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Dal takoyaki al ramen: i ristoranti giapponesi che non ti aspetti a Torino

Torino si conferma una delle città più dinamiche per la cucina giapponese in Italia. Oltre al sushi, si possono trovare esperienze più autentiche come omakase, izakaya e street food. Dai ristoranti tradizionali come Wasabi alle contaminazioni di Oinos, fino al sushi di carne piemontese e ai locali immersivi, la scena torinese offre un viaggio completo tra cultura nipponica e creatività contemporanea

Alfonsa Sabatino
di Alfonsa Sabatino
26 aprile 2026 | 16:30
Dal takoyaki al ramen: i ristoranti giapponesi che non ti aspetti a Torino

La cucina giapponese non è più un semplice fenomeno di nicchia: negli ultimi anni ha conquistato il gusto degli italiani con un’espressione che va ben oltre il classico sushi. Già, la scena si è evoluta: oggi più che mai, oltre ai ristoranti di sushi tradizionale, nelle grandi città italiane hanno aperto numerosi locali che propongono esperienze diverse della cucina giapponese, come izakaya, ramen bar o formule omakase, che richiamano i modelli più autentici e contemporanei della tradizione culinaria nipponica. Anche a Torino è corsa al giapponese, dove la curiosità per vivere vere e proprie esperienze lontane sta esplodendo con aperture e progetti molto diversi tra loro.

Wasabi lo storico giapponese a Torino, rinato con lo chef Masanori Tezuka

Entrare da Wasabi è come partire senza muoversi, affidandosi a un viaggio fatto di gesti, silenzi e parole scelte con cura. Non a caso, lo chef Masanori Tezuka ci ha parlato di Omotenashi, la parola che indica l’arte giapponese dell’ospitalità sincera, disinteressata e minuziosa; familiare ma mai invasiva. Ancora, sulla prima pagina del menu è spiegata la parola Itadakimasu, che va oltre il semplice “buon appetito”, ma è un profondo ringraziamento per il cibo, la natura e chi lo ha preparato. Esattamente questa è l’atmosfera.

La sala interna di Wasabi
La sala interna di Wasabi

In un ambiente tipicamente giapponese, con un tatami su cui si sale senza scarpe (ci sono ciabatte a disposizione) o tavolini riservati e in penombra divisi da splendidi separè in legno che crea giochi di luce, a tavola arrivano piatti che parlano di stagionalità, qualità e ascolto degli ingredienti. Il nigiri di ventresca di tonno è puro equilibrio, dove tutti i gusti si percepiscono in modo chiaro e compensano; la zucca con tofu è confortante e delicata; il fegato d’anatra alternato a daikon e yuzu su salsa ponzu gioca con contrasti netti ma armoniosi. L’ombrina cotta con koji - un lievito di riso che regala profondità, umami e sorprendente digeribilità - è accompagnata da una crema di cime di rapa e pinoli che lega mari e terre, vicine e lontane, con naturalezza.

Lo chef Masanori Tezuka
Lo chef Masanori Tezuka

Tezuka però non ama parlare di fusion: preferisce raccontare un dialogo tra ingredienti giapponesi e locali, scelti con l’unico obiettivo di valorizzare i sapori. Non possono mancare i mochi con salsa di fagioli neri o bianchi agrumati, rivisitati nella forma ma puntuali nel gusto. Il sake, proposto in abbinamento, completa il viaggio grazie alla sapienza della ragazza in sala, Akemi Kato, che guida la degustazione con gentilezza nipponica. 

I piatti cambiano con le stagioni, sempre nella ricerca forsennata di una materia prima di qualità. A pranzo, dal lunedì al venerdì, c’è anche un menu veloce che permette di avvicinarsi a questo mondo con ramen, udon, curry giapponese, sushi, sashimi o proposte vegetariane. La sera, invece, si può scegliere tra il menu Wasabi o affidarsi completamente allo chef con l’omakase, “mi affido a te”, che è forse la definizione più azzeccata di ciò che succede varcata la soglia di Wasabi.

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Lo street food di Osaka da Takoyaki Minamoto

Il Takoyaki Minamoto, in via Bogino 17D, è nato nel 2019 nel pieno boom della passione per il japan food, con l'obiettivo di creare un luogo di cucina giapponese che non fosse solo ed esclusivamente sushi. Il locale è pensato fin da subito di piccole dimensioni e per proposte veloci, anche per i giapponesi residenti a Torino, un po' in onore allo street food del Paese del Sol Levante, un po' per dare seguito alla tradizione e all'esperienza di Koji Shirai bambino nei chioschetti di Osaka. All'apertura, otto anni fa, nel pieno boom della cucina giapponese in Italia, erano due i piatti offerti: i Takoyaki e le ali di pollo fritte.

Gli interni di Takoyaki Minamoto
Gli interni di Takoyaki Minamoto

Con il tempo e il passaparola il menu si è ampliato, per dare una maggiore varietà di piatti e sapori, sempre nel rispetto della tradizione della regione del Kansai e in una concezione “smart”. Oggi Takoyaki Minamoto propone - a pranzo, a cena e take away - piatti unici, menu composti (come il Teishoku, tipico set menu giapponese, un vassoio con piatto principale, riso bianco, zuppa di miso con alghe e tofu, sottaceti giapponesi, fagiolini al sesamo e uovo cotto a bassa temperatura) e degustazioni varie, anche di Sake.

Takoyaki fatti artigianalmente dallo chef
Takoyaki fatti artigianalmente dallo chef

Tra fumetti, disegni e decorazioni che rendono il pasto ancora più immersivo, qui si possono assaggiare gli squisiti Takoyaki fatti artigianalmente dallo chef, dalla pastella alle salse di condimento, sulla piastra arrivata direttamente dal Giappone a vista dalla piccola sala.

Nulla è lasciato al caso e ogni dettaglio è curato con cura e passione: gli origami che contengono le bacchette, i set di ciotole, tazze e teiere, le istruzioni che nel sacchetto per l'asporto spiegano come abbinare salse e pietanze. Si consiglia di prenotare perché lo spazio a disposizione è poco; ma soprattutto si consiglia di andare, assaggiare i Takoyaki e il pollo fritto, per concludere con i Mochi in spiedino, esattamente come si mangiano per strada a Osaka.

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Oinos, il “susciliano” che unisce due mondi

Il viaggio nella cucina giapponese a Torino passa anche da Oinos, nato nel 2012 da una passione dichiarata per la cultura del cibo, in particolare quella siciliana. Alla guida una proprietà tutta al femminile, che nel tempo ha dato forma a un’identità originale e riconoscibile. Lo spazio, che in passato ospitava un sushi bar, non ha mai rinnegato quella traccia: l’ha trasformata. Così prende forma il “susciliano”, cifra distintiva del locale, dove la tecnica giapponese incontra i sapori mediterranei, con un risultato che non è una fusione forzata, ma un dialogo in estremo equilibrio.

Un dettaglio degli interni di Oinos
Un dettaglio degli interni di Oinos

Sushi e sashimi diventano allora esercizi di stile, con una tecnica pulita che si apre a contaminazioni precise e inaspettate. Nei roll si trovano combinazioni articolate, come lo Special Crispy Jurassic, con salmone sockeye, tonno rosso, gambero cotto, avocado, salsa teriyaki, spicy e fragole, chiuso da briciole di tempura; oppure il Pink Roll, dove gambero cotto e tonno rosso incontrano la salsa Oinos e una nota croccante. Nei nigiri e nelle preparazioni più essenziali (ma non semplici) emerge invece il lato mediterraneo: tonno rosso con basilico, mandorle e olio agli agrumi, o gambero di Mazara del Vallo con basilico e olio extravergine.

I crudi di Oinos
I crudi di Oinos

Per orientarsi nella scoperta, le degustazioni sono la scelta ideale: si va dal Susciliano 6 o 10 pezzi, con selezioni di nigiri e roll, fino a percorsi più completi come il Susciliano e sashimi (20 pezzi) o il Menu Oinos, che unisce sushi classico e susciliano con chiusura dolce. Non mancano varianti dedicate, come le selezioni di gunkan - anche vegetariani - e i roll in formato degustazione, pensati per condividere.

Una delle sorprese più incredibili? Qui la salsa di soia si mescola all’olio extravergine d’oliva, in un accostamento profondo e deciso; e persino i dolci, grandi classici siciliani, sono presentati in forme ridotte e quasi geometriche. Il locale, in via della Rocca, è intimo, elegante e curato, e l’accoglienza di Francesca, in sala, tiene insieme il calore  della Sicilia e la delicatezza della cultura giapponese.

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L’Izakaya inclusivo dei MagazziniOz

Ai MagazziniOz la cucina diventa un’opportunità. Nel centro storico di Torino, all’interno di un palazzo settecentesco con uno splendido cortile, questo spazio - che è ristorante, caffetteria ed emporio - porta avanti da anni un’idea precisa di ristorazione, capace di unire qualità e inclusione.

Gli interni dell'Izakaya dei MagazziniOz
Gli interni dell'Izakaya dei MagazziniOz

Il punto di forza del progetto è proprio accogliere e raccogliere tutte le diversità, specificità e unicità delle persone e delle cucine: la ristorazione diventa l’occasione per relazionarsi con il “diverso da sé” e il lavoro in cucina e sala è strumento di formazione e autonomia per giovani con disabilità, persone migranti e in situazione di fragilità. Così il cliente si mette in gioco e alla prova, anche con ricette a cui non è abituato.

Lo chef Luca Marin
Lo chef Luca Marin

Anche il menu dell’Osteria Globale guarda alla varietà di gusti e sapori, ai piatti del mondo e alla specificità di ogni cucina, con un particolare amore proprio per il Giappone. Nel format serale ispirato all’Izakaya, il tipico locale informale giapponese dove si beve e si condividono piccoli piatti sentendosi davvero se stessi, la visione dello chef Luca Marin costruisce un incontro tra suggestioni nipponiche e ingredienti locali.

Dal giovedì al sabato, dalle 18.30 alle 23, la formula è quella dell’aperitivo allungato, tra tapas e piatti à la carte, per un viaggio che tocca la tradizione piemontese più radicata con spunti internazionali. Dall’Asia, si può scegliere tra Bao Zi con carne di maiale e verdure, Noodles con verdurine di stagione con funghi shiitake e tofu in brodo, pollo in salsa Teriyaki, peperoncino, coriandolo e sesamo e Korokke (crocchetta di patate e carne macinata). Il tutto accompagnato da una selezione di drink e vini.

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Il sushi piemontese (di carne)

Appena fuori Torino, a Vinovo, Passaparola BottegaContemporanea nasce nel 2013 nel ripensare un ristorante pizzeria canonico. È durante il periodo del Covid però che il locale cambia pelle e decide di osare: lo spazio viene ripensato con cura e grande stile dal gestore, Matteo Del Peschio (che intanto ha preso una laurea in Design di interni), e il menu riscritto, seguendo un’identità che tiene insieme le origini siciliane, campane e piemontesi della famiglia. È proprio in questo momento che - tra i primissimi - nasce l’idea del sushi di carne, come evoluzione e nuova proposta coerente con l’identità del locale.

Gli interni di Passaparola BottegaContemporanea
Gli interni di Passaparola BottegaContemporanea

Il sushi porta a tavola una serie di combinazioni di ingredienti regionali, stagionali, di tecnica e ironia, apprezzati specialmente per un antipasto condiviso. Già dal nome si capisce tutto: il Parla Pà!!! racchiude un cuore di Blu del Moncenisio, con salsiccia di Bra, maionese alla nocciola delle Langhe e porri locali croccanti; mentre il Masle Siculo mette insieme salsiccia, battuta di fassona piemontese, melanzane in agrodolce e pomodoro di Pachino con una maionese di menta di Pancalieri.

Alba Nomade
Alba Nomade

Da non perdere Alba Nomade, con interno di crème fraîche alla robiola Bosina, yogurt e caprino, abbracciato da albese di fassona piemontese, gelée al mango che porta una grande freschezza al palato, granella di pistacchio e erba cipollina. Al posto della salsa di soia, compare una riduzione di Nebbiolo d’Alba, che lega il piatto al territorio e valorizza incredibilmente gli ingredienti, esattamente in linea con il concept del locale.

Sushi di carne con ingredienti della tradizione siciliana
Sushi di carne con ingredienti della tradizione siciliana

Il menu di Passaparola, che nel tempo ha ricevuto diversi riconoscimenti soprattutto per la pizza, cambia due volte l’anno, seguendo la stagionalità e gli umori della clientela che - a detta di Matteo- in questo momento storico ha voglia di esplorare e lasciarsi guidare in una cucina di qualità ma non troppo complessa da interpretare.

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I locali giapponesi che puntano sull’esperienza

Come nel resto d’Italia, anche a Torino sta emergendo con forza la tendenza che punta tutto sull’esperienza: locali in cui l’allestimento diventa protagonista quanto - se non più - della cucina. Sono spazi immersivi, ispirati a manga, anime e immaginari urbani giapponesi, dall’effetto wow prima del primo boccone.

Gli interni di Piece Ramen
Gli interni di Piece Ramen

È il caso di Piece Ramen, in via Madama Cristina, tra i primi ad aver portato questa formula in città, con un ambiente coloratissimo interamente dedicato al mondo dei fumetti, una sala a LED, un angolo dedicato al travestimento e alla lettura.

Sulla stessa linea si muove Beika Ramen a Mano, in via Nizza, che, come in un grande luna park, richiama esplicitamente l’estetica anime e il racconto visivo tipico della cultura pop giapponese.

TanStreet, in via Giolitti, spinge l’idea di ambientazione verso una dimensione cinematografica: qui l’allestimento ispirato alla metropolitana di Tokyo accompagna il cliente in un vero e proprio viaggio, tra insegne, segnaletica e dettagli che simulano una vera fermata underground.

  • Piece RamenVia Madama Cristina, 27/B - 10125 Torino, Tel +39 333 675 8611
  • Beika Ramen a Mano - Via Nizza, 23 - 10125 Torino, Tel +39 011 060 3107
  • TanStreet - Via Giovanni Giolitti, 5A - 10123 Torino, Tel +39 011 019 5051

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