Voleva fare il commercialista e invece si è fatto pizzaiolo, un professionista con i fiocchi. “Il pizzaiolo del centro storico”, come recita la seconda parte della sua insegna che mette però subito le cose in chiaro: “Pizzeria e friggitoria Battarra”. Che siamo a Napoli è evidente, ma non in centro. La zona è quella dell’aeroporto di Capodichino. «In partenza, mi è venuta a trovare anche un’entusiasta Angela Merkel» ci racconta soddisfatto Pierluigi Battarra, che nasce (e questo è il riferimento) proprio nel cuore di Napoli.
La sala della pizzeria Battarra
«Avevo 13 anni - ricorda - quando il figlio del maestro Ernesto Cacialli mi dice che serve una mano in pizzeria. Così ho passato tre mesi dal “Presidente” in via dei Tribunali, immerso in un tempio della pizza a fare di tutto, dal lavapiatti in avanti. Che dire, mi sono innamorato di questo mondo. Ho iniziato poi a guardare gli altri per imparare e mi sono messo alla prova: i risultati sono stati lusinghieri...».

Dalla svolta professionale al debutto in proprio
Sfuma così l’idea di essere un commercialista e si apre un nuovo orizzonte, tutto a base di studio, ricerca e, nel tempo, aggiornamento. La cronaca ci dice che Pierluigi Battarra si trasforma in un professionista fatto e finito, che per 20 anni è in forza all’Antica Pizzeria Di Matteo, un altro punto fermo di Napoli in fatto di pizza. «Poi ho preso coraggio e ho rischiato - racconta - e 11 anni fa mi sono messo in proprio con il mio locale».
Il pizzaiolo Pierluigi Battarra
Qui elabora una carta che vanta una quarantina di pizze tra quelle della tradizione a ruota di carro, quelle con cornicione ripieno e le fritte. Circa 50 i coperti. «Ho aperto anche una vetrinetta su strada - sottolinea - una finestra dedicata allo street food, proprio come una volta. E la risposta è stata alla grande. Servo la tradizione, che significa pizza a portafoglio, ma oggi arricchita con tutte le nostre farciture».
Tecnica, ingredienti e identità: la pizza secondo Battarra
La pizza firmata Battarra prevede un impasto diretto condotto con nuove tecniche, non a occhio o a istinto, ma con percentuali rigide. Non si sgarra. L’alto profilo qualitativo nasce anche così. Lievitazione naturale nella legna per 24 ore e idratazione al 69%. Una resa sicura, garantita, è stata anche alla base della ricerca del pomodoro. «Sono da poco con Cirio Alta Cucina - commenta - I numeri parlano da soli: ordino 25 scatole alla settimana di Cuor di Pelato. Per le mie esigenze una consistenza perfetta. Densa e cremosa assicura una resa eccellente».
Una delle pizze di Pierluigi Battarra
Tra le pizze più richieste dalla clientela la Margherita con bufala e la Battarra: Marinara al filetto con pomodoro Cirio Alta Cucina, salame, funghi champignon e olive nere. A fine cottura una spolverata di Pecorino Romano. «Una pizza a cui sono molto affezionato - ricorda - Era quella che a fine giornata si concedeva il maestro Ernesto Cacialli». Una dedica sentimental gastronomica a chi gli ha svelato le meraviglie del mondo della pizza.
[cartiglio_pers]1[/cartiglio_pers]