Qual è la differenza fra mangiare immersi nel silenzio e, al contrario, bombardati di rumori? Qualunque cosa si metta in bocca acquisterà un significato diverso se sperimentato nell’una o nell’altra situazione? La risposta l’ha data Pasticceria Filippi di Zanè (Vi), che ha organizzato una giornata incredibile, tutta basata sulla presenza o l’assenza dei suoni, grazie alla collaborazione di MarvinAcustica, un’azienda scledense che da 45 anni si occupa di insonorizzazione industriale, civile e ospedaliera. Attraverso l’uso dell’innovativo e avanguardistico del laboratorio Acustica 4.0, i prodotti di Filippi sono stati testati e analizzati secondo criteri che coinvolgevano più attività sensoriali: vista, olfatto e, inaspettatamente, udito.
Il rumore rovina il sapore? L’esperimento che cambia il modo di mangiare
Degustazione sensoriale in camera semi-anecoica
La sfida presentata da Andrea Filippi, responsabile produzione dell’azienda dolciaria, ha coinvolto giornalisti di diverse testate per una speciale degustazione sensoriale, creando per loro un percorso sensoriale di grande suggestione e di estrema raffinatezza. La prima esperienza si è svolta in una camera - denominata semi-anecoica - dove le pareti sono rivestite da strutture tridimensionali in un materiale fonoassorbente, disposte in un ordine prestabilito, con il preciso compito di annullare ogni tipo di suono, rendendo ovattata tutta la stanza.
La degustazione sensoriale in camera semi-anecoica
Qui si sono aperti e gustati dei prodotti della Pasticceria Filippi, compreso anche l’ultimo degli accostamenti creati, quel cioccolato e lamponi che ha deliziato i consumatori del panettone dello scorso Natale e che troverà un rinnovato significato nella colomba Pasqua 2026. La rarefazione dei suoni ha esaltato in maniera espressiva ogni piccolo gesto, trasformando in rituale anche il semplice gesto di scartare o tagliare il prodotto. La masticazione si è fatta automaticamente lenta, quasi rispettosa dell’ambiente, mentre i sapori si fondevano e si amalgamavano con calma e quasi con voluttà.
Camera riverberante: quando il rumore cambia la percezione del gusto
Il passaggio successivo è stato quello di introdurre le persone in un altro tipo di stanza: la camera riverberante, dove sul soffitto sono appesi speciali superfici piane, articolate e disposte in modo studiato, affinchè ogni piccolo rumore sia ingigantito e diffuso. Anche qui si sono degustati gli stessi prodotti, proprio per verificare se l’assenza o la presenza di suoni, che nel secondo caso creavano un sottofondo simile al brusìo riscontrato nelle stazioni o nei ristoranti affollati.
La degustazione in Camera riverberante
Il tutto ha comunque influenzato l’assaggio, poiché la parte uditiva ha preso la predominanza su quella gustativa. La percezione è stata di essere messi sotto pressione, pertanto si è come presentata la necessità di mangiare in fretta. I sapori sono stati meno apprezzati e meno meditati, pur riconoscendo la qualità e la indovinata armonia degli ingredienti.
Esperienza multisensoriale: il ruolo dell’ambiente nella degustazione
L’esperimento si può dire riuscito perché l’attenzione si è focalizzata in modo più deciso non solo su cosa si mangia ma come, riconoscendo l’importanza dell’atmosfera nella quale viene immersa una degustazione o un semplice assaggio. E questo sottolinea ancora una volta quanto siano importanti non solo gli ingredienti, ma come essi vengano proposti per dare un giusto valore ad ogni prodotto. L’arte della cucina diventa anche arte di comunicazione, nel momento in cui lo stesso cibo svolge una importante azione di tramite fra il produttore e il consumatore.
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