Comoda e veloce da raggiungere con poco più di due ore di volo diretto dall’Italia, facilissima da visitare grazie a una rete super efficiente di metro, bus, battelli su cui si può salire - risparmiando - con la Copenaghen Card (comodissima per il collegamento fra aeroporto e città, dà accesso anche a 80 musei ed attrazioni ed è acquistabile pure dall’Italia), Copenaghen è la meta ideale per un weekend in ogni stagione e d’inverno si ammanta di una magia particolare, esprimendo il suo più autentico spirito hygge, un termine danese difficile da tradurre: letteralmente significa benessere, calore, intimità, ma racchiude molto altro, una filosofia di vita che fa della Danimarca uno dei paesi più felici della terra.
Perché andarci, anche d’inverno
Sostenibile e all’avanguardia, considerata fra le città più vivibili del mondo, la capitale danese è pioniera nella progettazione urbana e nella sostenibilità ambientale e sociale. Il suo stile, informale ed ecofriendly, è unico e condiviso con i turisti, che vengono avvolti da un’atmosfera accogliente, piacevole, calorosa mentre (possibilmente in compagnia di amici e persone care) assaporano i piaceri della vita e di una vacanza sicuramente non banale. In una parola, hygge. Con la sua straordinaria capacità di trasformare l’inverno in una celebrazione del calore umano e della convivialità, di rendere facile e accessibile ciò che per noi è difficoltoso e ostico per il freddo, Copenaghen d’inverno è un balsamo per mente e cuore e una sferzata di vitalità per il corpo. Provare per credere! Ecco alcune cose da non perdere.
Bakery Tour e shopping
Cosa c’è di più hygge che sedersi al caldo di una bakery avvolti dal profumo di pane, cannella e cardamomo, mentre al di là delle grandi vetrate scendono lenti e danzanti fiocchi di neve? Se non fosse che solo per questa ancestrale esperienza che riporta all’infanzia, quando il profumo dei dolci preparati dalla mamma o dalla nonna si diffondeva per casa ed era il preludio a un intervallo goloso ed appagante, un viaggio a Copenaghen d’inverno va messo nella vostra wishlist. Il Bakery Tourism è una delle tendenze più di moda della capitale danese e attira turisti da tutto il mondo.
Il Bakery Tourism è una delle tendenze più di moda di Copenaghen
Le bakery sono indirizzi di cult, e tutti si mettono pazientemente in fila per gustare le Wienerbrød (ovvero le famose paste danesi, deliziose spirali di burrosa pasta sfoglia dorata e profumata, nate dall’incontro fra la tecnica viennese e il gusto nordico) e acquistare fragranti pani di segale con antiche farine, lievitati anche tre giorni. Per conoscere quanta passione e tecnica c’è dietro questo mondo in fermento (e fatto soprattutto da giovani) e assaggiare paste e pani più buoni della città, affidatevi a Marie e Lily di My Dear Copenhagen, che organizzano tour alla scoperta non solo di forni ormai iconici, ma anche di indirizzi più defilati e segreti.
Marie e Lily di My Dear Copenhagen
Copenaghen è un vero Eden per lo shopping, dal più classico al più alternativo. Punto di partenza è lo Strøget, il vivacissimo corso pedonale che attraversa il centro, da Rådhuspladsen a Kongens Nytorv, dove tappe immancabili sono il negozio di Royal Copenhagen (le raffinate ceramiche simbolo stesso della Danimarca) e Illum (dove si trova il meglio del design danese fra casa, accessori, abbigliamento). Non solo shopping di lusso: per cambiare mood, ci si deve inoltrare anche nelle strade laterali, ricche di fascino e molto caratteristiche, per poi percorrere la Stræderne con la sua atmosfera rilassata, i piccoli negozi e le case storiche. Per il vintage e il piccolo artigianato, puntate sul quartiere multietnico e vivacissimo di Nørrebro, a nord-ovest dei laghi della città.
Pattinare sul lago e sciare sul termovalorizzatore
Ma Copenaghen l’inverno si affronta anche con grinta, vitalità, sfida al freddo con camminate, giri in bicicletta, nuotate, Spa e saune. Ed ecco allora che - come veri danesi - si può pedalare sulla neve, fare jogging nei parchi con gli alberi ammantati di neve e, quest’anno - in via eccezionale per via del freddo - pattinare e passeggiare anche sul lago ghiacciato di Peblinge (dichiarato sicuro dalle autorità locali), a cui fanno da cornice scenografici palazzi. Chi vuole poi fare l’esperienza di una sciata veramente insolita può scendere dalla pista di CopenHill, il più ecologico termovalorizzatore al mondo (visitabile), la cui sagoma si scorge sul fondo dello skyline cittadino.
Il lago ghiacciato di Peblinge
Dal suo tetto (dove è stata realizzata un’area escursionistica) scende infatti una futuristica pista da sci praticabile anche in estate, dato che ha il fondo artificiale (l’attrezzatura si noleggia in loco). Gli scalatori più provetti possono cimentarsi sulla vicina parete da arrampicata di 85 metri, la più alta del mondo. Copenaghen è ricca di grandissimi parchi che invitano a romantiche passeggiate, camminate veloci e footing: in pieno centro, incantevole è quello del castello di Rosenborg.
Bagni nei canali, idromassaggi all’aperto, saune e Spa
E sì, anche d’inverno a Copenaghen ci si tuffa - come d’estate - nei canali e, se l’acqua è ghiacciata come in questo periodo, vengono fatti dei varchi per permettere agli appassionati di winter bathing di immergersi. È una tradizione popolare e rigenerante (ma sicuramente non alla portata di tutti) che si abbina di solito alla sauna: rafforza le difese organiche, migliora la circolazione, dà maggiore resilienza mentale. Le zone principali dove immergersi (rapidamente e senza costume) sono le aree portuali attrezzate come la popolare Islands Brygge nel porto cittadino, Sandkaj nel nuovo quartiere portuale di Århusgadekvarteret a Nordhavn, La Banchina a Refshaleøen, che offrono saune e strutture per riscaldarsi dopo l’immersione gelata. Ma ci si può imbattere anche in qualche temerario che si immerge nel canale sotto casa. Venendo ad esperienze meno estreme, piacevole è rilassarsi in una vasca idromassaggio all’aperto con acqua calda a 40 gradi, che garantisce calore anche nelle fredde giornate invernali, con vista sul porto e sullo skyline della città. Lo si può provare ad esempio da CopenHot (la “Piccola Siberia”) a Refshaleøen, abbinandovi una sessione di sauna panoramica.
Le vasche idromassaggio di CopenHot
E sicuramente un piacere per tutti è rifugiarsi - dopo camminate, shopping, visite a mostre e musei - in una delle molte saune e Spa della città. Fra tante, un’esperienza unica di calma e relax è quella che regala l’Aire Ancient Baths, lussuoso bagno termale eletto Miglior Spa in Danimarca 2021. In un ambiente ovattato dalla penombra e dal silenzio, le piscine con diverse temperature (fra cui una con idromassaggio e una con acqua salina) sono progettate per favorire il rilassamento. Nell’area relax ci si riposa su calde pietre di marmo, gustando una speciale selezione di tè. L’atmosfera è resa speciale dal profumo di fiori d’arancio e dalla location storica in un edificio della Carlsberg Byen, accanto a quella che era la sede della famosa fabbrica di birra. Per chi lo desidera, massaggi, bagni notturni ed altre esperienze. Una sauna veramente spettacolare è quella che si può fare al Glaecier, un nuovo club balneare galleggiante situato a Refshaleøen. Aperta anche a chi non è socio, la sauna regala al di là della grande vetrata una delle più belle viste panoramiche su Copenaghen.
Una delle vasche dell'Aire Ancient Baths
Tour fra i canali e musei con caffetterie
Sicuramente inusuale ed affascinante è ammirare Copenaghen dall’acqua, per capire come in questa città contemporaneo e antico si fondano armoniosamente. Piacevole, e hygge, è imbarcarsi e fare un tour invernale fra i canali (ne vengono organizzati di varia durata e prezzo), imbarcandosi a Nyhavn (l’antico e coloratissimo porto) o vicino a Christiansborg. Durante il tour si ammirano alcune delle architetture più significative della città, che meritano una visita successiva, come la Royal Danish Opera House, tra i più moderni teatri d’opera del mondo e fra i più costosi mai costruiti (oltre 500 milioni di dollari). Progettato dall’architetto danese Henning Larsen, è situato sull’isoletta di Holmen proprio di fronte al Palazzo reale di Amalienborg (sede di una delle monarchie più antiche del mondo, che pure si vede dal battello e che vale la pena di visitare magari dopo aver visto il cambio della Guardia Reale a mezzogiorno). Pregiatissimi i materiali usati per la sua costruzione. Il soffitto dell’auditorium principale è decorato con 105.000 fogli di foglia d’oro a 24 carati, pari a 1,5 chili d’oro.
Un tour tra i canali per scoprire Copenaghen da una prospettiva unica
Navigando si vedono anche il Palazzo di Christiansborg (un tempo reggia ed oggi sede del Parlamento danese), il Black Diamond (iconico edificio sul lungomare firmato dagli architetti Schmidt, Hammer e Lassen, contemporanea e monumentale estensione della Biblioteca Reale di Danimarca, così chiamato per le sue lucenti sfaccettature irregolari che rispecchiano il cielo e il mare: vale la pena di entrarci per farsi stupire dalla sua grandiosità, dalle innovative soluzioni architettoniche, dal grandioso dipinto di Per Kirkeby di 200 mq che ne adorna il soffitto, e per visitare il Museo Nazionale della Fotografia, ricco di 50.000 pezzi, e le interessanti mostre temporanee) e La Sirenetta, simbolo di Copenaghen. Restando in tema di musei, particolarmente accoglienti in inverno con le loro caffetterie e i loro book shop, da non perdere sono lo Statens Museum for Kunst (la principale galleria d’arte della Danimarca con capolavori internazionali e la più importante collezione di arte nordica e danese, fra cui spiccano le grandi tele della cosiddetta "Età d’oro") e il Designmuseum Danmark dedicato al famoso design danese.
Cucina danese, laboratorio per il mondo
Lo scenario della ristorazione danese in generale, e di Copenaghen in particolare, è fra i più innovativi e stimolanti al mondo. Il New Nordic Wave, Manifesto della Cucina danese stilato nel 2003, è ormai una pietra miliare, ma non è la sola cosa significativa di ciò che è accaduto e sta accadendo sulla scena gastronomica della capitale danese, in continua evoluzione e ricerca, dove si sta affermando una nuova generazione di ristoranti sperimentali e basilari sono i concetti di alimentazione sostenibile. E dopo che la ristorazione danese ha fatto da battistrada alle nuove tendenze della cucina mondiale, è notizia di questi giorni che in occasione di Convergence - il simposio internazionale di alta gastronomia ideato dallo chef danese Rasmus Munk e ospitato nel suo ristorante Alchemist, a cui hanno partecipato oltre 60 tra i più influenti chef del mondo - il ministro della Cultura Jakob Engel-Schmidt ha annunciato che si sta valutando la possibilità di riconoscere formalmente la gastronomia come forma d’arte. Da semplice arte artigianale, quindi, a disciplina culturale e artistica, rafforzando ulteriormente la posizione all’avanguardia della Danimarca, destinazione leader a livello mondiale per i viaggi culinari.
Copenaghen è oggi uno dei laboratori più creativi della cucina mondiale
Le tre stelle Michelin di Noma, Geranium, Jordnær, le due stelle di Alchemist, AOC, Kadeau Copenhagen, Kong Hans Kælder, Koan più 11 ristoranti con una stella non sono che la punta dell’iceberg di un panorama ancora in grande fermento. Ma non è solo la notevole concentrazione di stelle a fare di Copenaghen una destinazione gourmand di primissimo piano. Dalle esperienze culinarie sperimentali di alto livello ai piatti tradizionali, alle cene sostenibili e agli immancabili Smørrebrød (Smør og brød ovvero “burro e pane”), i famosi panini aperti che in Danimarca rappresentano un vero must, vi si trova veramente di tutto, e ad ogni prezzo. E la tavola è sempre un piacevolissimo pilastro di ogni viaggio. Fra le novità da tener d’occhio, il ristorante ESSE che Matt Orlando ha da poco aperto ed è già un successo.
I communal dinner, attorno a un tavolo con i local
Se volete fare un’esperienza assolutamente danese (e insolita per noi italiani) e in pieno stile hygge, prenotate un posto alla tavola di una delle cene comunitarie che - dopo aver preso via via piede nei piccoli centri - sta spopolando anche a Copenaghen. "Fællesspisning" - si dice in danese - ovvero "mangiare insieme", ed è la quintessenza del senso di comunità che caratterizza questo popolo. E cosa c’è di più comunitario che condividere con gli altri un pasto semplice e ristoratore? Di solito lo si fa con amici e parenti; nelle cene comunitarie lo si può fare anche con degli sconosciuti, local e turisti, con cui si condividono cibi e conversazioni. I communal dinner sono un antidoto all’isolamento della vita moderna e alla perdita dei luoghi di incontro, un’occasione per fare nuovi incontri o per trascorrere con amici una piacevole (ed economica) serata.
I communal dinner raccontano l’anima più autentica e conviviale di Copenaghen
Economica, sì, perché i prezzi sono veramente bassi (30-100 corone a pasto, ovvero dai 5 ai 15 €) e anche per questo bisogna prenotare, spesso con un certo anticipo. Niente piatti elaborati ma semplici pietanze con prodotti locali e stagionali, come si potrebbero preparare in casa. Il menu è fisso e cambia ogni giorno, tutti condividono compiti e cibo, non c’è nessun cameriere: ciascuno ritira le pietanze (per i gruppi vengono messe su grandi vassoi) e poi - prima di andarsene - lascia in ordine il tavolo. L’atmosfera è allegra e vivace, ma molto ordinata; le conversazioni si intrecciano e si capisce come il vero valore dell’esperienza stia nell’opportunità di incontrare gli altri. Vi partecipano giovani e anziani, gruppi di amici e persone sole, la gente del quartiere e turisti interessati a fare un’esperienza autentica. Il communal dinner più conosciuto è probabilmente quello dell’Absalon (che organizza serate vegetariane il lunedì e il mercoledì). Altri si tengono al Send Flere Krydderier di Nørrebrogade, Kafa X (cibo vegano e vegetariano), Banegaarden, KraftWerket (uno dei più economici della città).
Nørrebro: quartiere cool e multiculturale fra negozi vintage e cibi dal mondo
A Copenaghen ogni quartiere è una sorta di mondo a sé, che si integra e fonde con gli altri e fa da corona al centro storico. Ve ne consiglio tre. Iniziamo da Nørrebro, originariamente quartiere operaio e multiculturale, oggi trasformatosi in un luogo di tendenza pulsante di vita e cultura grazie al rinnovamento urbano e sociale. In piena attività 24 ore su 24, mood e anima giovani, è il più popoloso e di gran lunga il più vario e multiculturale. Qui è possibile fare lo shopping più curioso fra negozi vintage ed etnici, laboratori di creativi e brand emergenti, assaporare l’atmosfera informale e i cibi di tutto il mondo nei tanti locali della zona, girovagare fra le strade alla ricerca dei coloratissimi murales che ricoprono le facciate degli edifici. Il quartiere non ha perso la sua popolare autenticità. Le strade (a iniziare da Jægersborggade) sono fiancheggiate da ogni genere di cibo, dalla cucina araba a quella messicana, dalla francese a quella tradizionale danese, e poi da frequentatissimi cocktail bar e da alcuni ottimi locali dedicati alla birra e al vino.
A Nørrebro è possibile fare lo shopping più curioso fra negozi vintage ed etnici
Il mercato coperto mercato coperto Torvehallerne
Per uno spuntino veloce, basta fare un salto al mercato coperto Torvehallerne, dove si trovano oltre 60 bancarelle con cibi e spezie d’ogni genere e dove si può mangiare cibo preparato al momento. Vi si trovano prodotti tipici, verdure fresche e deliziosi piccoli bar dove gustare specialità da tutto il mondo. Imperdibile una tappa da Rondo, con il suo pane preparato con farine biologiche danesi, i dolci della tradizione e i prodotti da forno salati (una rarità in Danimarca), una delle bakery top di Copenaghen, molto amata dai local.
Nordhavn: da area portuale a quartiere green all’avanguardia
Un altro quartiere di tendenza, dove sono protagonisti architettura e design, è Nordhavn, ex area portuale a 4 km dal centro, velocemente raggiungibile in metro, che si sta trasformando in un quartiere green tra i più all’avanguardia in Europa. Si tratta di un imponente progetto di riqualificazione iniziato 10 anni fa che, in una cinquantina di anni, dovrebbe dar vita alla Sustainable City of the Future, una città a emissioni zero basata interamente su trasporti pubblici e green mobility. L’area - uno dei più ambiziosi progetti di sviluppo urbano sostenibile del Nord Europa - è diventata un laboratorio a cielo aperto per l’urbanistica del futuro, con soluzioni all’avanguardia in termini di energia, mobilità e pianificazione degli spazi. Questo approccio ha trasformato il quartiere in un punto di riferimento internazionale per architetti, urbanisti e designer, che vi hanno aperto i loro studi.
Nordhavn è il quartiere dove architettura e design diventano protagonisti
Affacciato sulle acque scintillanti dell’Øresund, tra Hellerup e Langelinie, è uno dei volti più affascinanti e contemporanei di Copenaghen. Un tempo vasta area portuale e industriale, oggi questo quartiere è diventato un esempio virtuoso di rigenerazione urbana, capace di coniugare innovazione, sostenibilità e qualità della vita. Esteso su oltre 200 ettari, Nordhavn ospita ancora funzioni portuali strategiche, come il terminal container, i moli per le navi da crociera, Svanemøllehavnen, il più grande porto turistico della Danimarca (un luogo perfetto per respirare l’atmosfera marittima della città), ma al tempo stesso si è trasformato in un luogo vivace, aperto e sorprendente: una zona dove si abita, si lavora, ma si fanno anche bagni e attività en plein air sul mare. Qui l’acqua non è solo uno sfondo, ma parte integrante della quotidianità: moli, canali e passeggiate costiere offrono scorci suggestivi e un’atmosfera rilassata, tipicamente nordica. Passeggiarvi significa scoprire un quartiere moderno e indipendente, dove l’architettura scandinava dialoga armoniosamente con il mare. Linee essenziali, materiali sostenibili e ampi spazi aperti caratterizzano edifici residenziali, uffici creativi, scuole e aree commerciali, creando un ambiente urbano pensato per essere vissuto lentamente, a piedi o in bicicletta.
Architetture iconiche, bagni all’aperto, hotel di tendenza
Tra le sue architetture più iconiche spiccano le Portland Towers, ex silos industriali del 1979, il primo edificio realizzato nel quartiere nel 2013-14: alte 52 metri, ospitano uffici eco-certificati con vista a 360 su Copenaghen e Øresund. Proprio sotto le torri si può provare il brivido di tuffarsi in acqua nella zona balneare Sandkaj (cosa molto piacevole - e alla portata di tutti - nella bella stagione) e dirimpetto si apre la vista sull’UN City Campus 1, che ospita 11 organizzazioni delle Nazioni Unite dove lavorano 1.500 dipendenti provenienti da 100 nazioni: firmato dallo studio di architettura danese 3xNielsen, è uno degli edifici più sostenibili del suo genere in Scandinavia.
Tra le architetture più iconiche di Nordhavn le Portland Towers
Altra icona sul lungomare è The Silo, ex silo per cereali ora edificio residenziale di lusso, la cui ristrutturazione (con uno spettacolare rivestimento in acciaio grezzo) è firmata dallo studio di architettura danese COBE. Assolutamente insolito è anche l’edificio (un parcheggio multipiano) che ospita sulla sua terrazza panoramica di 2400 m² Konditaget Lüders, area fitness attrezzata perfino con una spirale di arrampicata e area giochi per i bambini, aperte a tutti. Fra i must del quartiere, il complesso Audo House, che - nel nome del marchio di design danese Audo Copenhagen - unisce showroom, concept shop, caffetteria, ristorante e l’Audo Residence, raffinato boutique hotel; Andersen & Maillard, una delle più apprezzate bakery della città; la famosa torrefazione con caffetteria La Cabra ricavata dalla ristrutturazione di un vecchio edificio in mattoni rossi (ritenuta, se non la migliore, fra le migliori della città).
Andersen & Maillard è una delle più apprezzate bakery della città
Carlsberg City District, fra birra e architetture futuristiche
Lontano dai flussi turistici più consueti, ma tutto da vivere, il Carlsberg City District (Carlsberg Byen in danese) affascina per il mix di edifici storici in mattonicini rossi, gli enormi spazi archeoindustriali dello storico birrificio Carlsberg (fondato nel 1884 da Jacob Christian Jacobsen e qui operativo fino al 2008) trasformati in spazi residenziali, attività commerciali e culturali, studi di creativi e le ardite architetture moderne firmate da archistar. L’area, trasformata radicalmente dallo studio BRIQ (che vi ha sede) a partire dal 2017, è un work in progress a cui danno il loro apporto i principali studi d’architettura danesi e, fra torri in stile brutalista, giardini (il più ampio è quello appartenuto un tempo alla famiglia Jacobsen), piste ciclabili, affacci sul mare, atelier, ristoranti di tendenza (come l’Aamans Genbo, dove si mangiano fra i migliori smørrebrød, i tipici panini aperti danesi, della città), hotel di design (il più famoso è l’Hotel Ottilia, ricavato là dove una volta si stoccavano enormi barili di birra), è fra le più recenti scommesse socio-urbanistiche di Copenaghen.
Vista sul Carlsberg City District
Ne è simbolo la Torre dell’elefante, un tempo entrata al birrificio, oggi sfondo ideale per selfie, come il faro accanto a uno degli ex cancelli al quartiere industriale. Quelle che un tempo erano le basse case di mattoni a schiera degli operai ora sono romantiche e richiestissime abitazioni, così come molto richiesti (nonostante i prezzi decisamente impegnativi) sono i loft e gli appartamenti con grandi altezze o su più piani ricavati da silos ed edifici industriali. Grande attrazione del quartiere è la Home of Carlsberg, situata nello storico birrificio fondato da JC Jacobsen e riaperta al pubblico nel 2023 dopo una profonda ristrutturazione, che fa vivere al visitatore un’esperienza immersiva che coinvolge tutti i sensi. Visitarla significa entrare nel cuore autentico di Copenaghen e scoprire una delle storie più affascinanti della cultura europea della birra.
Il percorso espositivo è interattivo e dinamico: si può creare virtualmente la propria birra, annusare gli ingredienti che ne definiscono l’aroma, osservare le storiche campagne pubblicitarie Carlsberg e lasciarsi sorprendere da installazioni che raccontano, in modo coinvolgente, la storia della famiglia Jacobsen. Nel seminterrato, una straordinaria collezione di bottiglie provenienti da ogni angolo del mondo testimonia la dimensione internazionale del marchio. La visita si conclude con una degustazione di birra alla spina appena spillata o una bibita analcolica inclusa nel biglietto. La Home of Carlsberg - dove si trovano ristorante, bar e l’immancabile negozio di gadget - non è solo per gli amanti della birra, ma anche per chi desidera scoprire uno degli aspetti più autentici della storia di Copenaghen: oltre a degustazioni guidate, vi vengono organizzati tour delle antiche cantine, degli edifici storici e delle scuderie con i cavalli del birrificio. Ma non dovete andar via da Carlsberg City senza regalarvi una sosta di benessere all’AIRE Ancient Baths, ricavata in uno degli edifici principali della birreria. Per conoscere storie ed angoli segreti di Carlsberg City, ci si può affidare a Elena Merli, italiana che si è innamorata di Copenaghen e vi si è stabilita, creando il gruppo di guide turistiche certificate "A spasso con Elena", specializzate anche in tour d’architettura, arte, design e artigianato, storia e cultura, oltre che itinerari insoliti e personalizzati.
Copenaghen dall’alto
Dulcis in fundo - ma forse è la prima cosa che vi consiglierei di fare appena arrivati per avere un’idea complessiva della città - salite sulla Rundetaarn, la torre rotonda nel centro della città, da cui si gode uno straordinario panorama a 360°. Costruita nel 1600, è il più antico osservatorio europeo ancora in funzione. Si sale lungo una rampa a spirale (realizzata per poter far salire fino alla biblioteca all’ultimo piano i cavalli che trainavano carri colmi di libri) e ne vale veramente la pena per avere un’idea della città.
La vista su Copenaghen dalla Rundetaarn
Per tutto il 2026, Anno della luce, ospita mostre ed eventi per famiglie per ricordare il 350° anniversario della scoperta della velocità della luce da parte dell’astronomo danese Ole Rømer. Ogni informazione su cosa e come visitare la città la trovate su visitcopenhagen.com e su visitdenmark.it.
Dove dormire a Copenhagen
Audo Residence
Una camera di Audo Residence
Il design è uno dei must danesi e in questo raffinato boutique hotel inserito nel complesso Audo House ci si vive letteralmente dentro. L’hotel è infatti collocato all’interno della sede centrale del noto marchio di design Audo Copenhagen, accanto allo showroom, al concept shop, alla caffetteria e al ristorante. Il tutto è ricavato dall’attenta e rigorosa ristrutturazione degli ampi spazi di quelli che un tempo erano i magazzini di spezie nella zona portuale, ora Nordhavn, fra i nuovi quartieri di tendenza della città, a 4 km dal centro e raggiungibile in una decina di minuti di metro. Gli arredi delle parti comuni e delle ampie stanze raccontano e fanno vivere le collezioni di design di Audo, l’atmosfera è soft e rilassata, il silenzio sovrano. Frequentatissima dagli abitanti del quartiere e dai turisti la caffetteria firmata Wulff & Konstali, piccola catena di locali di qualità famosa per i suoi brunch estremamente ricchi di proposte salutari, sia dolci che salate.
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Hotel Ottilia
Una camera dell'Hotel Ottilia
Nel cuore di Carlsberg City, l’Hotel Ottilia, aperto nel 2019, è stato ricavato in un complesso che faceva parte della fabbrica di birra Carlsberg. È stato progettato dallo studio Arkitema Architects e prende il nome dalla moglie di Carl Jacobsen, il fondatore della Carlsberg, e mantiene uno stile ruvido ed essenziale che rimanda alla sua origine industriale, resa accogliente dalla tipica eleganza scandinava, essenziale e proporzionata. A caratterizzarlo è la facciata con file di iconiche finestre tonde color oro, che ne fanno uno degli edifici simbolo della nuova architettura della città. Anche le sue 155 camere e suite sono uniche nello stile e nel design, arredate con un mix di pezzi personalizzati ed eleganti mobili di design. Sul tetto, il ristorante Tramonto - con terrazza e splendida vista - è famoso per la sua prima colazione biologica (fra le migliori della città), per l’eccellente cucina italiana che propone a pranzo e cena, per il rooftop bar. Nel bar al piano inferiore, i drink si sorseggiano fra i silos dell’ex birreria.
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Dove mangiare a Copenhagen
Alouette
La brigata di Alouette al lavoro
Se volete capire in quale direzione sta andando la ristorazione danese, a Copenaghen una tappa d’obbligo è Alouette, insignito sia della stella Michelin che della Michelin Green Star, il cui mantra è la sostenibilità ambientale tramite la quale raggiungere l’eccellenza culinaria con un approccio raffinato e creativo. Guidato dai co-proprietari, lo chef Nick Curtin e la general manager Camilla Hansen, Alouette rappresenta un punto di riferimento imprescindibile nella scena gastronomica della città, tant’è che nel 2024 è stato riconosciuto da White Guide come il ristorante più sostenibile della Danimarca ed è entrato a far parte dell’élite dei Global Masters insieme a nomi illustri come Geranium e Alchemist.
Uno dei piatti di Alouette
Progettato dall’architetto David Thulstrup, noto anche per i progetti di Noma 2.0 e Ikoyi, si trova in un edificio storico del centro, situato nei pressi del King’s Garden. Colpisce l’armonia con cui si muovono in sintonia gli chef che cucinano con Curtin nella grande cucina a vista e i camerieri, in un’atmosfera rarefatta, elegante, estremamente accogliente che riflette la cura per ogni dettaglio. Il menu degustazione racconta il territorio ed è profondamente legato ai produttori locali. Nella formula narrativa, denominata “Plot” (trama), ogni portata ruota attorno a una fattoria danese e ai produttori che la gestiscono. Lo stile preciso e orientato alla valorizzazione del prodotto che caratterizza Alouette è il frutto delle esperienze maturate da Nick Curtin nelle cucine di New York, tra cui quella celebre di Jean-Georges. I piatti sono sorprendenti nei gusti e negli accostamenti di ingredienti, e belli come quadri, e vengono abbinati a una raffinatissima scelta di vini.
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Vækst
La sala del ristorante Vækst
Una serra, ma questa volta interna ed addirittura su due piani (piano terra e seminterrato), è l’elemento attorno a cui ruota il Vækst, raffinato e innovativo ristorante in Sankt Peders Stræde, nel cuore del vecchio Quartiere Latino di Copenaghen. Vi si accede dall’androne di un antico palazzo e all’interno si ha la sensazione di stare in un rigoglioso giardino, con piante pensili che pendono dal soffitto e - la sera - luci soffuse che ricreano l’atmosfera delle lunghe serate estive danesi.
La sua cucina nordica contemporanea si basa su verdure ed erbe aromatiche fresche, ma propone anche carne, frutti di mare e pesce fresco. Il menu, ovviamente stagionale, spazia così da capesante salate con ribes bianco, uva spina e caviale alla tartare di manzo danese con crema agli agrumi e pane croccante a lievitazione naturale, dal merluzzo fritto con porri, gamberi di Rømø e salsa Beurre Blanc al filetto di manzo alla griglia con sedano croccante, crema al tartufo e burro nocciola e si conclude con deliziosi dolci, come il sorbetto all’olivello spinoso con cioccolato, olio di tè bianco e caramello salato. Varia fra pranzo e cena, ed in entrambi i casi si può scegliere fra il menu a tre o quattro portate oppure alla carta. Interessante anche il menu vegetariano e ottima la carta dei vini. Vækst fa parte della gamma di ristoranti di alta qualità e con buon rapporto qualità-prezzo del gruppo Cofoco.
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Aamanns Genbo
La sala del ristorante Aamanns Genbo
Da poco aperto nel quartiere di Carlsberg Byen, nella centralissima Kildeplads, Aamanns Genbo è subito diventato un punto di riferimento per gli smørrebrød (i famosi panini aperti danesi), ritenuti fra i migliori della città. Freddi o caldi, vegetariani e no, sono un’attraente golosità. La scelta è amplissima. Fra i freddi: aringa stagionata all’antica con insalata al curry, cetriolini, cipollotti, mele e grano saraceno arrostito; salmone affumicato a freddo con emulsione all’aneto, mele, cipolle sottaceto, lattuga riccia, crumble di segale e aneto; uova e gamberetti sgusciati a mano con emulsione al dragoncello, finocchio, mandorle tostate ed erbe aromatiche; avocado, emulsione all’erba cipollina, cavolo, cipolle sottaceto e segale.
Uno dei piatti di Aamanns Genbo
Fra i caldi: gamberi sgusciati a mano, maionese al pomodoro, cipolle da insalata, polvere di pomodoro ed erbe aromatiche; toast ai funghi, funghi saltati, Marsala, mele, crème fraîche e limone; insalata di pollo, pane a lievitazione naturale tostato nel burro, cipolle rosse sottaceto, crumble di pancetta ed erbe aromatiche. Volendo si può optare per i menu, sia per pranzo che per cena, che propongono come entrata tre piccoli smørrebrød e poi spaziano fra carne e pesce. Il cibo è accompagnato dalle birre Herslev e Carlsberg spillate da otto spine e dai vini di un’interessante carta, che spazia da quelli convenzionali a quelli naturali. Il locale ha la Silver Organic Label, che garantisce che il 60-90% del suo menu comprende alimenti biologici.
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Gro Spiseri
La sala del ristorante Gro Spiseri
Gro Spiseri è un ristorante veramente unico, situato nell’orto urbano ØsterGro (la prima fattoria sul tetto in Danimarca) coltivato sopra un alto edificio del quartiere Climate Resilience Østerbro, nel cuore di Copenaghen: 600 m² dove ortaggi, frutta, verdura, erbe aromatiche e fiori commestibili sono coltivati biologicamente, accanto a un pollaio e a tre alveari. Il ristorante è ricavato in una piccola serra, ma col bel tempo si cena anche all’aperto. Un luogo dove gastronomia, sostenibilità e comunità si incontrano in uno spazio dove ortaggi ed erbe aromatiche sono coltivati tra le nuvole (e i palazzi). Cucina biologica, prodotti locali e di stagione, zero sprechi alimentari: questi i suoi caposaldi.
Uno dei piatti di Gro Spiseri
La sua mission è riportare la “connessione con la terra” in città. Il menu cambia in base alla natura e alle disponibilità del momento, attinge ai prodotti dell’orto o di agricoltori, produttori e raccoglitori locali, pescatori. Gli ospiti prenotano e si impegnano a rispettare la loro presenza, così viene cucinato solo ciò che verrà effettivamente consumato. La cena viene servita in stile conviviale - communal dining - intorno al lungo tavolo comune che può ospitare al massimo 25 persone. I piatti sono gustosi, genuini, bio ed oscillano fra tradizione e creatività. Oltre alle cene, da Gro Spiseri si possono fare colazioni e pranzi nel fine settimana.
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