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edizione 2026

Scoprire la cucina veneta con “Intavolando” e il nuovo passaporto del gusto

Giulia Marruccelli
di Giulia Marruccelli
13 marzo 2026 | 13:42

C’era il profumo della “sopa coada” nell’aria, quella zuppa che è tra i piatti più identitari della cucina trevigiana, quando Maurizio Potocnik ha alzato il calice e annunciato: il 2026 di Intavolando è ufficialmente aperto. Il pranzo di presentazione alla stampa, ospitato martedì 3 marzo dalla Locanda da Condo di Col San Martino, è stato molto più di una conferenza stampa: cinque ristoratori si sono messi ai fornelli per raccontare con i piatti quello che le parole, da sole, non basterebbero mai a descrivere.

Gli chef di Intavolando 2026
Gli chef di Intavolando 2026

Un pranzo, cinque cucine, un territorio

Il menu era un viaggio nell’anima del Veneto. Si è cominciato con gli appetizer firmati dallo chef Valter Crema de La Cucina di Crema, golosi assaggi che hanno aperto l’appetito e la curiosità. Poi le seppiolone dell’Adriatico con radicchio di campo e vongole dello dello chef Edoardo Agostinetto del Ristorante Da Ugo, che ha fatto incontrare mare e campagna con la naturalezza di chi conosce entrambi i mondi. Il cuore del percorso è stato la sopa coada (zuppa di pane e petto di faraona, anziché piccione) dello chef patron Enrico Canel - piatto della casa, piatto della tradizione, piatto che da solo vale il viaggio a Col San Martino. A seguire, la guancetta di vitello al profumo di spezie della chef Anna Andreetta del Ristorante Andreetta, un secondo di carattere in cui la materia prima veneta dialoga con suggestioni lontane.

Gran finale di scena - letteralmente - con la sinfonia flambée e realizzata al tavolo con la maestria degli chef Tino Vettorello - che da anni firma la cucina della Mostra del Cinema di Venezia - e Stefano Agostini del ristorante Tino Traghetto: fiamme e profumi che hanno chiuso il pranzo tra applausi e sorrisi. A suggellare il percorso, Manuela Perenzin con i formaggi della sua Latteria di San Pietro di Feletto: uno spettacolare Capra Tonka & Vermouth e un capra biologico affinato in crosta con timo, entrambi pluripremiati, degno capitolo conclusivo di un pranzo che ha parlato di territorio dal primo all’ultimo boccone. A fare da contrappunto ai piatti, una selezione di etichette che è essa stessa una mappa del Nordest enologico: il Brut Strada di Guia di Foss Marai, La Bianchetta delle Manzane, la Sampagna dei Conti della Frattina, la Ribolla Gialla e il Friulano Liende de La Viarte, il Volpolo Bolgheri Rosso di Podere Sapaio, fino al Passito di Dani dell’azienda agricola Rasera Alberto. Un percorso che ha ricordato a tutti come Intavolando non sia solo cucina: è un ecosistema di produttori, artigiani del gusto e custodi del paesaggio.

Il Passaporto del Gusto: l’idea che cambia le regole

Il progetto più ambizioso dell’anno si chiama Passaporto del Gusto ed è nato dalla mente di Maurizio Potocnik. L’idea è semplice: un vero e proprio passaporto cartaceo che accompagna il viaggiatore-gourmet alla scoperta delle trenta realtà associate - ristoranti, cantine, hotel, produttori artigianali - disseminate tra le colline del Prosecco, le rive del Piave, le Prealpi bellunesi e la laguna veneziana. Ad ogni visita, ad ogni acquisto, arriva un timbro. Al dodicesimo, scatta il premio: una cena o un pranzo offerto da uno dei ristoranti del gruppo. Il 15 maggio uscirà la nuova edizione 2026, rinnovata nella grafica e nei contenuti. Entro fine anno arriverà anche l’app digitale. Prima del lancio, il 15 aprile, tutti i partner si ritroveranno Da Ugo a Bigolino per definire strategie, eventi e sinergie della stagione.

Emanuela Perenzin, Maurizio Potocnick ed Erika Perenzin
Emanuela Perenzin, Maurizio Potocnick ed Erika Perenzin

Intavolando nel parco, edizione numero 5: quando la festa diventa un rito

L’evento più atteso dell’estate veneta si conferma "Intavolando nel parco", che quest’anno giunge alla quinta edizione. La data è fissata per lunedì 22 giugno nel parco de La Cucina di Crema a Giavera del Montello (Treviso): 50 banchi d’assaggio, decine di produttori, chef e artigiani del gusto distribuiti nel verde, con le selezioni musicali dei dj Alfred Azzetto e Fopp a fare da colonna sonora a quello che è ormai un appuntamento fisso per gli appassionati di enogastronomia di tutto il Nordest.

Montasio Cattel

Funghi, tartufo, radicchio: l’autunno veneto a sei mani

Con l’arrivo dell’autunno, i riflettori si sposteranno sulle cene "La Grande Tavola Veneta": tre serate a tema, nei mesi di settembre, ottobre e novembre, dedicate ai frutti più nobili della stagione - funghi, tartufo, radicchio. In ciascuna serata, tre chef del gruppo lavoreranno a sei mani per costruire un menu che sia insieme racconto del territorio e dimostrazione di tecnica. Una formula che negli anni scorsi ha riempito le sale e conquistato il pubblico. A chiudere l’anno, come tradizione, le ricette online dei piatti più iconici dei ristoranti associati: nel 2025 hanno superato le centomila visualizzazioni, segno che la cucina veneta - quella vera, di territorio, di stagione, di memoria - trova sempre un pubblico pronto ad ascoltarla.

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