per una città che vuole avvicinarsi alla cultura cinese senza formalismi, fra pranzo e cena.

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Dao Restaurant (Roma)

La sala e alcuni piatti del ristorante Dao Restaurant di Roma
La sala e alcuni piatti del ristorante Dao Restaurant di Roma

Scendendo a Roma, Dao Restaurant in via Sardegna festeggia il 16 febbraio con un percorso condiviso che alterna tradizione e piatti delle feste. Il menu si apre con antipasti e ravioli speciali - uno in pasta cristallo con seppia e tobiko, l’altro a forma di scrigno con gamberi e funghi - per poi proseguire con pappardella con gamberi e soia fermentata, anatra alla pechinese, manzo al vapore su spaghetti di soia e pesce spada cotto al sale nella foglia di loto. Il finale è affidato ai Dan Ta, dolcetti all’uovo con granella di cocco. Un percorso pensato per essere condiviso, come vuole la tradizione, e per attraversare simbolicamente il passaggio all’anno nuovo.

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Dao Bistrot Jonio (Roma)

L'interno del ristorante Dao Bistrot Jonio di Roma
L'interno del ristorante Dao Bistrot Jonio di Roma

Sempre nella capitale, Dao Bistrot Jonio propone una versione più informale ma altrettanto legata al simbolismo. Si parte con “Pieno di felicità”, degustazione di quattro assaggi, per arrivare ai ravioli misti, ai Nian Gao saltati con maiale marinato e agli spaghetti di Xiamen. Non manca il branzino intero in agrodolce, seguito dal taro croccante con anatra arrosto e dai Tangyuan ripieni di sesamo nero, simbolo di unione e armonia. Anche qui la tavola diventa spazio di racconto, tra ricette regionali e piatti delle celebrazioni familiari.

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Sicilia Outlet Village (Enna)

Il Capodanno cinese al Sicilia Outlet Village di Agira (En)
Il Capodanno cinese al Sicilia Outlet Village di Agira (En)

In Sicilia, infine, il Capodanno si intreccia con il mondo dello shopping. Sicilia Outlet Village ad Agira, in provincia di Enna, dedica infatti la giornata del 22 febbraio a un programma costruito insieme all’Istituto Confucio dell’Università Kore di Enna. Fra corsi di lingua, laboratori di calligrafia, workshop di nodi cinesi, degustazioni di tè e show cooking di Tangyuan, il villaggio si tinge di rosso e ospita la Danza del Drago lungo i boulevard dei negozi. La “Chinese Lounge” diventa punto d’incontro per esplorare l’astrologia e la mostra dello Zodiaco, trasformando la celebrazione in un momento di scambio culturale aperto a residenti e turisti.

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Gli eventi diffusi in tutta Italia

E poi ci sono le già citate feste di strada, che attraversano le principali città italiane: TorinoMilano, VeneziaBolognaRoma, Napoli, ma anche Prato (famosissima in tutta Europa per le celebrazioni del Capodanno). Nei quartieri storicamente legati alla comunità cinese si accendono lanterne, si ascoltano tamburi e si condividono piatti fumanti all’aperto.

Le feste di strada dedicate al Capodanno cinese attraversano le principali città italiane
Le feste di strada dedicate al Capodanno cinese attraversano le principali città italiane

Il Capodanno diventa così un rito collettivo che mette insieme chi appartiene a quella cultura e chi la osserva con curiosità. In fondo, l’anno del Cavallo di fuoco parla di movimento e di apertura. E forse proprio per questo trova nella tavola - luogo di incontro per eccellenza - il suo spazio più naturale, fra tradizione custodita e desiderio di andare oltre.

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