Non solo il Caffè Garibaldi, anche il ristorante una stella Michelin “Matteo Grandi in Basilica” passa a Signorvino. Ad annunciarlo è lo chef Matteo Grandi che ha ceduto entrambe le attività alla catena di enoteche con cucina Signorvino, realtà che fa capo al gruppo Calzedonia Group guidato da Sandro Veronesi e dal figlio Federico Veronesi. La decisione, spiega lo chef, non segna un addio alla cucina ma l’inizio di un nuovo percorso professionale. Al di là di quelle che saranno le motivazioni (che Grandi al momento tiene riservate), rimane il fatto che un altro ristorante stellato chiude i battenti.

Chiude il ristorante stellato Matteo Grandi in Basilica
Un’opportunità al momento giusto
Inizialmente le trattative con Signorvino sembravano concentrarsi solo sul Garibaldi, poi però qualcosa è cambiato: «È stata un'opportunità nata nell'ultimo mese e mezzo», racconta Grandi al Corriere della Sera. «Abbiamo deciso di vendere l'intera struttura, che comprende sia il bistrot sia il ristorante stellato. Il mondo è fatto così: metà della gente compra e l'altra metà vende. Abbiamo colto l'occasione giusta al momento giusto».
Nonostante l’affetto per il luogo simbolo della città, lo chef spiega che la scelta rappresenta una prospettiva di crescita: «Io sono uno che si innamora delle cose, quindi da una parte mi dispiace. Però per me questa è una nuova sfida. Sono pronto, lo vedo come un nuovo inizio». Su quello che verrà, lo chef mantiene la riservatezza: «Dovrei firmare i nuovi accordi a breve. Appena avrò messo nero su bianco, sarò pronto a raccontare tutta la storia e il mio prossimo obiettivo. Sarà un'altra maratona…».
La disciplina come guida
Si chiude così, dopo 5 anni e mezzo, un ciclo durato cinque anni e mezzo per lo chef vicentino, originario del quartiere San Bortolo. Grandi si era fatto conoscere dal grande pubblico nel 2013 vincendo la prima edizione del programma televisivo Hell's Kitchen Italia, condotto dallo chef Carlo Cracco - esperienza che, tra le altre, ha raccontato in un libro. La trasformazione personale di Grandi, passato da quasi 200 chili a correre la maratona di New York in quattro ore, ha inciso anche sulle scelte professionali. «La corsa mi ha insegnato a gestire la fatica, a darmi un metodo e a non avere paura del cambiamento. Non ci sono scorciatoie: per ottenere risultati bisogna fare fatica, che sia per stare in forma o per il lavoro».

Lo chef Matteo Grandi
Il team dello chef era già informato della decisione, e l’annuncio è stato accolto senza sorprese: «Siamo un gruppo affiatato», aggiunge Grandi, sottolineando come la chiusura non significhi un allontanamento dal settore: «Resto nella ristorazione, ci sono già nuovi progetti in ballo. Anche a tavola cerco di trasmettere libertà: non amo imporre menu fissi».