Nella zona costiera di Taormina, a Giardini Naxos, nel 734 a.C., immigrarono i Calcidesi d’Eubea, con a capo Teocle di Calcide (che fondò anche Lentini nel 728 a.C. e Catania nel 727 a.C.), ai quali si unirono i Nassi dalla grande isola dell’Egeo, in un promontorio lavico, che chiamarono Naxos o Nasso, per giungere anche alla occupazione dell’entroterra ed alla fondazione (nel 490 a.C.) di Kallipolis (odierna Giarre). Nelle vicissitudini storiche successive, nel 403 a.C., a seguito di un tradimento, Naxos fu conquistata da Dionigi di Siracusa e completamente rasa al suolo e quasi tutti i mille abitanti venduti come schiavi. Nel 358 a.C. Andromaco, padre dello storico Timeo, accolse i profughi di Naxos.
La vista su Taormina dal ristorante La Vela
Castello di Schisò e Palazzo Paladino: storia, etimologia e tutela
Nel “cuore” del promontorio sorge il “castello di Schiso’”, costruito fra il XIII e il XIV secolo, laddove il nome Schisò deriva dalla corruzione araba volgare del toponimo Naxos: da “Nascsòs”, a “Naschisòs”, a Quisòs, a “Schisòs”, fino all’attuale “Schisò. Sul lungomare nord del promontorio di Schiso, si affaccia la parte nobile di un complesso residenziale “stratificato”, molto più ampio, che comprende anche una torre e una zona ove era installata l'attrezzatura per la raffinazione e distillazione dei prodotti della canna da zucchero ( la cui produzione era un'attività lucrativa sorta intorno al XVI secolo estesa dagli spagnoli, ma già praticata in epoca normanna e introdotta precedentemente già dagli arabi in Sicilia - esiste oggi, per memoria, una Via Cannameli nel rione Chianchitta).
Il complesso fu acquisto dalla famiglia (conosciuto poi come Palazzo Paladino), che, nei recenti periodi è stato preservato, insieme all’area verde, dagli appetiti dei costruttori di un edilizia del turismo in genere un po troppo incurante dell’esistente.. Il Castello di Schisò ovvero Palazzo Paladino, il 18 dicembre 1989 è stato dichiarato dalla Regione Sicilia di “’interesse storico e artistico” e, nel 2018, fu (acquistato dall’Ente Parco Naxos Taormina.
Ristorante La Vela a Giardini Naxos: cucina di territorio e stagionalità
Proprio di fronte al Palazzo, dall’altro lato costiero della baia, sorgono tutta una serie di esercizi per la ricezione turistica (soprattutto trattori tipiche e ristoranti), fra i quali il Ristorante La Vela, in cui Salvatore Cirino, dal 2009, fornisce un servizio di ristorazione fra i più rappresentativi del luogo, per tutto l’arco dell’anno (tranne i mesi di gennaio e febbraio).
La sala del ristorante La Vela
Avendo a disposizione una disponibilità immediata, fornita dagli ancora numero operatori della pesca della costa orientale della Sicilia, Il menù del Ristorante La Vela può garantire una stagionalità della materia prima (abbinata con quella dell’entroterra della Valle Alcantara), ispirando l’azione preparatoria dei piatti ad una semplice tradizionalità, derivante anche da una profonda conoscenza del territorio e della sua storia, mantenendo una qualità di esecuzione non facilmente eguagliabile.
Menu di pesce: antipasti, primi e secondi della tradizione siciliana
Il pranzo inizia con una benvenuto dello chef: Vaul au vent di spigola al pistacchio, un piacevole contrasto, esaltato dal condimento acido fornito dal succo di limone con cui è stata realizzata la mousse di pesce, contrastata dalla dolcezza del pistacchio. Seguono gli antipasti di pesce, in cui la Caponata di pesce spada alla siciliana unisce cipolla, patate, melenzane, peperoni e zucchine secondo stagione, mentre il Sautè di scampi esprime un equilibrio tra componente agro-vegetale e dolcezza del crostaceo. Il Polpo “rosticciato” su nuvola di patate, passato brevemente ai ferri, viene servito su un delicato purè di patate nuove condito con olio e limone.
Vaul au vent di spigola al pistacchio
Caponata di pesce spada alla siciliana
Polpo “rosticciato” su nuvola di patate
Primi piatti tipici siciliani tra mare e tradizione
Successivamente, i primi di pesce raccontano la tradizione: gli Spaghetti con alici e finocchietto selvatico rappresentano un classico siciliano dal forte richiamo aromatico, in cui il contrasto tra pesce e vegetali è protagonista. Gli Gnocchi di patate con pistacchio e gamberi vedono il pesto di pistacchio di Bronte sposarsi con la dolcezza dei gamberi, precedentemente fiammeggiati nel brandy. I Rettangoli di cernia con pomodorini piccadilly propongono una base umami di ricotta che sostiene la delicatezza del pesce, esaltata dalla salsa vegetale.
Spaghetti con alici e finocchietto selvatico
Gnocchi di patate con pistacchio e gamberi
Rettangoli di cernia con pomodorini piccadilly
Secondi di pesce alla griglia e piatti della tradizione
Ed ecco poi i secondi, dove il Pesce del giorno alla griglia, una spigola accompagnata da patate, esprime la semplicità della materia prima. Gli Involtini di pesce spada alla griglia, ripieni di mollica di pane condita con pomodoro, formaggio, prezzemolo, aglio, olio e.v.o. e sale, raccontano una preparazione tipica del territorio. Le Cotolette di pesce, filetti di spigola in veste croccante con verdure di stagione, completano l’offerta con una nota più strutturata. Alla fine i dolci: un semifreddo alle mandorle e un tartufo al cioccolato
Pesce del giorno alla griglia (spigola)
Involtini di pesce spada alla griglia
Cotolette di pesce (filetti di spigola)
Testimonianze storiche sulla battigia di Giardini Naxos
Proprio sulla battigia del mare davanti al ristorante (con lo sfondo di Taormina) sono visibili le vestigia che testimoniano una laboriosità passata veramente particolare: a volte ricoperte da strati di sabbia trasportati dal moto ondoso sono visibili cerchi nella roccia, di diametro variabile (intorno ai due metri), come i resti della estrazione di pietra utile alla realizzazione di macine di mulino per il grano: risalgono al settecento e non a periodi greci.Ma vale la pena di dare una occhiata e riflettere.
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