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Arte dolce

Quattro generazioni di dolci: i 130 anni di storia della Pasticceria Pesce

Gabriele Ancona
di Gabriele Ancona
vicedirettore
18 febbraio 2026 | 08:30

Una storia lunga 130 anni, che ha il sapore dell’epopea. È quella della Pasticceria Pesce, oggi guidata dalla quarta generazione della famiglia. «Siamo di origine napoletana - racconta Pasquale Pesce - Nel 1896 aprimmo un esercizio negli Stati Uniti. Un’attività florida per circa un quarto di secolo. Nel 1921 il ritorno in Italia e l’anno seguente ad Avella, provincia di Avellino, venne inaugurata la nuova pasticceria. Qui la nostra tradizione “dolce” è stata portata avanti dal nonno Pasquale e dal papà Ernesto. Oggi il laboratorio è nelle mie mani».

Pasquale Pesce, titolare della Pasticceria Pesce e
Pasquale Pesce, titolare della Pasticceria Pesce e

Pasticceria Pesce, ascoltare la clientela apre gli orizzonti

Una dedizione all’insegna di genuinità, selezione attenta delle materie prime e ingredienti naturali: le scorciatoie produttive non sono contemplate e la manualità artigiana è sempre un punto di forza, oltre a essere un vanto.

La zeppola, uno dei classici dolci regionali italiani
La zeppola, uno dei classici dolci regionali italiani

«Come base produciamo pasticceria napoletana classica - sottolinea Pasquale Pesce - ma mi piace ascoltare la clientela e aprire il nostro orizzonte anche ai dolci regionali e alle ricette internazionali. In questo caso, penso al Pastel de Nata, tipicità di Barcellona. Dal 2002 ci dedichiamo al Panettone e, devo dire, con ottimi apprezzamenti anche da parte dei palati del nord Italia. Lo produciamo tutto l’anno, con grande intensità nel periodo natalizio. Ora è il momento in cui cominciamo a impostare la linea delle Colombe».

Pasticceria Pesce, l'interpretazione della Cassata

La produzione della Pasticceria Pesce è molto articolata. Molto apprezzati le sfogliatelle, i pasticciotti e la Frolla Sant’Anna: frolla al cacao farcita con ricotta romana, gocce di cioccolato, arancia e cannella. Un’altra interessante rielaborazione della ricetta tradizionale è rappresentata dalla Cassata Avellana, la versione irpina di quella siciliana. «È più leggera - annota Pasquale Pesce - e presenta le nocciole tostate al posto della frutta candita. Il risultato è un abbattimento del 50% degli zuccheri».

Cassata Avellana, una versione irpina di quella siciliana, della Pasticceria Pesce
Cassata Avellana, una versione irpina di quella siciliana, della Pasticceria Pesce

Pasticceria Pesce, l'utilizzo mirato delle farine

Una inclinazione nello sposare il territorio che si conferma anche nella scelta della farina. «Si può dire che siamo da sempre con Mulino Caputo. Una famiglia-azienda seria, che sa stare davvero al fianco della clientela. Mulino Caputo è celebre per le sue farine dedicate al mondo pizza; si può dire altrettanto per quanto riguarda la pasticceria. Utilizziamo la Classica, per esempio, per frolla e Pan di Spagna, la Oro per panettoni e croissant, mentre la Manitoba è dedicata ai Babà».

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