Da tutto il mondo per fare il giro delle panetterie/pasticcerie cult, famose ormai come i ristoranti portabandiera della cucina nordica: il Bakery Tourism è l’ultima attrattiva di Copenaghen, la capitale danese che negli ultimi vent’anni intercetta tendenze e detta mode a livello internazionale. Le sue radici sono recentissime e risalgono al periodo post Covid, quando sull’onda della riscoperta del piacere di impastare in casa pane e dolci a lievitazione naturale con farine non industriali e del fatto che i ristoranti erano rimasti chiusi, stimolando la ricerca di nuove vie negli chef di alcuni noti locali, a Copenaghen è letteralmente esploso il fenomeno dei forni artigianali. Precursore era stato Richard Hart, chef e fornaio britannico che già nel 2018 aveva aperto l'omonima bakery (oggi in città ce ne sono 10), in collaborazione con René Redzepi e il Noma (di cui era stato pasticcere).
Da alcuni anni le bakery di Copenaghen sono diventate una vera e propria attrazione turistica
Ora ci sono bakery in ogni quartiere e una decina meritano veramente un viaggio. Il periodo più coinvolgente per regalarsi un golosissimo e appagante Bakery Tour è proprio questo, l'inverno, quando il tepore dei forni, il profumo di cardamomo e cannella nell’aria, l’ambiente caldo, accogliente, dal design lineare delle bakery, dove gustare i più tipici dolci di stagione e tazze fumanti di caffè e tisane, tutto parla il linguaggio hygge, la filosofia danese che invita a godere delle piccole cose, a trovare rifugio nel calore e nella semplicità.
My Dear Copenhagen, scoprire la città con gli occhi di due italiane
A contribuire al diffondersi del Bakery Tourism sono state anche due italiane, Marinella Greco e Licia Genghini, conosciute da tutti con il nickname Marie e Lily con cui firmano My Dear Copenhagen, nato nell’ottobre 2021come una vera e propria lettera d’amore alla città, inizialmente un semplice account Instagram, cresciuto rapidamente fino a diventare qualcosa di molto più grande: una community affiatata e coinvolta di oltre 100.000 persone che condividono il loro amore per questa città e per le storie che custodisce.
Marinella Greco e Licia Genghini, con i nickname Marie e Lily sono le creatrici di My Dear Copenhagen
Dal 2022 Marie e Lily offrono tour personalizzati della città, creando esperienze su misura per visitatori, expat e local (spesso food bloggers, influencers, fotografi) che desiderano scoprire Copenhagen attraverso gli occhi di chi la vive ogni giorno, scovandone il lato umano, poetico e romantico. Marie - con una laurea in fisica e un background scientifico al Consiglio Nazionale delle Ricerche, appassionata di cucina e fotografia - vive a Copenhagen dal 2013, Lily arrivata a Copenhagen da Londra con un background in comunicazione nelle multinazionali, è esperta di comunicazione digitale e social media.
Attaverso il loro portale, la Greco e la Genghini raccontano Copenhagen attraverso storie, sapori e angoli nascosti
«Nello stesso anno abbiamo trasformato la nostra passione e la nostra esperienza in un vero business - raccontano - Grazie alla combinazione delle nostre esperienze in content creation e fotografia, abbiamo iniziato ad aiutare le attività locali di Copenhagen (ristoranti, caffè, musei e spazi creativi) a crescere e a raccontarsi online con uno storytelling autentico, radicato nei luoghi e nelle persone. Oggi My Dear Copenhagen è sia una guida della città che uno studio creativo. Connettiamo le persone a Copenhagen attraverso storie, sapori e angoli nascosti sia online che nella vita reale».
Bakery Tour, la loro SignatureExperience
Fra tanti incantevoli e inconsueti tour che propongono, il loro Signature Tour è al momento quello delle Bakery, con un boom di richieste che è esploso nell’ultimo anno con un aumento circa tre volte maggiore rispetto all’anno precedente, e una partecipazione crescente anche da parte degli italiani.
Le bakery di Copenaghen non sono solo luoghi dove comprare un dolce: sono punti di incontro, rifugi di hygge, piccoli salotti urbani
«L’idea del Bakery Tour è nata in modo molto naturale, quasi come una conseguenza del nostro amore per la città - raccontano - Copenhagen è una città che si racconta attraverso il pane, il burro, il cardamomo, il caffè fumante in una giornata grigia. Camminando per le sue strade, ci siamo rese conto che le bakery non sono solo luoghi dove comprare un dolce: sono punti di incontro, rifugi di hygge, piccoli salotti urbani. Così, due anni fa, abbiamo deciso di creare un tour dedicato alle bakery: un modo per raccontare Copenhagen attraverso uno dei suoi simboli più poetici e golosi».
Oggi il Bakery Tour di Copenaghen è tra i più richiesti, alla scoperta del pane e dei dolci della capitale danese
«All’inizio erano soprattutto americani e inglesi a chiederci questo tour, attratti dal mito delle bakery scandinave che spopolano sui social media. Ma nell’ultimo anno abbiamo notato qualcosa di molto bello: un crescente interesse da parte degli italiani, sempre più curiosi di scoprire la cultura danese attraverso i suoi prodotti tipici. Oggi il Bakery Tour è uno dei nostri tour più amati, un vero signature experience di My Dear Copenhagen».
Il Bakery Tour: poesia e realtà
«Il nostro Bakery Tour non è solo una lista di indirizzi. È un racconto - proseguono -, le storie che raccontiamo sono autentiche: ce le hanno raccontate i protagonisti stessi. Abbiamo incontrato i baker, i fondatori e i creativi dietro queste bakery, ci siamo fatte raccontare le loro storie, i loro prodotti e tanti aneddoti. Il racconto viene da chi ogni giorno vive questo mestiere con passione, farina sulle mani e sogni nel cuore. Con questo tour vogliamo far assaggiare Copenhagen, ma soprattutto farla sentire. Perché a volte una città si capisce meglio con un morso di Cardamom Bun in mano e una storia da ascoltare».
Il classico Cardamom Bun di Copenaghen
«Tutti i nostri tour sono personalizzati: non esiste un percorso fisso. Spesso partiamo da dove i clienti preferiscono essere presi, ad esempio vicino al loro hotel, e in base alle loro preferenze adattiamo il tour a piedi, in bici o con i mezzi pubblici. È una passeggiata tra burro e lievito, tra design nordico e storie umane, tra cose viste su Instagram e vita reale».
Le tre bakery del cuore di Marie e Lily
Tra tutte le bakery di Copenhagen, ce ne sono tre che occupano un posto speciale nel cuore di Marie e Lily. Sono diverse tra loro, ma rappresentano tre anime autentiche della città. Ecco come le raccontano.
Fastevnboller, uno dei dolci più apprezzati di Copenaghen
Apotek 57
«La nostra preferita, senza alcun dubbio, è Apotek 57. Ci innamoriamo di questo posto ogni volta che entriamo». Si trova in un quartiere storico e affascinante, quello delle file di case gialle di Nyborder, costruite nel 1600 dal Re Cristiano IV per il personale della Marina Reale e le loro famiglie. Qui la storia si mescola con il design contemporaneo (situato all’interno del raffinato Frama Studio Store, è un piccolo capolavoro di minimalismo caldo e accogliente) e con una cucina creativa.
Chiara Barla, fondatrice di Apotek 57
«Apotek 57 è allo stesso tempo bakery ed eatery. Gli ingredienti sono di altissima qualità, c’è sperimentazione, modernità, tradizione… e un tocco italiano grazie a Chiara Barla, la fondatrice. È un luogo che amiamo profondamente: spesso veniamo qui anche senza clienti, per lavorare, concentrarci, o semplicemente goderci un momento di pace e hygge. Per noi è uno di quei posti da cui si fa fatica ad alzarsi e andare via, come se il tempo rallentasse tra una tazza di caffè e un croissant».
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Rondo
«La seconda bakery del cuore è Rondo, nel vivace e multiculturale quartiere di Nørrebro, che è senza dubbio uno dei nostri quartieri preferiti di Copenhagen. Rondo è una vera bakery di quartiere, amata dai local. Ogni giorno le persone si fermano qui per comprare il pane o un dolce, e di fronte c’è una scuola: è bellissimo vedere i bambini che vengono da soli a comprare la merenda. Fermarsi qui anche solo 10 minuti significa respirare la vita danese quotidiana, quella vera, lontana dai cliché turistici».
L'iconico Spandauer salato di Rondo
«Non ci sono tavoli all’interno, lo spazio è piccolo, ma ci si può sedere fuori e gustare le loro prelibatezze osservando il quartiere che scorre. Amiamo il loro pane sourdough, preparato con farine biologiche danesi, che va quasi sempre sold out già a metà giornata. Rondo si distingue anche per il coraggio di proporre prodotti da forno salati, una rarità in Danimarca, dove le bakery sono tradizionalmente molto dolci. Il loro Spandauer salato è iconico: lo Spandauer è il classico dolce danese di pasta sfoglia e crema, ma loro lo interpretano in versione salata con ingredienti stagionali. Ad Halloween, ad esempio, abbiamo assaggiato uno Spandauer alla zucca, feta e rosmarino: semplicemente delizioso».
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Sinne Gas Bageri
«L’ultima chicca, un po’ nascosta, si trova nel quartiere residenziale di Østerbro ed è Sinne Gas, che in dialetto dello Jutland significa «take it easy». Già il nome è una filosofia. È una bakery di quartiere molto autentica. Ci colpisce sempre il via vai continuo di persone che entrano, comprano e vanno via. Qui potete assaggiare anche il Brunsviger, un dolce tradizionale danese originario della regione di Fyn: una soffice base lievitata ricoperta da una colata di zucchero di canna, burro e sciroppo, caramellata in superficie. È un dolce semplice, popolare e profondamente legato alla memoria e alle feste danesi».
Alla Sinne Gas Bageri i clienti si servono (e pagano anche) da soli)
«Non ci sono tavoli per fermarsi, è un luogo semplice, quotidiano, ma pieno di vita. Martin, il baker e owner, ci ha raccontato che le sue ricette partono dalla tradizione danese ma sono eseguite con tecniche moderne e tanta sperimentazione. Tutto è naturale, senza additivi, con lunghe lievitazioni».
Martin Vogelius, baker della Sinne Gas Bageri
«La cosa più affascinante di Sinne Gas è però legata a un valore fondamentale della società danese: la fiducia. Qui non c’è una cassa e nemmeno qualcuno dietro al bancone. Le persone entrano, si servono da sole e pagano con MobilePay, il sistema di pagamento digitale diffuso in tutto il paese. Per gli stranieri è possibile pagare con carta, chiamando qualcuno che sta impastando e che arriverà sempre con un sorriso. È un piccolo gesto quotidiano che racconta una grande storia: quella di una società basata sulla fiducia reciproca».
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