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Alla scoperta di Tramonti, l’altra metà della Costiera amalfitana

Tramonti racconta l’anima più autentica della Costiera amalfitana tra sentieri, vigneti secolari, chiese medievali e storie di emigrazione che hanno reso il borgo la patria mondiale dei pizzaioli. Dall’intuizione di Luigi Giordano alla nascita del fior di latte sulla pizza, fino alla PizzAcademy 2026, il viaggio intreccia memoria, cultura, vino eroico, alta cucina e tradizioni

Francesca Di Leo e Luca Roncadin
di Francesca Di Leo e Luca Roncadin
27 aprile 2026 | 12:21
Alla scoperta di Tramonti, l’altra metà della costiera Amalfitana

C’è una Costiera che non guarda solo il mare, ma che affonda le radici nella roccia e nei boschi dei Monti Lattari. È la terra di Tramonti, il "polmone verde" della Costiera amalfitana, un borgo circolare diviso in tredici frazioni che sembrano costellazioni di case sospese tra stelle, cielo e valli. Visitare Tramonti non è un semplice tour esperienziale, ma un pellegrinaggio laico nella "Patria dei Pizzaioli", lì dove, si racconta, il vento di Tramontana ha origine e dove ogni sentiero racconta storie di fatica, eroismo, ingegno e un riscatto che ha il sapore del latte. Ma Tramonti è anche un tesoro di bellezza silenziosa da scoprire attraverso il suo patrimonio artistico e paesaggistico. Il percorso si snoda tra le frazioni seguendo il "Sentiero delle 13 chiese", che tocca gioielli medievali come la chiesa di San Pietro Apostolo a Figlino, nota per la sua pregiata pavimentazione della scuola di Capodimonte, o la suggestiva cappella rupestre di Gete.

La cappella rupestre di Gete
La cappella rupestre di Gete

L’eredità di "Giggino": dalla guerra alla bisione

Il nostro viaggio, ispirato dal programma della PizzAcademy 2026, non può prescindere dalla figura leggendaria di Luigi Giordano, affettuosamente noto come "Giggino ’a casettara". Un uomo la cui lungimiranza nacque dal trauma della guerra: chiamato alle armi nel 1943 a soli vent’anni, Luigi si ritrovò a Loreto di Novara, un mondo lontano dalle sue colline, dove rimase nascosto persino sopra un albero per due giorni per sfuggire ai soldati tedeschi.

La pavimentazione della scuola di Capodimonte della chiesa di San Pietro Apostolo a Figlino
La pavimentazione della scuola di Capodimonte della chiesa di San Pietro Apostolo a Figlino

In quei giorni di paura, Luigi ebbe un’intuizione "geniale": osservando le vacche e i pascoli del novarese, vide la possibilità di ricreare un’enclave di matrice tramontana al Nord. Prima di tornare a casa, seppellì un barattolo di vetro pieno di monete ai piedi di un albero vicino al cimitero di Oleggio, quasi a voler piantare un seme del suo futuro successo.

La "Fabbrica" del fior di latte e il miracolo di A’ Marechiaro

Dopo la guerra, Luigi convinse i compaesani più temerari - nomi che oggi sono leggenda come Peppe di Pietre o Giuseppe Mandara - a seguirlo in quella "terra promessa". Il viaggio ci porta idealmente nella cascina di Via Raspagna, dove la vita ricominciò tra le mura di mattoni, il calore del camino e il suono del canale d’acqua dove i bambini giocavano con nonna Mamea, detta "Mamè", la vera custode dell’arte casearia. Qui nacque il problema che cambiò la storia: il fior di latte prodotto a mano, senza frigoriferi, se restava invenduto doveva essere buttato. La genialità di Luigi fu usarlo per la pizza, aprendo nel 1951 (inaugurata ufficialmente nell’agosto 1953) la pizzeria "A’ Marechiaro" a Novara. Scelse quel nome perché Tramonti era allora sconosciuta sulla carta geografica, e serviva un richiamo alla popolare Napoli per attirare i clienti.

Il Limone Sfusato Amalfitano Igp
Il Limone Sfusato Amalfitano Igp

Il sentiero delle donne e i "Cavalieri della Pala"

Il nostro itinerario prosegue lungo il "Sentiero delle Formichelle", un tributo alle donne che, come Rachele e Nannina nel romanzo di Alessia Castellini, trasportavano ceste di limoni da 60 chili sulla testa, muovendosi in fila indiana come piccole formiche. Camminare oggi tra i terrazzamenti di Limone Sfusato Amalfitano Igp significa ascoltare l’eco dei loro canti e onorare una fatica che ha costruito le fondamenta di questa comunità.

Il romanzo di Alessia Castellini "Il sentiero delle formichelle"
Il romanzo di Alessia Castellini "Il sentiero delle formichelle"

Mentre le donne "carriavano" limoni, gli uomini diventavano ambasciatori della pizza. I racconti del luogo ci trasmettono l’immagine quasi eroica di Tommaso, un giovane pizzaiolo inviato da Luigi a Romagnano Sesia per insegnare l’arte: arrivò con una valigetta contenente la sua pala da pizzaiolo personale, accolto dalla folla come un "Cavaliere alla Don Chisciotte". È grazie a questa "emigrazione controllata" che oggi contiamo oltre 3.000 pizzerie tramontane nel mondo.

Il Sentiero delle Formichelle è un tributo alle donne
Il Sentiero delle Formichelle è un tributo alle donne

Tra viti giganti e capolavori di dolcezza

Il viaggio tocca vette di eccellenza assoluta presso la Tenuta San Francesco, dove si cammina all’ombra di viti pre-fillossera di Tintore vecchie di 400 anni, veri monumenti viventi con fusti che possono arrivare anche a due metri di diametro. È un’esperienza sensoriale che culmina con un calice di "È ISS", un vino che profuma di storia, eroismo e salsedine.

I vini della Tenuta San Francesco
I vini della Tenuta San Francesco

Non può mancare una sosta alla "fabbrica delle idee" di Sal De Riso a Tramonti, dove il maestro pasticciere trasforma lo Sfusato e la ricotta locale in opere d’arte come la torta "Ricotta e Pere" o il dolce dedicato proprio alle "Formichelle". Infine, la visita al Caseificio Al Valico permette di assistere alla filatura a mano del fior di latte, lo stesso "oro bianco" che Luigi Giordano usò per conquistare il Nord.

Il maestro pasticcere Sal De Riso nel suo laboratorio
Il maestro pasticcere Sal De Riso nel suo laboratorio

Al calare del sole, l’atmosfera si sposta verso il mare per una cena raffinata al Bistrot di Sal De Riso a Minori. Qui, l’alta gastronomia del territorio incontra l’estro del Maestro pasticciere in un ambiente sofisticato che celebra i sapori della Costiera.

Il bistrot di Sal De Riso a Minori
Il bistrot di Sal De Riso a Minori

Il riposo nel resort e la "Colazione dei nonni"

Per chi cerca la vera pace, il soggiorno ideale è al Frescale Country House. Pernottare in questo antico casolare contadino ristrutturato significa addormentarsi nel silenzio dei vigneti e dei castagneti. Al risveglio, il Frescale regala un’emozione pura con la "colazione dei nonni" servita sotto il magnifico pergolato: un trionfo di fette biscottate, latte fresco e confetture artigianali che hanno il sapore di casa e di terra.

Il Frescale Country House
Il Frescale Country House

Il cerchio si chiude con una cena alla Putechella di Gerardo Nappi, dove l’autenticità dei sapori tramontani regala l’ultimo, appassionato saluto a un territorio che non smette mai di stupire.

La limonaia della Putechella
La limonaia della Putechella

Il cuore dell’esperienza: la PizzAcademy

Il culmine del viaggio coincide con l’esperienza della PizzAcademy Tramonti 2026, un vero e proprio laboratorio dell’arte bianca che ha trasformato per tre giorni il borgo in un campus di alta formazione e confronto creativo. Non si è trattato di una semplice occasione di ritrovo, ma di un dialogo qualificato tra maestri pizzaioli rappresentanti delle principali scuole italiane - da quella napoletana a quella casertana, dalla cilentana alla pala romana - che si riuniscono per incrociare l’identità di Tramonti con la visione della pizza contemporanea.

PizzAcademy Tramonti 2026, un laboratorio dell'arte bianca
PizzAcademy Tramonti 2026, un laboratorio dell'arte bianca

L’evento ha vissuto il suo momento più alto presso il ristorante "Al Valico di Chiunzi". Qui, sotto la guida esperta del gastronomo Luciano Pignataro e alla presenza di autorità e una delegazione AIS, le pizze dei maestri sono state abbinate ai vini Doc Costa d’Amalfi, capaci di esaltarne i profumi, in un clima di condivisione che dimostra come la ricerca dei sapori possa evolvere restando fedele alla memoria del territorio.

I protagonisti della PizzAcademy Tramonti 2026
I protagonisti della PizzAcademy Tramonti 2026

Ecco i protagonisti e le loro interpretazioni:

  • Vincenzo Amato (Revive Pizza & Bar, Pontedera): “La mia Tramonti”, un ritorno alle basi con pomodoro pelato, alici di Cetara, capperi, origano e olio EVO.
  • Robertino Cupo (Robertino Cupo Pizza, Palomonte): “Coast to Coast”, un viaggio sensoriale tra bufala, carpaccio di tonno rosso affumicato, carciofi di Paestum e bottarga.
  • Simone De Gregorio (La Bolla, Caserta): “Sentiero delle Formichelle”, un omaggio al territorio con ricotta di bufala, zeste di limone, alici e provola.
  • Jessica De Vivo (Pizzaiola Napoletana, Napoli): “Pizza al profumo di Costiera”, con tonno rosso, pomodori rossi e gialli, provola e polvere di olive.
  • Carlo Fiamma (Carlo Fiamma Pizza e Cantina, Amalfi): “A modo mio”, con crema di pomodorino giallo, tonno, cipolla caramellata e mollica fritta al limone.
  • Francesco Giordano (Ristorante Pizzeria Serenella, Brescia): “Pizza Peschiera”, un impasto multicereali al finocchietto condito con una riduzione al vino Tintore e pomodori "soleggiati".
  • Vittorio Giordano (Pizzeria Giordano, Biella): “Tonno e dolcezza”, una pizza bianca con pomodorini, fior di latte e composta di cipolla rossa.
  • Vittorio e Graziano Giordano (Al Valico, Tramonti): “La Tramontana”, una scenografica pizza al metro divisa tra salame e funghi chiodini da un lato, e guanciale, patate e provola dall’altro.
  • Giuseppe Imperato (Il Porticciolo, Maiori): “Oro d’autunno”, che unisce i sapori dei monti con castagne, pancetta e miele di castagno.
  • Roberto Luise (Robbbertone Pizza, Roma): “Pala alla Papa”, con zucchine romanesche, stracciata, alici e bottarga.
  • Giovanni Mandara (Piccola Piedigrotta, Reggio Emilia): “Pizza Sudde”, con caciocavallo stagionato allo sfusato amalfitano e salsiccia al finocchietto.
  • Alfonso Simeone (Il Frescale, Tramonti): “L’invidia tra mare e monti”, un equilibrio perfetto tra crema di pecorino, provola di Tramonti e scarola ripassata con acciughe e pinoli.
  • David Vaccaro (Agriturismo Da Regina, Tramonti): “Pizza Regina”, un omaggio alla terra con crema di fave, stracotto di manzo al vino Tintore e chips di pecorino.
  • Francesco Ferrara (Bella Napoli, Vigevano): “Tramonti 2.0” Una creazione con provola affumicata, pomodorini confit, alici di Cetara e un tocco sorprendente di confettura di limone.
  • Antonio Vuolo (Gran Morane, Modena): “La francescana”, con base bianca, fior di latte e un’esplosione di pomodori gialli e rossi con zeste di limone.

Tramonti non è solo una destinazione; è un racconto di resilienza, ingegno e amore che continua a scriversi ad ogni giro di pala e ad ogni rintocco delle campane dei suoi tredici borghi.

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