Un nuovo capitolo del format gastronomico del The Hoxton Rome prenderà il via il 26 marzo, quando l’executive chef Manuel Mistrangelo accoglierà nella cucina del ristorante Elio il collega Joar Torch del Persika di Napoli, uno svedese innamorato dell’Italia. Seguiranno altre cene con chef di altri locali italiani che mostreranno la loro via tutta personale verso nuove armonie di sapori e consistenze, con qualche azzardo, con l’idea di sorprendere ma mai attraverso un esercizio fine a se stesso.
L’executive chef Manuel Mistrangelo
Per il secondo anno, vari giovani talenti della cucina sono accolti con spirito collaborativo da Mistrangelo, interprete di una cucina territoriale e mediterranea ma aperto alle contaminazioni grazie al suo percorso professionale: un ricco mosaico di influenze che ne hanno arricchito la visione gastronomica. Non mancano i sempre richiesti piatti classici romani e anche regionali come i tortellini, ma resi più intriganti da un tocco personale. È il talento, in lui come negli altri giovani colleghi che saranno ospitati, che consente di spostare confini, ma non quello di una cucina ecosostenibile, concreta e senza sprechi.
Joar Torch e il ponte tra Nord Europa e Campania
Joar Torch aveva frequentato la Campania con la famiglia e, dopo un’esperienza newyorkese e quella al tristellato Frantzén di Stoccolma, non ha resistito al richiamo del Vesuvio e ha scelto il quartiere di Chiaia di Napoli per aprire il suo primo ristorante bistrot, affiancato dal socio napoletano e amico d’infanzia Bruno Liguori. Lo chef ha anche convinto ad emigrare il fratello Timon, che ora consiglia e sceglie i vini. Non è casuale il nome "Persika", che vuol dire pesca anche in lingua svedese: è come una sorta di ponte tra due realtà tanto lontane.
Lo chef svedese Joar Torch
La sua solarità mediterranea e il rigore nordico nell’esecuzione dei piatti ne hanno fatto in breve un locale di successo per l’esigentissimo pubblico locale. Molto apprezzati i suoi piatti intensi e armonici, sia campani che regionali, come il peperone ripieno arrostito, bagna cauda, pinoli e pane croccante e i pici allo zafferano, con cozze, datterini e basilico. La creatività di Torch nasce con il rispetto della materia, trattata con tocco leggerissimo, affidata poi al fuoco con tecnica ineccepibile.
I pici allo zafferano, con cozze, datterini e basilico
Il menu della cena a quattro mani
Questo il menu che i due chef prepareranno insieme e che privilegia il pescato e le verdure di stagione: cipolla di Tropea grigliata e marinata con salsa tonnata; linguine con alici salate, datterini gialli, peperoncino, grappa di Moscato e mollica aromatizzata al limone; poi terrina di agnello brasato, crema di zucchina, asparagi, insalata di erbe primaverili e jus di agnello al vino bianco. Chiusura dolce con meringa francese, fragole macerate e disidratate, gelo allo yogurt e panna montata alla lavanda. Alcuni piatti resteranno in carta per due mesi.
Il percorso di Manuel Mistrangelo
Manuel Mistrangelo è romano e, dopo gli esordi nel mondo della panificazione, ha affinato il suo stile in realtà prestigiose come il giapponese di Londra Hakkasan e la collaborazione con la stellata Cristina Bowerman da Romeo e Glass Hostaria. Poi ci sono stati Pianostrada e l’arte delle fermentazioni e, infine, le esperienze nell’hotellerie di lusso come il The Rome Edition e il W Hotel.
La mixology firmata dal bar manager Simone De Luca e dal suo team comprende i cult della miscelazione come Spritz, Martini e Negroni, varie signature e spirits italiani come amari, limoncello, vermouth, liquore allo zafferano. In pairing c’è una selezione all day di bites anche al Bar Cugino. Il sabato e la domenica c’è il brunch, una formula alla carta che alterna avocado toast e pancakes ai sandwich con pulled pork.
Ospitalità e design: un luogo aperto alla città
L’idea fondante dell’offerta del The Hoxton del quartiere Salario-Parioli, un brand dell’ospitalità nato nell’East London nel 2006 e presente anche a Firenze, oltre che in Europa e in Nord America, è quella di accogliere un pubblico eterogeneo. Viaggiatori business e turisti, studenti e lavoratori trovano qui accoglienza e spazi confortevoli dove trascorrere il loro tempo. È un concetto di ospitalità emergente, con iniziative artistiche e innesti culturali e proposte aperte, per una sorta di creatività urbana mirata al quartiere, di cui cattura l’originalità e la diversità.
Vista su un angolo della sala del ristorante Elio
Contribuisce anche l’arredo, pensato come un’open house dall’eleganza casual, con colori discreti, materiali caldi e cascate di piante verdi che scendono da un lucernario rettangolare. La lunga cucina a vista domina la sala, aperta ad altri piccoli spazi accoglienti con poltrone e luci discrete. Molto curati gli spazi condivisi, con oggetti vintage, d’arte contemporanea e fusione di epoche e stili. Sulle pareti oggetti d’arte e stampe che ricordano le vecchie cartoline che spedivano i vacanzieri di una volta. Riscalda l’ambiente un caminetto bifacciale e la grande cucina a vista domina l’ampia sala principale. La cena a quattro mani del 26 marzo avrà inizio alle 19:30 e proseguirà fino alle 22:30. I posti sono limitati ed è necessaria la prenotazione.