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Pepe nero

Il sushi incontra la tradizione siciliana: il ristorante che sorprende tutti a Catania

Enzo Raneri
di Enzo Raneri
15 febbraio 2026 | 16:30

Dopo precedenti esperienze catanesi innovative per la città di Catania del secolo scorso, ormai da diciassette anni Fortunato Fasanaro, insieme a Nunzio Di Bella (che dirige un altro splendido ristorante di cucina nippo-peruviana che i due gestiscono a Catania), gestisce uno dei ritrovi più trendy di Catania, soprattutto per chi predilige un pranzo informale (e soprattutto di lavoro), oppure cene particolari, ma fondate sulle solide fondamenta della cucina tradizionale siciliana (seppure, come amano dire loro, le soluzioni gastronomiche offerte sono di quattro tipi: cucina mediterranea, sushi nippo-brasiliano, pizza gourmet (solo a cena) e carne molto frollata, arricchito da un american bar).

La sala del ristorante Pepe Nero
La sala del ristorante Pepe Nero

Location e ambiente

Si tratta di un classico ristorante (che prospetta sul lungomare catanese), nei periodi col clima meno rigido, gode anche di un ampio cortile, con il risultato di un ambiente frequentato dai più esigenti avventori catanesi (la sala può contenerne circa 200), sicuri delle attenzioni che troveranno nella scelta degli ingredienti, prevalentemente locali di altissima qualità, nonché nella preparazione più rigorosa dei piatti tradizionali siciliani.

Menu e ingredienti

Dai numerosi antipasti crudi e cotti di pesce e/o vegetariani, ai primi del ricettario catanese, quello che la fa da padrone è il pesce rigorosamente di giornata, esposto in bella vista all’ingresso del locale. Di sera anche le fantastiche pizze gourmet sono fra le preferenze dei numerosi avventori, che apprezzano gli impasti realizzati con farine di grani antichi siciliani e con acqua di mare.

Ed ecco un notevole percorso che è stato possibile intraprendere, sempre accompagnato da bottiglie strettamente siciliane (nonostante la ampia possibilità diversa). Iniziando con un nuovo vino del 2022 molto fresco e adatto per antipasti di pesce, prodotto dai Vigneti Verzera della neo eletta presidente della sezione Sicilia delle Donne del Vino. Contemporaneamente al vino arriva il pane prodotto dallo chef con semi di sesamo e pomodori secchi: una provocazione, se consideriamo anche che portano anche per l’assaggio una boccia di olio extra vergine di oliva di loro produzione da olive di biancolilla.

Antipasti e crudi di pesce

Quindi inizia la rappresentativa carrellata di pesce crudo, con la tradizionale tartare di tonno rosso, seguita da gamberi crudi semisgusciati e da una insalata di salmone con alga wakame, sesamo e sesamo nero, nonché una insalata di alici, olive in salamoia e prezzemolo.

Sushi e primi

Per la prosecuzione, viene servito un vino meno giovane, ma non troppo maturo ancora, veramente azzeccato per il sushi, a causa della sua complessità gustativa. Ed ecco la carrellata dei sushi (ma ne mancano alcuni): il primo al salmone, poi all’aguglia e melanzane, quindi i classici rolls all’alalunga (tonno bianco) e ai gamberi fritti nel panko. Successivamente anche la pasta ai ricci di mare, al guazzetto di gamberi e alla norma catanese. Quindi, per interrompere il gusto, ecco un sorbetto ai lamponi.

Secondi piatti di mare

Quindi un nuovo vino: più longevo e molto ben strutturato. La carrellata di secondi piatti inizia con un calamaro ai ferri, seguito da un polpo ai ferri, poi spigola ben sfilettata (alla presenza) e una insalata tiepida di crostacei e celenterati. Come interruzione per il prosieguo, ma che servirà anche come contorno, ecco l’insalata di arance, finocchi e “masculini da magghia”.

Fritti e specialità siciliane

Un ulteriore vino molto più blasonato, più versatile nell’abbinamento coi fritti, accompagna: alici infarinate e fritte, involtini di tonno e di pescespada ai ferri, frittura di paranza, frittura di “surici” (pesce non molto comune lungo le coste italiane, ma dalla carne bianca e gustosa, la cui appetibilità, si mangia anche la pelle infarinata, induce i pescatori amatoriali a competere fra loro), e sarde a beccafico con ripieno aromatizzato alla polpa di arancia e buccia di limone.

Dessert e gelati

Quindi il vino per l’accompagnamento dei dolci, un “campione” che da decenni primeggia fra i vini dolci siciliani. Considerato il “volume” del menu, i dolci sono stati limitati a: gelato al pistacchio (del pistacchieto di Nunzio) e gelato al cioccolato con rhum siciliano e scorza di arance, dal sapore conturbante.

Che la cucina siciliana fosse ad alti livelli, soprattutto quando la selezione delle materie prime consente di esprimerli al massimo, era già assodato: ma l’impegno e la dedizione profusa determinano il massimo della soddisfazione degli avveduti avventori, che abbiano prenotato e poi goduto in questi tavoli.

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