Villa Cavalletti, la secolare tenuta di Grottaferrata a circa trenta minuti dal centro di Roma, torna protagonista nella valorizzazione dei Castelli Romani con l’apertura al pubblico della Terrazza, all’ultimo piano dell’edificio dell’Accademia, attiguo alla villa storica. Fino a novembre, ogni mese sono previsti appuntamenti dedicati alla cucina italiana come patrimonio Unesco, tra identità, territorio e sostenibilità, ispirati al riconoscimento che celebra le pratiche sociali legate al cibo, il cucinare come rito collettivo, momento di trasmissione culturale e occasione di incontro tra generazioni.
Vista dall’alto su Villa Cavalletti
Cucina italiana e biodiversità: il confronto all’inaugurazione
All’inaugurazione sono stati dibattuti temi legati all’importanza delle biodiversità culturali, agricole e sociali dei territori e al ruolo che la cucina può svolgere nella loro valorizzazione. «Riconsegnamo la tavola al gusto, al piacere e alla gola, nel rispetto dei produttori» ha esordito Barbara Nappini, presidentessa di Slow Food, associazione che il 26 luglio compie quarant’anni dalla fondazione ed è oggi presente in 160 paesi, davanti a una sala gremita di operatori del settore, studiosi e docenti dell’Università di Roma Tor Vergata.
La conferenza stampa di presentazione
Il messaggio è stato raccolto dallo chef Alessandro Circiello, presidente della Federcuochi per il Lazio, e da Stefano Corbari, presidente della Federazione italiana associazioni imprese viaggi e turismo per il Lazio, che si sono subito accordati per passare dalle parole ai fatti. Tra gli spunti emersi, l’inserimento dei Presìdi Slow Food e delle Dop laziali in nuovi percorsi turistici, in accordo con i cuochi che potrebbero valorizzarli attraverso piatti dedicati. «La forza della cucina italiana sta nella sua grande diversità, un enorme patrimonio che il riconoscimento Unesco ci motiva a valorizzare sempre di più» ha ribadito Nappini. La serata si è conclusa salendo alla Terrazza, dove l’allestimento e la vista sui dintorni hanno regalato un autentico effetto sorpresa.
La Terrazza tra progetto architettonico e visione culturale
Il progetto della Terrazza segue il recupero del Villino Rosso, Museo dell’Olio e del frantoio, con l’innovativo laboratorio olfattivo realizzato nel 2025, entrambi curati dall’architetto Dario Biello. «La Terrazza sposa il tema della circolarità con il recupero di arredi storici affiancati da pezzi contemporanei in materiali locali, e con scelte illuminotecniche e impiantistiche sostenibili» ha spiegato l’architetto, sottolineando il dialogo tra gli interni e il paesaggio circostante. «Abbiamo immaginato la Terrazza come uno spazio conviviale aperto, dove il cibo diventa linguaggio culturale e strumento di sviluppo, capace di unire comunità, turismo e identità locale» ha aggiunto la proprietà.
La sala della Terrazza di Villa Cavalletti
Lo spazio vuole essere un’officina esperienziale per degustazioni guidate, percorsi didattici, laboratori pratici e momenti di confronto, dove storia, paesaggio e gastronomia si incontrano, intrecciando biodiversità agricola, tradizioni sociali, creatività sostenibile e condivisione culturale. «L’obiettivo comune è quello di valorizzare le ricchezze dei Castelli Romani e di far crescere la consapevolezza sul cibo, con la collaborazione di tutto il territorio» ha sottolineato Tiziana Torelli di Villa Cavalletti.
L’obiettivo della Terrazza è quello di valorizzare i prodotti della Tenuta
Prodotti della Tenuta e calendario degli appuntamenti
Il menu dà rilievo ai prodotti stagionali della Tenuta (farina, olio evo, vino) e delle filiere locali e regionali. Il calendario prevede molti appuntamenti: aprile è dedicato all’olio extravergine con visite e passeggiate culturali guidate da dottorate dell’Università di Roma Tor Vergata (19 e 26, ore 10-11); a maggio i tour al museo (10, 23 e 24), con il pranzo degustazione del 23 con Onaf, Organizzazione nazionale assaggiatori formaggi; a giugno l’incontro sulla stagionalità con pranzo degustazione con Slow Food (7 giugno); a luglio Calici e Conversazioni con visita al museo (4 luglio, ore 10-11).