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Harmony Edition

Champagne e cucina d’autore: Dom Pérignon lancia le sue cene esclusive

di Redazione CHECK-IN
04 maggio 2026 | 18:29

Dom Pérignon porta nel 2026 il suo ideale di armonia al centro di un progetto articolato che unisce alta cucina e grandi Champagne: nascono le “Cene Dom Pérignon - Harmony Edition”, una serie di appuntamenti esclusivi in programma a maggio e novembre che vedranno protagonisti alcuni tra i più importanti chef della scena internazionale, membri della Dom Pérignon Society. Tra i nomi coinvolti figurano Albert Adrià, nel suo ristorante Enigma di Barcellona, e Yoshihiro Narisawa a Tokyo. In Italia, il calendario di maggio prevede tre tappe: il 9 maggio all’Atelier Moessmer Norbert Niederkofler di Brunico (Bz), il 24 maggio alla La Ciau del Tornavento di Treiso (Cn) e il 29 maggio al Daní Maison di Ischia (Na).

Dom Pérignon chiama i grandi chef: le cene evento del 2026
Dom Pérignon chiama i grandi chef: le cene evento del 2026

Un’esperienza che va oltre l’abbinamento

Al centro del progetto c’è un’idea precisa: trasformare l’abbinamento tra Champagne e cucina in un’esperienza immersiva, costruita come un percorso sensoriale e creativo. Non a caso, ogni cena nasce dal dialogo tra gli chef coinvolti e Vincent Chaperon, con menu pensati per una sola serata e costruiti come un’esplorazione progressiva capace di condurre l’ospite verso una percezione compiuta dell’armonia. Questo approccio si colloca in un momento storico particolare per la Maison, che nel 2026 presenta per la prima volta più Millesimati contemporaneamente: Dom Pérignon Vintage 2017, Dom Pérignon Vintage 2008 - Plénitude 2 e Dom Pérignon Rosé Vintage 2010. Tre interpretazioni diverse di uno stesso concetto, che riflettono altrettanti percorsi evolutivi.

Tre Millesimati, tre interpretazioni dell’armonia

Il Vintage 2017 nasce da una vendemmia complessa, gestita come ultimo atto da Richard Geoffroy, e raggiunge l’equilibrio attraverso una produzione estremamente limitata. Il Vintage 2008 - Plénitude 2 rappresenta invece una nuova lettura delle annate classiche, in cui il tempo diventa fattore determinante, amplificando energia e generosità. Infine, il Rosé Vintage 2010 spinge sull’identità del Pinot Noir, frutto di un lavoro decennale volto a definire in modo sempre più radicale l’espressione del Rosé. Il filo conduttore resta quello dell’armonia, interpretata in modi differenti ma sempre coerenti con lo stile della Maison. Una visione che si riflette anche nella struttura della Dom Pérignon Society, nata in Italia nel 2001 con il nome di Dépositaires: un circuito che riunisce ristoranti capaci di incarnare lo spirito creativo e senza tempo della Maison, in continuità con l’eredità del monaco benedettino Dom Pierre Pérignon.

Gli appuntamenti in Italia

Tornando agli eventi, ad aprire il ciclo italiano sarà Norbert Niederkofler, protagonista di una cena a quattro mani con Quique Dacosta. «L'armonia nasce dall’ascolto della natura: il ritmo delle stagioni, gli ingredienti, le persone. Credo che la vera cucina nasca da questo legame. Rispettare la natura, i suoi cicli e le persone che la lavorano è fondamentale per me, proprio come lo è per Dom Pérignon. Attraverso queste cene, i Dépositaires hanno l’opportunità di entrare in dialogo tra loro, condividendo approcci, culture e sensibilità. La cena che realizzerò insieme a Quique Dacosta ne è un perfetto esempio: la mia visione di cucina dialogherà con la sua, per creare un’esperienza davvero speciale» ha detto lo chef.

Il secondo appuntamento, nelle Langhe, vedrà protagonisti Maurilio Garola e Marco Lombardo. «L’armonia nella gastronomia è riuscire a creare piatti che uniscano nuovo e antico, contemporaneità e tradizione, che sappiano essere originali senza mai perdere l’identità e il legame con le proprie radici - hanno commentato. Proprio come succede in Dom Pérignon: ogni Vintage è espressione di un’unica annata, sa essere sempre nuovo pur rimanendo fedele allo stile inconfondibile della Maison». A chiudere il primo ciclo sarà Nino Di Costanzo a Ischia (Na): «Come Dépositaire, è per me un onore e un piacere poter contribuire con la mia cucina a esaltare l’armonia di Dom Pérignon. Nel percorso che ho creato con Vincent Chaperon, ogni ingrediente trova la propria misura e la materia prima viene valorizzata nella sua identità, senza essere forzata. Ogni vino viene esaltato in un equilibrio di contrasti e affinità, con rigore, rispetto e precisione».

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