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Thina La Romana

A Pescara la pizza romana al piatto è realtà grazie a Mattia Di Giovanni

Eleonora Lopes
di Eleonora Lopes
21 aprile 2026 | 16:30

La prima pizza tonda romana è finalmente arrivata a Pescara. Ed è il risultato di una visione precisa: profonda conoscenza, tecnica evoluta e tecnologia all’avanguardia. Il primo a pensarci (ma siamo sicuri che verrà presto imitato, come tutte le cose ben fatte) e a crederci è stato Mattia Di Giovanni con l’apertura di Thina La Romana. Classe 1983, pescarese doc, ex pallanuotista, Mattia è il nipote della mitica Tina, che aveva aperto la pizzeria al taglio più antica della città nel 1947, nel borgo marinaro di Pescara Sud.

Mattia Di Giovanni dentro Thina La Romana
Mattia Di Giovanni dentro Thina La Romana

Dalla nonna Tina a Donna Tina a Thina La Romana

Mattia, legatissimo alla nonna che da un po’ di anni non c’è più, lasciato lo sport ha voluto fortemente riprendere l’attività della nonna aprendo nel 2010 Donna Tina, una pizzeria al taglio ma nella versione tonda al padellino. Seguono anni di crescita durante i quali Mattia carpisce i segreti dell’impasto delle pizze della nonna, che tanto avevano amato i pescaresi, migliorandole in tecnica, studio e innovazione. Il risultato è una pizza gustosa ma molto digeribile, che diventa in pochi anni un punto di riferimento in città e non solo per la pizzetta tonda. Donna Tina si trova nella rinnovata zona sud del porto di Pescara. Da bravo sportivo, inarrestabile e sempre in movimento, Mattia vuole ampliare la sua offerta e decide di portare in città una novità: la pizza romana da servire al piatto. Inizia così la sua nuova avventura con Thina La Romana. Il nome è un omaggio alla nonna ma con un tocco internazionale (“Thin” sta per sottile, come la pizza romana).

Il nuovo progetto tra ricerca e formato XL

Il locale, in stile pop come il suo nuovo logo, ha aperto i battenti un mese fa, supera i 150 coperti più quelli esterni durante la bella stagione. C’è anche uno spazio dedicato ai bambini, con vari giochi per la gioia di mamma e papà. Thina La Romana, che si trova negli ex locali della Pizzeria del Porto (storica realtà dei fratelli Di Giovanni, da sempre nel campo della ristorazione), ha anche un laboratorio di 600 metri quadrati al piano superiore dedicato a ricerca e sviluppo. Qui Mattia lavora personalmente gli impasti per entrambe le pizzerie, più una linea gluten free 100% italiana studiata e personalizzata con il Molino Mariani, sia per le pizze che per i dolci.

La Marinara 2.0 di Thina La Romana
La Marinara 2.0 di Thina La Romana

Sottilissima, leggera e super croccante, Mattia presenta la pizza per i suoi clienti in un formato XL che conquista al primo morso. «Il mio impasto parte da un prefermento (biga) - spiega il pizzaiolo - che matura prima a 18 gradi per circa 16 ore, poi di nuovo a temperatura controllata. In questo modo profumi e digeribilità sono assicurati. Ci tengo molto all’equilibrio tra topping e impasto: quello che sorprende all’assaggio sono una masticabilità grassa e un super crunch». Il giovane imprenditore nel suo menu propone diverse pizze, non troppe per fortuna, dalla classica Margherita fino a quelle con accostamenti più particolari sotto la voce “speciali”, come ad esempio la “Cosacca Oro” o la “Marina Sud”.

Materie prime, fritti e risposta del pubblico

Anche qui, come per Donna Tina, tanta attenzione per i prodotti selezionati per farcire le pizze: i vegetali provengono da una piccola azienda agricola biologica della zona e le altre materie prime da produttori locali ricercati con cura. «Farine 100% da grano italiano monocultivar del Molino Mariani - dice Di Giovanni - fermentazione lenta e controllata, profumi e leggerezza danno vita a un impasto in equilibrio tra aromi, croccantezza e visione estetica, per ottenere una digeribilità senza rinunciare al gusto». Nel menu sono presenti anche diversi fritti, sia in stile romano al gusto carbonara o amatriciana che in chiave abruzzese, riprendendo alcune ricette della nonna come il “supplì lasagna”.

Un angolo della pizzeria Thina La Romana
Un angolo della pizzeria Thina La Romana

Per le bevande, accanto alle ottime birre presenti, verranno inseriti alcuni vini del territorio e qualche spumante metodo classico. «La pizza viene servita - aggiunge Mattia - su vassoi in acciaio come si usa a Roma. Qualcuno si lamenta del fatto che si raffreddi più velocemente, ma io ci tenevo a rispettare la tradizione romana, alla quale mi sono ispirato anche per la creazione dei fritti. Alle novità si è sempre un po’ restii, ma sono sicuro che i clienti si abitueranno». Un nome storico è sempre una garanzia e la risposta della città è stata immediata. «Da quando abbiamo aperto - conclude il pizzaiolo - stiamo ottenendo ottimi risultati: la pizza è molto apprezzata e i clienti si mostrano entusiasti di questa nuova esperienza. Sono davvero felice, credo profondamente in questo progetto, in cui ho investito e continuo a investire con passione. Sentivo che questa nuova tipologia di pizza avrebbe incontrato il gusto del pubblico».

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