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fino al 22 maggio

Tipicità in Blu, ad Ancona il mare diventa racconto di territori e filiere

Antonella Silvestri
di Antonella Silvestri
20 maggio 2026 | 18:56

Il mare inizia dalla montagna è il tema scelto quest’anno da Tipicità in Blu, appuntamento che prova ad allargare il concetto stesso di blue economy oltre la dimensione strettamente marittima. Al centro della riflessione non ci sono soltanto porti, pesca e cantieristica, ma l’intero ecosistema che alimenta il mare: fiumi, territori interni, filiere produttive, risorse ambientali e comunità locali. Un cambio di prospettiva che mette in relazione entroterra e costa, sostenibilità e sviluppo economico. Con questa premessa, Ancona sta ospitando fino al 22 maggio la tredicesima edizione del Festival, iniziata il 16 maggio e diventata negli anni un laboratorio di idee dedicato all’economia del mare.

Tipicità in Blu racconta il mare attraverso territori, sostenibilità, cultura e filiere
Tipicità in Blu racconta il mare attraverso territori, sostenibilità, cultura e filiere

Cultura, gastronomia e nautica: i mondi che il festival vuole unire

La scelta della città non è casuale: Ancona è Capitale italiana della cultura 2028 e il Festival ne anticipa, in qualche modo, la vocazione, usando gli spazi più rappresentativi del waterfront dorico come palcoscenico di una riflessione collettiva su pesca, nautica, cantieristica, sostenibilità, ricerca e gastronomia. È Angelo Serri, direttore e anima del festival, a spiegare meglio di chiunque altro perché Tipicità in Blu esiste e dove vuole arrivare. «Il nostro è un tentativo - ambizioso, lo so - di rimettere insieme pezzi che troppo spesso vengono tenuti separati. Cultura, enogastronomia, nautica, cantieristica, ricerca, turismo e mare: ognuno di questi mondi ha le sue istituzioni, i suoi convegni, i suoi protagonisti. Ma il mare non conosce compartimenti stagni, e nemmeno dovremmo farlo noi».

«Il legame che vogliamo costruire non è decorativo - ha proseguito Serri. Non si tratta di mettere un piatto di pesce accanto a una barca e chiamarla sinergia. Si tratta di capire che una filiera ittica sana dipende dalla qualità delle acque, che la qualità delle acque dipende dalle scelte industriali, che le scelte industriali dipendono dalla cultura che una comunità ha di sé stessa e del proprio territorio. Tutto è connesso, e il mare è il punto in cui questa connessione diventa visibile. È per questo che il tema di quest’anno - “Il mare inizia dalla montagna” - non è una provocazione fine a sé stessa. È una chiave di lettura. Un invito a guardare più lontano, a risalire le filiere, a capire che il futuro del mare si decide anche molto lontano dalla riva».

L’obiettivo del festival è unire mare, enogastronomia, cultura, turismo, ricerca e territori
L’obiettivo del festival è unire mare, enogastronomia, cultura, turismo, ricerca e territori

Non è solo la voce del direttore a disegnare l’orizzonte del Festival. Alberto Monachesi, project manager di Tipicità, condivide la stessa visione con la convinzione di chi lavora ogni giorno alla costruzione concreta di quei legami. Per Monachesi, la forza della manifestazione sta proprio nella sua capacità di non scegliere: di non essere solo un evento per addetti ai lavori, solo una vetrina commerciale, solo una festa di sapori. Ma di tenere tutto insieme, con la pazienza e la determinazione di chi sa che le cose più interessanti accadono sempre nei punti di contatto tra mondi diversi. Cultura e cantieristica, gastronomia e ricerca, turismo e pesca non sono categorie separate da mettere in fila, ma ingredienti di un racconto unico che ha il mare come filo conduttore e il futuro come destinazione.

Sailing Chef e Grand Tour delle Marche: il mare raccontato attraverso il territorio

L’iniziativa è partita sabato 16 maggio da Marina Dorica, il porto turistico più grande dell’Adriatico italiano, dove è stato presentato ufficialmente il Grand Tour delle Marche 2026: un circuito di oltre 25 eventi, organizzato insieme ad Anci, che da maggio a dicembre attraverserà l’intera regione. Subito dopo si è svolta la Sailing Chef, una delle formule più originali del festival: una regata in cui gli equipaggi si sono sfidati contemporaneamente in mare e ai fornelli. A ogni imbarcazione è stato consegnato lo stesso paniere, composto da pesce di stagione e prodotti agricoli del territorio; durante la navigazione, i cuochi di bordo hanno preparato il proprio piatto, valutato all’arrivo da una giuria di giornalisti ed esperti. Più che una competizione, un racconto concreto del rapporto tra mare, filiera corta e identità locale.

La Sailing Chef ha messo in gara gli equipaggi tra mare e cucina
La Sailing Chef ha messo in gara gli equipaggi tra mare e cucina

A conquistare il primo posto nella classifica combinata è stata l’imbarcazione Morris, Grand Soleil 44 di Mauro Bellavigna. Il premio per la prova di cucina è andato, invece, a Nena, Elan 333 di Burattini Renzo, mentre la veleggiata ha visto ancora il successo di Morris. Sempre nella giornata di sabato, nello stesso scenario, si sono affiancati altri due appuntamenti: “Piccole pescherie e grandi birre”, promosso da Cna insieme a Slow Food Ancona, e “Cucina del riciclo, il mare e il territorio”, organizzato da Ancona Ambiente. Domenica mattina è stata invece proposta una visita al cantiere navale Fincantieri, con partenza dalla Mole Vanvitelliana: un’occasione rara per entrare in uno dei poli industriali più importanti del Paese.

Dalla Mole Vanvitelliana ai Blu Tour: Ancona diventa laboratorio del mare

Nel corso del fine settimana, tra sabato e domenica pomeriggio, gli studenti del territorio hanno guidato i Blu Tour: visite teatralizzate dedicate ai luoghi dell’Ancona marinara, pensate per restituire alla città la propria memoria attraverso lo sguardo e la voce delle nuove generazioni. Da lunedì 18 maggio il Festival si è trasferito alla Mole Vanvitelliana, il complesso architettonico sospeso tra terra e mare che è forse il simbolo più riuscito dell’identità dorica. Qui si susseguono, fino a venerdì 22 maggio, le giornate della blue economy: incontri professionali su nautica, creatività e nuove competenze, con la partecipazione di delegazioni croate a testimoniare una vocazione adriatica che supera i confini nazionali. Tra gli appuntamenti di spicco, “Internazionalizzazione innovativa e sostenibile”, a cura di Confartigianato, e “La Bussola e il Vento”, a cura di Cna.

Il forum finale sull’acqua e la Blue Week nei locali cittadini

A chiudere l’edizione, alle 17:30, il forum “Energia democratica e ciclo delle acque”, condotto dal giornalista Duilio Giammaria: un titolo che riprende e sviluppa il tema portante del Festival, ricordando che l’acqua - tutta l’acqua, quella dei fiumi come quella del mare - è una risorsa condivisa e che la sua gestione è una questione politica prima ancora che tecnica. Per tutta la settimana, e fino al 24 maggio, i locali aderenti alla Blue Week propongono menu a tema, aperiblu ed eventi speciali: un invito a continuare la conversazione anche a tavola, nel modo più mediterraneo possibile. Informazioni e programma completo sono consultabili su Tipicità in Blu.

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