Diciannovesima di venti figli, con il papà Ernesto che aveva il suo locale in piazza Francese a Napoli, Teresa Iorio si può dire sia nata in pizzeria. «Si deve dire - puntualizza - Da piccolissima venivo messa a riposare su un sacco da 50 chili di farina Mulino Caputo. Allora c’erano questi formati».
La pizzaiola Teresa Iorio
Femmena e Fritta, a 12 anni sforna la prima pizza
Una tradizione di famiglia che vede Teresa mettere le mani in pasta subito e a 12 anni dà vita alla sua prima pizza. Poi è un susseguirsi di impasti e farciture. Due pietre miliari del suo percorso: nel 2015 è Campione del mondo di pizza Margherita Stg Trofeo Caputo con replica nel 2017 nella categoria Pizza Fritta. La ricetta è quella che dà il nome al suo locale, “Femmena e Fritta”, inaugurato nel 2023 in via Foria, nel cuore di Napoli. Cinquanta coperti in tutto, tra interno e dehors chiuso e una ventina di pizze in carta, tra classiche e fritte. Impasto diretto a bassa idratazione con lievitazione di 24 ore.
L'ingresso della pizzeria Femmena e Fritta
La sala della pizzeria Femmena e Fritta
Dettaglio di una delle pizze di Teresa Iorio
La pizza fritta di Teresa Iorio
«La pizza - sottolinea Teresa - è famiglia, è amore, è un modo per stare insieme, per dialogare. Le pizze sono figli e quando si gonfiano donano magia. La pizza è tutto, ma soprattutto è femmena». Teresa Iorio è un fiume in piena e racconta con entusiasmo come è nata la ricetta che l’ha portata sul tetto del mondo per la seconda volta e che ha ispirato la sua attività odierna. «Femmena e Fritta è dedicata al papà con gli ingredienti di base che mangiavamo a casa: ricotta, provola e mortadella, perché con 20 figli non ci si poteva permettere il prosciutto crudo».
Femmena e Fritta, farina, impasto e ingredienti
La pizza vincente prevede quindi provola, ricotta di pecora, mortadella, pistacchi, pepe e limone. «Molto apprezzate dalla clientela - annota - anche la insuperabile Margherita, la pizza con soffritto e la Battilocchio, pizza lunga con formaggio Camoscio d’Oro all’interno e in uscita rucola, pomodorini, prosciutto crudo, noci e scaglie di Parmigiano». Gli impasti firmati Teresa Iorio, come si può immaginare dalla sua prima “culla” e dai due Mondiali in bacheca, sono realizzati con farina Mulino Caputo. «La nostra farina da sempre. Utilizzo la 00 Saccorosso». Una farina che vanta un equilibrato rapporto di estensibilità, forza ed elasticità. Parola di una due volte Campionessa del Mondo.
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