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in brianza

Viganò perde il ristorante Pierino Penati: la famiglia riparte da catering e consulenze

di Redazione CHECK-IN
02 marzo 2026 | 14:54

C’è chi, in questo inizio di 2026, abbassa la serranda e chiude definitivamentel’ultimo di una lunga lista è il ristorante Sant’Anna 1907 di Como. E c’è chi, invece, in un momento difficile per i comparto, sceglie di fermarsi, chiudere la sede storica e ripensare il proprio modello, mantenendo però attive le attività di catering e consulenza. È il caso del ristorante Pierino Penati di Viganò (Lc), in Brianza, che ha annunciato l’avvio di una «nuova fase» del proprio percorso imprenditoriale.

Il dehors del ristorante Pierino Penati
Il dehors del ristorante Pierino Penati

Ottant’anni di storia e la scelta di voltare pagina

Dopo oltre ottant’anni di attività - la storia inizia nel 1940 - la famiglia Penati ha infatti deciso di avviare un processo di «evoluzione e riposizionamento strategico» del progetto. Non una chiusura definitiva delle attività ristorative, ma la conclusione del ciclo della sede storica brianzola per aprire una riflessione più ampia sulle prossime traiettorie del marchio. Il nuovo obiettivo, dichiarato in un comunicato stampa, è quello di «valorizzarne l’identità e proiettarlo nel futuro», costruendo un passaggio coerente con i cambiamenti del settore.

La proprietà ha parlato di una decisione «ponderata, orientata alla crescita e alla tutela di un patrimonio costruito in generazioni di lavoro, relazioni e qualità». Il Pierino Penati, del resto, non è mai stato soltanto un ristorante, ma un luogo legato alla cultura dell’ospitalità e alla ricerca gastronomica, con un forte radicamento territoriale. Proprio per preservare questo valore, la famiglia ha quindi scelto di dedicare il tempo necessario alla definizione di un «nuovo capitolo» potenziando di fatto le attività di catering e di consulenza, che continueranno a esprimere lo stile e l’esperienza maturati in oltre otto decenni.

Un nome storico della Brianza (riconosciuto dalla Michelin)

Il locale, ricordiamo, era conosciuto anche a livello nazionale ed era segnalato (e già stellato) anche dalla Guida Michelin, così descritto: «Immersa nel verde delle colline brianzole, una villa alle porte del paese con un grazioso giardino... e la cura prosegue all'interno nell'elegante sala con veranda. La cucina è di stampo tradizionale, rappresentando - comunque - il meglio della mediterraneità con accostamenti e preparazioni sempre attuali, mentre un’attenzione speciale è riservata ai dessert, presenti anche in un’area "innovazione", dove spicca, ad esempio, un omaggio al cubo di Rubik. Cantina eccellente e ben articolata: grandi cru italiani ed internazionali, ma anche cantine più giovani e meno conosciute».

Piergiuseppe e Theo Penati
Piergiuseppe e Theo Penati

Parole che restituiscono l’immagine di un indirizzo consolidato, capace di unire tradizione e aggiornamento continuo, con una cantina strutturata e una proposta gastronomica riconoscibile. Oggi quella villa tra le colline brianzole conclude il proprio percorso operativo, ma il marchio non scompare. La famiglia Penati «ringrazia clienti, collaboratori e partner che hanno accompagnato oltre ottant’anni di storia» e indica chiaramente la volontà di ripartire da lì, da una base solida costruita nel tempo. In una stagione in cui molti si arrendono, c’è anche chi decide di «cambiare assetto» per restare “in vita”.

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