Gli stereotipi aiutano a leggere la realtà o sono un ostacolo? Dipende da quanto li prendi sul serio. Genovesi avari va bene, milanesi ossessionati dal lavoro pure, ma se dallo scherzo si passa al pregiudizio razzista, e può succedere, sono guai. Come che sia, a Milano c’è anche chi con questo tipo di luoghi comuni ci gioca: prendiamo Davide Marsili, titolare di due ristoranti ben avviati, cioè “Un sacco bello” e “Da Davidino cucina romana”. Entrare in quest’ultimo e trovarsi di fronte alla celebrazione del cinismo, della schiettezza feroce, dell’ironia aggressiva da romanacci ultraortodossi, è tutt’uno: il cartello indicatore “Er cesso” parla chiaro, come pure l’interpretazione appesa al muro della locuzione “Sticazzi”, che i veri filologi potranno apprezzare, per non dire del rapporto brutale e fraterno tra Davide Marsili e i suoi collaboratori: «’A pisellino viè qqua, famme ‘n piacere».
Le frasi ironiche che tappezzano le pareti del ristorante Da Davidino
Trattoria romana in zona piazzale Dateo: un viaggio nella cucina romana autentica
Il Bagaglino, le macchiette di Carlo Verdone, la sora Lella, speriamo che tutti questi riferimenti culturali non ci facciano dimenticare lo scopo che ci ha portati qui, nella trattoria “Da Davidino”, in zona piazzale Dateo. Siamo pronti al viaggio nella cucina romana esportata oltreTevere, l’atmosfera ce l’hanno già servita e ci siamo fatti due risate, essendo smaliziati quanto basta. Il menu è un omaggio alla tradizione romana, costruito su materie prime che arrivano direttamente dal Lazio: ad esempio carciofi, un simbolo della cucina romana, e porchetta, protagonista di una delle proposte più originali del menu.
Il carciofone alla giudìa
Le ferrtuccine con guanciale pecorino e carciofi
Perché alla fantasia non si rinuncia: da qui nascono i mondeghili milanesi alla romana, polpettine di porchetta fritta che mettono in dialogo due città e due tradizioni, conditi con la crema cacio e pepe. Noi non ci siamo fatti mancare il carciofone alla giudìa, fritto ma non unto, morbido nel gambo e croccante in tutto il resto; a seguire fettuccine con guanciale, carciofi e pecorino, una porzione da osteria generosa, l’abbiamo finita incuranti del colesterolo; ci siamo impegnati con la coda di manzo alla vaccinara, anche perché le indicazioni arrivateci in merito erano autorevoli - «Ahò, quella se magna co’ le mani!»; abbiamo chiuso in bellezza con la crostata di ricotta e visciole, romana fino al midollo e più che onesta. Un’ esperienza, anzi una experience, visto che sguazziamo nella Milano anglofona, magari un po’ impegnativa per lo stomaco: ma abbiamo voluto metterlo alla prova, per dimostrare a noi stessi che sappiamo andare oltre gli assaggini e i bocconcini fighettini.
Davide Marsili e il doppio format tra cucina romana e social
Quando riusciamo a interrompere il frenetico andirivieni di Davidino, titolare ma anche factotum nel suo ristorante, dobbiamo concentrarci sugli argomenti per non farci distrarre dalla parlata romanesca, così cinematografica. «Io vengo dal mondo della musica e della radio - racconta Davide Marsili - poi ho fatto l’imprenditore in campo tecnologico, poi m’è venuta la fissa del ristorante dove si potesse respirare l’aria di Roma: il problema è stato aprire “Un sacco bello”, il primo dei due ristoranti qui a Milano, due mesi prima del lockdown dovuto al Covid, pensa un po’ il casino. E comunque siamo ripartiti bene, anche perché io so come farmi pubblicità sui social network, venendo dal mondo dello spettacolo».
Ma in cosa si differenzia il primo, “Un sacco bello”, dall’ultimo nato, “Da Davidino cucina romana”, dove ci troviamo adesso?
«In quell’altro la musica è importante, si fanno serate ed eventi, e quindi ci vai se vuoi divertirti a 360 gradi. Qui “Da Davidino”, invece, è la cucina tipica a dominare, tutto il resto viene dopo. Avevo bisogno di un luogo dove riportare in vita i piatti dell’adolescenza, quelli della trattoria romana dove andavo a mangiare con i miei, e vado a recuperare anche quelle cose che oggi vengono snobbate perché fuori moda, ossia le pennette alla vodka, i tortellini panna e prosciutto, le farfalle al salmone: è la cucina popolare, riporta alla mente il pranzo in famiglia, quello che puoi organizzare anche se non hai il diploma di chef appeso al muro».
Atmosfera informale e format “Diversamente single” a Milano
Operazione nostalgia, si è capito, ma ci sarà dell’altro: altri motivi perché i due ristoranti hanno ormai un posto nel cuore dei milanesi romanizzati, e viceversa.
«Me stai a chiede se c’è un segreto? Come no: il rapporto con la clientela, l’atmosfera informale che si crea in sala, le battute con i camerieri, il dialetto romanesco. Questa è la formula. La nostra missione è creare familiarità, un rapporto amichevole con i nostri ospiti, puntare al benessere delle persone: dobbiamo mostrarci per quel che siamo, io e lo staff, senza fronzoli, perché puoi andare in tanti posti diversi ma è qui che ritrovi i sapori di una volta, l’ironia, la sincerità che ti invita a ritornare. Non è che sui social network vedi il personaggio Marsili, poi arrivi qui e vieni spiazzato … no, questo sarebbe controproducente, non si possono avere due facce».
La sala del ristorante Da Davidino
E quindi abbiamo a che fare con un ex Dj che sull’uso dei social non ha bisogno di istruzioni, avendo già totalizzato più di 50.000 follower su Instagram e riuscendo a gestire, oltre al suo profilo, anche quelli dei suoi due locali: un soggetto multitasking, come si dice oggi, conscio che rinchiudersi fra le quattro mura della cucina o della sala è la premessa del flop. Le variazioni sul tema che Davidino si concede, oltre alla musica, sono tante: ci ha colpito, ad esempio, “Diversamente single”, una serata fuori dagli schemi, dedicata a chi è single e ha voglia di rimettersi in gioco con leggerezza, convivialità e un buon piatto della tradizione. “Da Davidino” si sono incontrati 35 uomini e 35 donne in un contesto informale e divertente, davanti a una tavola imbandita, per socializzare, ispirati da una carbonara o da una cacio e pepe. In sottofondo, una selezione musicale ironica e leggera. Durante la cena, sarà presente anche una sessuologa e psicologa esperta di dinamiche relazionali, pronta a intervenire in caso di incomprensioni amorose.
Serve altro? No, a questo punto abbiamo assodato che l’irrequieto Marsili non ci farà annoiare, suscitando allegria e reminiscenze di vacanze romane, meglio se condite con pecorino e guanciale.
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